giovedì 12 gennaio 2017

DALLA NEWSLETTER ORDINE GIORNALISTI FVG

APPELLO DEL SINDACATO


di CARLO MUSCATELLO*

Care colleghe, cari colleghi,a inizio anno, cominciamo da un appello: iscrivetevi all'Assostampa Fvg, l'articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani. L'appello, quest'anno, è più forte e sentito che in passato, per tutta una serie di motivi che andremo a elencare. Essere in tanti vuol dire avere più forza, ed è necessario per difendere meglio il lavoro e i diritti dei colleghi, soprattutto i più deboli, ma anche la qualità e il ruolo dell’informazione. Anche quest'anno abbiamo le quote d'iscrizione immutate, che fra l'altro sono le più basse d’Italia e servono a pagare gli stipendi delle impiegate, l'affitto, le spese correnti, gli aiuti ai colleghi in difficoltà. Che nella nostra regione, fra l'altro, possono anche chiedere l'iscrizione gratuita (informazioni e dettagli su www.assostampafvg.it).
Nel 2017 dovrebbe finalmente essere rinnovato il contratto di lavoro. Come sapete, era stato disdettato dagli editori, una parte dei quali il contratto collettivo proprio non lo vorrebbe più. Ma, smentendo previsioni pessimistiche o addirittura catastrofiche, il sindacato dei giornalisti ha ottenuto che il vecchio contratto rimanga in vigore fino a quando non ne verrà firmato uno nuovo. Un risultato non da poco, considerata la situazione. C'è tutto il tempo, dunque, per riavviare il tavolo di confronto, finora bloccato dall'attesa della legge di riforma dell'editoria, approvata dal parlamento e in vigore dal 15 novembre. Mancano ora i decreti attuativi, ma c'è l'impegno del governo  a provvedere in tempi brevi. Ci sono di mezzo anche la composizione e le competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti: la previsione contenuta nel Decreto Milleproroghe farà sì che si andrà al voto con le nuove regole e i nuovi numeri, anche questo un risultato non trascurabile.
Del vecchio contratto, la Fieg aveva chiesto la revisione - ovviamente al ribasso - di ventuno istituti: dalle ferie ai festivi, dai superfestivi al notturno, dalle mansioni alle domeniche, dall’incidenza del settimo numero al calcolo della 13a, dagli straordinari agli scatti… Praticamente gli editori volevano e vogliono riscrivere tutto il contratto, per abbassare ulteriormente il costo del lavoro giornalistico, stante il perdurare della crisi economica. La posizione della Fnsi non è cambiata: chiediamo innanzitutto nuovi posti di lavoro, sottolineando che la categoria non è in grado di reggere ulteriori flessibilità né un altro contratto “a perdere”, senza un immediato e deciso rilancio dell’occupazione, in forte calo da diversi anni. Senza investimenti non c’è ripresa del mercato del lavoro e non c’è futuro per il giornalismo italiano e per gli stessi istituti di categoria. L'Inpgi, insomma, non si salva solo con la sofferta riforma in arrivo, ma con nuovi posti di lavoro. Stesso discorso per la Casagit.
La battaglia per il contratto non esaurisce ovviamente l'impegno del sindacato dei giornalisti, nell'ultimo anno impegnato a tutto campo per la difesa della libertà di informazione, non solo in Italia. C'è un disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione (e finalmente la cancellazione della previsione del carcere per i giornalisti), c'è l'impegno contro le querele temerarie, per la tutela dei cronisti minacciati, per il contrasto al linguaggio dell'odio e della violenza ("hate speech"), sul web ma non solo sul web. Pare che il governo finalmente cominci a sentire... E per quanto riguarda la Rai, una crisi nella crisi, c'è l'impegno, assieme all'Usigrai, per "mettere in campo iniziative per costruire un futuro radicalmente rinnovato del Servizio pubblico".
Un capitolo a parte riguarda le concentrazioni editoriali e le grandi fusioni, settore nel quale la normativa è carente e attualmente permette agli editori notevole libertà di azione. L'operazione Stampubblica intanto procede. Il Gruppo Espresso, che in regione possiede Messaggero Veneto e Piccolo, ha già ceduto o dato "in affitto" alcune testate. Il rischio è che non sia finita qui.
In questa situazione complessa e di grande difficoltà, l’Assostampa Fvg continua  a fare la sua parte all’interno della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani. Il lavoro, il rispetto del contratto, la libertà di informazione, la tutela dei colleghi più deboli rimangono le priorità della nostra azione e del nostro impegno. In un panorama dove gli stati di crisi, le ristrutturazioni, i contratti di solidarietà non si contano anche nel nostro Nordest, nei primi mesi dell'anno il sindacato tornerà al tavolo di confronto con le aziende al Piccolo e al Gazzettino, entrambi in stato di crisi. Ma ci sono anche i problemi del Messaggero Veneto, del Primorski Dnevnik, della Rai regionale, delle agenzie di stampa, dell’emittenza privata, delle testate più piccole. E degli uffici stampa della pubblica amministrazione, che ancora aspettano l'applicazione del contratto di lavoro giornalistico: novità potrebbero arrivare dalla tanto attesa legge regionale sull'editoria, che ormai sembra finalmente arrivata all'ultimo miglio prima dell'approvazione e dell'entrata in vigore.
Per tutti questi motivi abbiamo sempre più bisogno di un sindacato più forte. Che poi è quello che firma i contratti, che viene chiamato a rappresentare (tutti) i colleghi ai tavoli con le aziende quando c'è da trattare gli stati di crisi. Che poi è quello a cui si rivolgono tutti i colleghi (assunti o non assunti, collaboratori o precari) quando emergono problemi grandi o piccoli. Cosa che purtroppo avviene sempre più spesso. Insomma, non voltatevi dall'altra parte, non pensate di "poter fare da soli". Iscrivetevi, ne abbiamo e ne avete bisogno. E buon anno.

*presidente Assostampa Fvg, componente giunta esecutiva Fnsi

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