lunedì 9 agosto 2021

OLIMPIADI, MEDAGLIE E IUS SOLI / da Art21

 di Carlo Muscatello


E ora che le Olimpiadi dei record sono finite, ora che il medagliere va in archivio assieme all’entusiasmo, da dove si ricomincia? Dai buu ai calciatori di colore, dalla feccia razzista, da frasi vergognose e ridicole come “non esistono italiani di colore”? Eppure il 38% delle atlete e degli atleti azzurri che hanno gareggiato a Tokyo sono italiani senza essere nati in Italia. Tanti altri sono nati qui da genitori provenienti da altre parti del pianeta. E molte delle nostre quaranta medaglie le hanno vinte loro. 

Il presidente del Coni Malagò ha rilanciato il tema dello “Ius soli sportivo”,  ma un paese che vuol essere civile non può certo limitarsi a questo. Non è possibile celebrare le atlete e gli atleti azzurri di colore quando vincono una medaglia, e poi dimenticarsi di tutti gli altri, le persone semplici che campioni non sono, ma sono nati nel nostro Paese, vanno a scuola con i nostri figli, lavorano qui, ma non hanno la cittadinanza italiana.

Eseosa Fausto Desalu, medaglia d’oro nei 4x100, nato in Italia da genitori nigeriani, ha potuto indossare la maglia azzurra solo dopo aver compiuto i diciotto anni. È solo un esempio, quello assurto alla dignità delle prime pagine, ma la lista è lunghissima.

La nuova legge sulla cittadinanza italiana attende da almeno vent'anni di essere approvata. Nella passata legislatura ottenne il via libera della Camera ma si arenò al Senato. Oggi le varie proposte di legge per riformare la cittadinanza sono ferme in commissione Affari costituzionali. Tutte prevedono la concessione della cittadinanza italiana tramite un percorso di studi: “Ius soli temperato” o “Ius culturae”.

Allora bisogna ripartire da un principio ineludibile: chi è nato in Italia, chi ha studiato e vive qui deve avere la cittadinanza. Ci fosse la volontà almeno di una parte della composita maggioranza che sostiene il governo Draghi, la legge potrebbe - e dovrebbe - essere portata in aula a settembre. Anche sulla scia delle multietniche medaglie azzurre di Tokyo.


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