sabato 7 settembre 2019

FNSI: INFORMAZIONE, ORA SI CAMBI

«Grazie al presidente della Repubblica che ancora una volta ha sottolineato l’importanza della libertà di stampa e dell’informazione per la tenuta democratica del Paese». Intervistato da Radio Radicale, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, commenta così le parole pronunciate ieri dal Capo dello Stato al termine delle consultazioni per la formazione del governo appena insediato. «L’auspicio – prosegue – è che le parole del presidente Mattarella possano portare alla necessaria discontinuità nelle politiche del governo sull’informazione. Noi riteniamo che sia necessario cambiare completamente registro. Per il sindacato dei giornalisti non esistono governi più o meno amici, ma esecutivi da giudicare in base agli atti. Da questo punto di vista, gli atti e le prese di posizione di chi ha avuto la responsabilità dell’Editoria nel precedente governo sono stati orientati, purtroppo, a cancellare l’informazione professionale, a ridurre il pluralismo delle voci, a moltiplicare i tagli e i bavagli e a rendere l’occupazione sempre più precaria. Dal nuovo esecutivo ci aspettiamo una nuova stagione all’insegna del confronto e della massima attenzione al settore e al lavoro giornalistico. Vanno messi al bando i pregiudizi ideologici che hanno condizionato fino ad oggi le politiche del settore». «Ci auguriamo – aggiunge Lorusso – che il presidente Conte faccia una scelta ponderata nel segno della discontinuità. Non vorremmo ritrovarci da qui a qualche settimana a dover promuovere un’altra iniziativa pubblica per sostenere la necessità di difendere il pluralismo delle voci, soprattutto di quelle voci che sono più deboli, voci delle minoranze e delle differenze, che i tagli scriteriati messi in campo dal precedente governo rischiano di cancellare». Per il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, «è necessario fermare immediatamente con un atto normativo i tagli che sono stati approvati nei mesi passati e che preludono all’azzeramento del fondo per il pluralismo. Perché se questi tagli non vengono fermati – dice – ci ritroveremo tra pochi mesi non soltanto con meno giornali, ma anche con più disoccupati: in ballo ci sono circa un migliaio di posti di lavoro di soli giornalisti. Questo non possiamo accettarlo». Alla domanda dell’intervistatore sugli interventi più urgenti, a cominciare dal conflitto di interessi, Lorusso risponde infine: «Il tema della regolamentazione dei conflitti di interessi va affrontato seriamente e in un’ottica che avvicini l’Italia alle più grandi democrazie occidentali dove queste norme di regolamentazione sono presenti da tempo».

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