venerdì 4 giugno 2010

SABINA GUZZANTI / FILMAKERS
Sabina Guzzanti incontrerà il pubblico triestino domani alle 21.30, al Cinema Ariston, fra una proiezione e l’altra del suo ”Draquila”, nell’ambito di ”FilMakers”. Ma l’attrice e regista romana rischia di essere anche l’ultima stella della rassegna nata undici anni fa da un’idea di Mario de Luyk e che ha portato all’Excelsior (finchè non l’hanno chiuso), al Cinecity delle Torri e all’Ariston molti grandi nomi del cinema italiano: da Carlo Verdone a Marco Bellocchio, da Sergio Castellitto a Pupi Avati, da Giuseppe Tornatore a Paolo Virzì, da Silvio Orlando a tanti altri attori e registi.
Il motivo lo spiega lo stesso de Luyk, presidente della sezione triestina dell’Agis: «FilMakers rischia di chiudere, e questo con la Guzzanti rischia di essere l’ultimo incontro della rassegna, perchè ci è appena stato comunicato dall’assessorato alla cultura della Regione che il contributo annuo di diecimila euro dall’anno prossimo non ci sarà più erogato. Sono tempi di crisi economica e di tagli alle spese pubbliche, lo sappiamo, come sappiamo anche che non saremo i soli a vederci annullare (o ridurre, per i più fortunati...) il contributo. Ma senza quei soldi noi chiudiamo bottega. Peccato, perchè in questi anni FilMakers è stato un ponte fra Trieste e i protagonisti del cinema italiano».
I tempi di crisi e le coloriture politiche delle varie amministrazioni rendono peraltro difficile reperire nuovi fondi. Ancora de Luyk: «Al Comune, anni fa, ce l’hanno detto chiaro e tondo: la vostra rassegna non ci interessa, perchè chiamate solo ospiti di sinistra. Quindi zero euro. La Provincia ha poche possibilità e ce ne dà mille, di euro, che forse saranno ulteriormente ridotti. Noi cercheremo degli sponsor, ma è chiaro che in questa situazione siamo più vicini alla chiusura che alla sopravvivenza...».
Fin qui i problemi di FilMakers. Per quanto riguarda Sabina Guzzanti, con ”Draquila - L’Italia che trema” dicono abbia abbracciato il giornalismo d’inchiesta alla Michael Moore. Di certo ha realizzato un ottimo film-documentario che denuncia i retroscena e gli scandali della ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila dell’aprile 2009. La sua presenza a Cannes è stata anche il motivo dell’assenza del ministro Bondi (che peraltro pare nessuno avesse invitato...) alla kermesse cinematografica francese. Le polemiche scatenate dal centrodestra in quell’occasione hanno per la verità ottenuto l’effetto opposto, attirando l’attenzione dei media stranieri sul film.
Che a questo punto è diventato un caso internazionale, tanto da essere presentato poche sere fa al Parlamento Europeo di Bruxelles. «L'idea - ha detto in quell’occasione Sabina Guzzanti - è quella di raccontare l'Italia attraverso la vicenda del terremoto aquilano in cui ci sono un po’ tutti gli ingredienti della crisi italiana. C'è l'elemento della corruzione, quello del controllo dell'informazione e quindi dell'opinione pubblica e l'elemento della protezione civile, sorta di esercito con pieni poteri nelle mani dirette del premier. Elementi che ci portano a una domanda: perchè votate e continuate a votare Berlusconi?».
Ovviamente altre polemiche, stavolta sull’asse Roma-Bruxelles. E una nuova replica della regista: «Le polemiche ci confermano che in Italia c'e una sostanziale mancanza di diritto di critica, per cui chi la pensa diversamente viene trattato come un bugiardo, uno che mente, ma senza spiegare perchè. Se le nostre critiche fossero infondate, avrebbero replicato nel merito, invece dicono solo che mento, che il film mente, ma non affrontano le questioni che sollevo. E dire che se solo il 10% delle cose che sottolineo fossero false, avrebbero già parecchi argomenti per replicare nel merito, invece non lo fanno...».
Prima di arrivare domani sera a Trieste, Sabina Guzzanti sarà stasera alle 20 al Cinema Sociale di Gemona, ospite della Cineteca del Friuli, nel luogo simbolo del terremoto del Friuli del ’76.

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