...sogni e bisogni fra musica e spettacolo, cultura e politica, varie ed eventuali... (blog-archivio di articoli pubblicati + altre cose) (già su splinder da maggio 2003 a gennaio 2012, oltre 11mila visualizzazioni) (altre 86mila visualizzazioni a oggi su blogspot...) (twitter@carlomuscatello)
sabato 28 dicembre 2013
2014 a TRIESTE: Pearl Jam , Elisa, Venditti, Pezzali...
Antonello Venditti l’11 febbraio al Rossetti, Max Pezzali il giorno dopo al PalaTrieste. Dove il 29 marzo arriva anche Elisa. E poi il grande appuntamento del 22 giugno allo Stadio Rocco con i Pearl Jam, la cui attrattività è dimostrata da quei 14mila biglietti staccati nelle primissime ore di prevendita (l’altra tappa italiana del tour europeo è fissata il 20 giugno a Milano, stadio di San Siro). E poi ancora almeno un paio di altri nomi medio-grandi, almeno uno di “rock giovane”, da ospitare a luglio nell’impagabile cornice di piazza Unità.
Insomma, il 2014 a Trieste promette di essere un anno da incorniciare, se non per l’economia e il porto, almeno per la musica dal vivo. Già i nomi citati sono un’ottima base da cui partire, non fosse che quasi sicuramente se ne aggiungeranno a breve degli altri.
Gli organizzatori (ovvero la premiata ditta Comune di Trieste e Azalea Promotion, con il prezioso supporto della Regione) avrebbero voluto annunciare un altro nome già nei giorni scorsi, magari due settimane fa, in occasione della presentazione in pompa magna del colpaccio rappresentato dal concerto dei Pearl Jam. Un paio di trattative sono in corso, c’è un nome che ritorna con una certa frequenza, ma ancora mancano sia l’ufficialità che l’ufficiosità. Dunque meglio non illudere i fan, si dice. Nelle prime settimane dell’anno nuovo il panorama dovrebbe comunque schiarirsi e portare al completamento della stagione.
Stagione che, come si diceva, promette di essere molto buona per gli amanti del rock e del pop. Alla base di questo successo, che negli ultimi anni ha riportato Trieste nei circuiti che contano della musica dal vivo, sicuramente il buon rapporto di collaborazione fra l’amministrazione comunale guidata dal sindaco springsteeniano Roberto Cosolini e il promoter Azalea (un buon esempio di proficua sinergia fra pubblico e privato...). Ma anche un fattore contingente, rappresentato dall’inagibilità dello Stadio Friuli per i lavori di ristrutturazione.
E il quesito è sempre lo stesso: quando la struttura sarà nuovamente e completamente a disposizione, Udine si riprenderà il ruolo di prima scelta, forte della sua posizione geografica più baricentrica e dunque più facilmente raggiungibile?
Alla presentazione del concerto dei Pearl Jam il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello - testimoni Cosolini e Serracchiani - assicurò che «assolutamente no, ci sarà spazio per tutti. Nell’ambito di un disegno di promozione turistica complessivo strutturato e tarato per i nostri vari centri di attrazione». Ma il timore che in futuro a Trieste tocchino nuovamente le briciole ci sta tutto.
Non pensiamoci adesso. E godiamoci la prospettiva di un’annata ricca di appuntamenti. Oltre ai nomi citati all’inizio, il 2014 porterà subito in dote il concerto della Glenn Miller Orchestra lunedì 20 gennaio al Politeama Rossetti, dove lunedì 3 febbraio arriveranno anche i Perpetuum Jazzile (gruppo sloveno famoso per il canto a cappella: 25 mila spettatori in due serate alla Stozice Arena a Lubiana a inizio novembre).
Nel frattempo, cose molto interessanti anche a Udine. Giovanni Allevi martedì 25 marzo al “Nuovo”, dove il giorno dopo è prevista anche una nuova tappa del “never ending tour” dei Nomadi. Da segnalare a primavera il doppio ritorno in regione di Simone Cristicchi con il suo spettacolo “Magazzino 18”, attualmente in tour in Italia e accolto nei giorni scorsi con emozione ed entusiasmo anche a Roma, dove ha tenuto varie repliche nella centralissima Sala Umberto. Lo spettacolo dedicato alla storia dell’esodo degli istriani, giuliani e dalmati sarà il 13 marzo al Teatro Verdi di Gorizia e il 7 aprile al “Nuovo” di Udine. Sempre nel moderno teatro friulano ancora due importanti appuntamenti che sono altrettanti ritorni: venerdì 11 aprile lo spettacolo “Vivo” del pianista e compositore pordenonese Remo Anzovino, martedì 20 maggio la chitarra senza tempo dell’albino Johnny Winter.
Ma l’estate 2014 prepara i suoi botti anche e ovviamente fuori dal Friuli Venezia Giulia: arrivano Neil Young & Crazy Horse (il 21 luglio al Festival Collisioni di Barolo, Cuneo) e Metallica, Arcade Fire e Iron Maiden, Robbie Williams e Motorhead, Artic Monkeys e gli italiani Vasco Rossi e Ligabue. E chissà che uno di questi nomi non arrivi a rinforzare proprio l’estate musicale triestina...
lunedì 16 dicembre 2013
LIBRO 50 ANNI CIRCOLO STAMPA TRIESTE
Domani alle 17.30 al Circolo della Stampa di Trieste in Corso Italia 13 verrà presentato il libro “Circolo della Stampa di Trieste. 50 anni di storia, arte e cultura”. Curato da Laura Kraker Silla, è corredato da una interessante e inedita documentazione fotografica, che verrà proiettata durante l’incontro. Del libro parleranno l’autrice, lo storico Roberto Spazzali e l’editore della Mgs Press Carlo Giovanella. Nella foto a fianco, il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella al Circolo della Stampa di Trieste. Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo di seguito la prefazione del volume.
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di Carlo Muscatello*
Mezzo secolo dopo la fondazione, c'è ancora spazio per il Circolo della Stampa di Trieste? Può avere ancora un ruolo, al tempo dei social network e della comunicazione virtuale, un sodalizio nato quando il telefono era inchiodato al muro, la televisione aveva un solo canale ed era in bianco e nero, gli articoli venivano battuti sui tasti della macchina per scrivere e composti col piombo?
Noi siamo convinti di sì. Anche per questo abbiamo festeggiato un compleanno speciale con tante iniziative e con questo libro. E anche per questo, diversi anni fa, con l'aiuto di alcuni amici e colleghi, noi dell’Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia - il sindacato unitario dei giornalisti, la “casa madre” - ci siamo impegnati per rilanciare il Circolo dopo un periodo nel quale le iniziative e gli appuntamenti si erano decisamente ridotti.
La città, la regione, l’Italia e il mondo sono cambiati forse più velocemente in questi cinquant'anni che nei cinque secoli precedenti, ma il ruolo che era stato immaginato per questo sodalizio all'inizio degli anni Sessanta rimane valido e in qualche modo attuale: “stimolare il dibattito culturale, sociale e politico cittadino, organizzando e ospitando iniziative e dibattiti che garantiscano sempre pluralismo e rispetto di tutte le opinioni, in un’ottica di civile e pacifica convivenza fra tutte le componenti della comunità in cui opera”. Sottolineo: in un’ottica di civile e pacifica convivenza. Una notazione che era importante allora e rimane importantissima oggi, qui, al centro della nuova Europa, su un confine che non c’è più ma ci ricorda antiche ferite che devono essere definitivamente sanate. Come giornalisti dobbiamo farlo ogni giorno con il confronto, nel rispetto delle opinioni di ognuno, con l’umiltà necessaria per comprendere le ragioni dell’altro.
La rivoluzione digitale ha fatto sì che oggi l’informazione sia cresciuta esponenzialmente come quantità, purtroppo non come qualità. Allora l’attività e gli spazi del Circolo della Stampa di Trieste vogliono essere sempre a disposizione dell’approfondimento, dell’analisi, del confronto costruttivo.
Lo dobbiamo agli amici e colleghi che mezzo secolo fa hanno posto la metaforica prima pietra, ma anche a tutti quelli che hanno tenuto in vita e fatto crescere questo particolare club nel corso dei decenni trascorsi. Citarli tutti è impossibile. Ne ricordiamo allora solo due ma con l’intento di ricordarli tutti: il compianto Chino Alessi e il nostro Danilo Soli, che visse da presidente dell’Assostampa l’angoscia dell’attentato incendiario del 1979.
Ma lo dobbiamo anche alle giovani generazioni. Alle ragazze e ai ragazzi che, lasciati per un paio d’ore nello zaino lo smartphone e l’iPad, potranno al Circolo della Stampa riassaporare - o a volte conoscere per la prima volta - la bellezza di un dibattito, la ricchezza del confronto diretto, il fascino della comunicazione non solo virtuale. Magari guardando il proprio interlocutore negli occhi e non attraverso la luce artificiale di uno schermo.
*presidente dell'Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia
domenica 15 dicembre 2013
PEARL JAM, 22-6-14 STADIO ROCCO, TRIESTE
Dunque l’anticipazione è confermata: saranno i Pearl Jam le stelle dell’estate musicale triestina e regionale. L’appuntamento è per domenica 22 giugno allo Stadio Rocco. Due sole date italiane, l’altra il 20 giugno a Milano, stadio di San Siro.
Conferma e dettagli sono arrivati nella conferenza stampa nel Salotto azzurro del Municipio di Trieste. Il sindaco springsteeniano Roberto Cosolini: «È un evento che conferma la città fra le grandi piazze italiane del rock. Il fatto che si svolga di domenica porterà minori problemi organizzativi e maggior afflusso “turistico” di pubblico, anche dal Centro ed Est Europa, considerato che l’unica altra tappa in zona del tour europeo è Vienna».
La presidente della Regione Debora Serracchiani non era annunciata. Ma fra un impegno dall’altra parte della piazza e il nuovo incarico romano nella segreteria nazionale Pd griffata Renzi, ha trovato il tempo per esserci. Sottolinea «l’attrattività di Trieste e del Friuli Venezia Giulia a livello di grandi eventi, che caratterizzeranno l’intero 2014». Poi ricorda che «a pochi metri da qui, in questo momento si parla di sicurezza nel mondo dello spettacolo»: un imperativo, dopo il tragico incidente di due anni fa al concerto di Jovanotti al PalaTrieste.
Il suo vice Sergio Bolzonello: «Un concerto di tale rilievo, fra l’altro nel week end, è una grande occasione per richiamare pubblico dal resto d’Italia e dall’estero, garantendo un indotto immediato al nostro territorio. E pochi sanno che questi sono eventi che si pagano da soli, con l’incasso dell’Iva».
Al netto dei ringraziamenti incrociati, merito tuo, no merito tuo, prego passi prima lei, un paio di curiosità arrivano grazie a Loris Tramontin. «Portare i Pearl Jam - dice il boss di Azalea - era rimasto un mio chiodo fisso almeno da tre anni, quando era già stata annunciata la data a Udine del 6 luglio 2010, che poi ci fu scippata dall’Heineken Jammin Festival. I cui organizzatori avevano offerto di più. Stavolta ce l’abbiamo fatta, ma è stata un’impresa. Le due date erano già previste a Milano e Roma, noi siamo riusciti a inserirci al posto della capitale».
Prendendo poi spunto dal fatto che il Tramontin, friulano di Latisana, non riesce a pronunciare per esteso il nome della regione (per lui siamo solo Friuli, e tanto basta...), il discorso torna al famoso “Mandi Trieste” di Springsteen, un anno e mezzo fa. «Prima del concerto Bruce aveva chiesto il significato di alcune parole alla massaggiatrice friulana. Era atterrato nello stesso aeroporto usato quando aveva suonato a Udine e, vedendo che le città sono vicine, aveva pensato che quel saluto già usato con successo allo Stadio Friuli poteva funzionare ancora...».
A proposito di Stadio Friuli: ma quando termineranno i lavori di ristrutturazione, Udine tornerà prima scelta per i grandi concerti e Trieste dovrà nuovamente accontentarsi delle briciole? «Assolutamente no - risponde Bolzonello, che da pordenonese rivendica neutralità sull’argomento -, ci sarà spazio per tutti. Nell’ambito di un disegno di promozione turistica complessivo strutturato e tarato per i nostri vari centri di attrazione».
Ma torniamo ai Pearl Jam. Debutto del tour europeo, che arriva dopo le date negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda, il 16 giugno ad Amsterdam. Quelle italiane sono la seconda e la terza tappa. Poi vanno il 25 giugno a Vienna, il 26 a Berlino, e dopo toccano Svezia, Norvegia, Polonia, Belgio e Inghilterra.
Americani di Seattle e capitanati da Eddie Vedder, i Pearl Jam sono fra i maggiori esponenti del movimento grunge. In oltre vent’anni di carriera hanno venduto più di sessanta milioni di copie, di cui la metà negli Stati Uniti. Due mesi fa - a quattro anni di distanza dal precedente “Backspacer” - hanno pubblicato “Lightning bolt”, decimo lavoro in studio della band, anticipato dal singolo “Sirens” e subito ai vertici delle classifiche negli States, in Canada, in Australia e in diversi paesi europei fra cui l’Italia. Per diverse settimane il disco è stato numero uno della classifica di iTunes in ben cinquantasei paesi.
Al concerto di Trieste sono attese almeno trentamila persone. Biglietti (dai 51,50 ai 71,50 euro, più diritti di prenvendita) disponibili dalle ore 11 di venerdì 20 dicembre sul circuito ticketone.it e nei punti vendita abituali di Azalea. Altre info su www.azalea.it
Ancora Tramontin. «Ma non ci fermiamo qui. Abbiamo creato il marchio “Live in Trieste”. Stiamo trattando altri nomi. Almeno uno di “rock giovane”, in piazza Unità. Lo annunciamo la prossima settimana...».
DISCO DI CIOCCOLATO PER GIBONNI, ROCKER CROATO
Gibonni, considerato in Dalmazia il “Vasco croato”, colpisce ancora. Stavolta, in pieno periodo natalizio, il quarantacinquenne rocker di Spalato sforna un album fatto di cioccolata. Della serie: prima si ascolta e poi si mangia.
Zlatan Stipisic, questo il suo vero nome, ha registrato in Inghilterra il nuovo album in studio, intitolato “20th Century Man”. Canzoni in inglese, incisioni ai leggendari Abbey Road Studios dei Beatles e allo Sphere Studio, produzione affidata ad Andy Wright (uno che ha firmato i lavori di Simply Red, Eurythmics, Simple Minds...) e, quasi a festeggiare l’evento, la decisione di realizzare una versione a 33 giri della traccia che dà il titolo al disco stampata su cioccolata e riproducibile su un normale giradischi.
«È un singolo da suonare a 33 giri, ma dopo cinque ascolti devi mangiarlo...», afferma Gibonni, da oltre vent’anni ai vertici delle classifiche di vendita croate e di tutti i Balcani. Poche sere fa, il disco è stato presentato per la prima volta al Gasometer di Vienna e poi mangiato collettivamente. «Ho letto che il cioccolato contiene un ormone che stimola il desiderio - dice ancora Gibonni -, ho pensato allora che fosse una combinazione perfetta con la mia musica fortemente legata agli anni Ottanta. Quando ho saputo di questa opportunità, non ho voluto lasciarmela sfuggire».
Figlio d’arte (suo padre Ljubo Stipisic era un famoso compositore di klapa, stile musicale tradizionale della Dalmazia, nel quale non a caso il giovane Zlatan ha mosso i primi passi, prima di dedicarsi al rock...) il “Vasco croato” è l’artista della vicina repubblica che in questi anni ha saputo mischiare meglio sonorità rock e pop, coniugando melodie e tematiche che hanno saputo coinvolgere i giovani del suo paese. Sia ai tempi tormentati della guerra dei primi anni Novanta, che nei vent’anni trascorsi nel frattempo.
L’album ha i suoni e le atmosfere delle migliori produzioni rock contemporanee e rappresenta un’importante sfida dell’artista croato nei confronti del mercato internazionale. Una sfida che ora è anche al sapore di cioccolato.
venerdì 13 dicembre 2013
PEARL JAM A TRIESTE ESTATE 2014
Dovrebbero essere i Pearl Jam le stelle della prossima estate musicale triestina. Dopo Bruce Spingsteen nel 2012 e i Green Day quest’anno, l’accoppiata Comune di Trieste e Azalea Promotion (che stamattina terranno una conferenza stampa congiunta, annunciando quasi sicuramente questo e forse altri nomi in arrivo) produce insomma un’altra... “perla”.
Bocche cucite da parte degli interessati. «I Pearl Jam? Un bel nome, magari - risponde Loris Tramontin, boss di Azalea -. Mi piacerebbe, ma non ci sono date disponibili. Più facile che arrivino Bon Jovi, o Robbie Williams, o addirittura i Metallica...».
Ma sembra tanto un tentativo di depistaggio, per “salvare” la conferenza stampa odierna. È vero che il sito ufficiale della band di Seattle annuncia solo i concerti in Australia e Nuova Zelanda fra gennaio e febbraio. Ma si danno ormai per certi i concerti a Milano il 20 e a Roma il 22 giugno. Subito prima o subito dopo queste tappe dovrebbe essere infilato il concerto triestino allo Stadio Rocco, tenendo conto del fatto che la band sarà a Berlino il 26 giugno e in Inghilterra ai primi di luglio.
Si diceva allo Stadio Rocco. Un ritorno dunque alla grande struttura di Valmaura, dopo il successo del concerto del Boss nell’estate 2012. E dopo che il 25 maggio di quest’anno, in un clima decisamente autunnale, è stata la centralissima piazza dell’Unità a ospitare invece i californiani Green Day.
Per quanto riguarda i Pearl Jam, come i fan sanno, sono un gruppo grunge formatosi a Seattle nel ’90. In oltre vent’anni di carriera hanno venduto più di sessanta milioni di copie, di cui la metà negli Stati Uniti. Influenzati dal rock classico degli anni Settanta, a loro volta continuano a influenzare molti gruppi rock contemporanei.
Due mesi fa hanno pubblicato “Lightning bolt”, subito ai vertici delle classifiche negli States, in Canada, in Australia e in diversi paesi europei fra cui l’Italia. Per diverse settimane è stato numero uno della classifica di iTunes in ben cinquantasei paesi.
Anticipato dal singolo “Sirens”, l’album è il decimo lavoro in studio della band, arriva a quattro anni di distanza dal precedente “Backspacer” (uscito nel 2009) e comprende dodici brani. In un alternarsi di ballate e brani punk-rock con gli inconfondibili “riff” di chitarra di Mike McCready e la personalissima voce di Eddie Vedder, cantante e leader rinosciuto della band.
«Il fatto di pubblicare un disco in questo momento - ha detto in un’intervista Vedder, vero nome Edward Louis Severson III, nato il 23 dicembre 1964 a Chicago - è un po’ come una scossa che vogliamo dare all’intero sistema. Ci piace rimarcare che sappiamo essere traumatici».
Stamattina sapremo se il sogno di vederli a Trieste diventerà realtà l’estate prossima. Nell’incontro convocato dagli organizzatori inizialmente dovevano essere annunciati altri nomi in arrivo, ma sembra che le trattative siano ancora in corso.
giovedì 12 dicembre 2013
FRAGIACOMO, TROMBA DI LATTA PER RICORDARE L'ESODO
Un libro con annesso cd in uscita: “Quella tromba di latta del confine orientale italiano”. Il cofanetto multimediale “Histria e oltre”, con dentro un libro di disegni e commenti di Bruno Chersicla su Portole d’Istria (patria dei genitori dell’artista scomparso), un cd sulla musica popolare istriana e con canti dell’esodo, un dvd del regista Giorgio Diritti sulla storia istriana. E il concerto letterario con il suo Mitteleuropa Ensemble, che per il prossimo Giorno della memoria, il 10 febbraio, dovrebbe arrivare finalmente anche a Trieste.
Insomma, il musicista triestino Mario Fragiacomo - anche se da tanti anni trapiantato a Milano - è più che mai impegnato sul fronte a lui da sempre congeniale: lo studio e la diffusione delle tradizioni culturali e musicali delle sue terre.
«Libro e cofanetto usciranno nei primi mesi dell’anno nuovo - dice Fragiacomo -, ma tengo particolarmente a far vedere anche a Trieste lo spettacolo già portato a Torino, Gorizia, Pescara, Alessandria, Monza...».
Ancora l’artista: «Raccoglie le testimonianze di tanti italiani d’Istria, di Fiume, della Dalmazia, che dopo la fine della guerra sono stati costretti ad abbandonare tutto: i propri beni, la casa, gli affetti. Quasi un viaggio dentro la memoria di tutto il popolo dell’esodo».
«Sono felice - conclude Fragiacomo - del nuovo interesse su questi temi suscitato dallo spettacolo di Simone Cristicchi “Magazzino 18”. Io seguo da oltre dieci anni l’ambiente dell’associazionismo di istriani, fiumani e dalmati. E da dieci anni mi emoziono sui palcoscenici italiani quando racconto questa storia. La stessa che cantavo nel mio primo album “Trieste, ieri, un secolo fa”, presentato tanti anni fa da Fulvio Tomizza».
ADDIO A GIPO FARASSINO
Ultimamente aveva ripreso a occuparsi solo di musica, di canzoni. Il suo primo, grande amore, messo per anni un po’ in disparte per la passione politica e per la Lega Nord. Ma Gipo Farassino, scomparso ieri a settantanove anni, è stato soprattutto artista, cantante, anzi chansonnier. Il caposcuola della canzone piemontese.
Torinese, classe 1934, Giuseppe “Gipo” Farassino debutta discograficamente nel 1960 con un album di canzoni popolari piemontesi. Scrive anche brani in lingua italiana, spesso venati di ironica e struggente malinconia. Le musiche sono spesso legate alla tradizione francese. Nel decennio del boom e della contestazione il pubblico italiano lo conosce per canzoni come “Avere un amico”, “Remo la barca”, “Ballata per un eroe”.
Avvicinandosi spesso ai territori del cabaret (si esibirà per anni anche al celebre Derby Club milanese), racconta i problemi della povera gente, della sua Torino operaia, degli amori infelici consumati nelle case di ringhiera e della quotidianità di cui è attento testimone.
Con “Non devi piangere Maria” nel ’70 partecipa a “Un disco per l’estate” e porta la sua poetica dinanzi al grande pubblico televisivo del sabato sera: canta «un mare di fredde ciminiere, un fiume di soldatini blu, un cielo scordato dalle fiabe, un sole che non ti scalda mai. Questa mia città ti fa sentir nessuno, ti strozza il canto in gola, ti spinge ad andar via. Questa mia città che spegne le risate, che sfugge a tanta gente, resta la mia città...».
Sempre nel ’70 la sua “Senza frontiere”, con un testo contro le guerre in Vietnam e nel Biafra, viene respinta al Festival di Sanremo. E poi va alla Mostra Internazionale di Musica Leggera con “Quando lei arriverà”.
Altri dischi, tanti spettacoli e molta televisione negli anni Settanta. Poi l’impegno politico prende il sopravvento. Nell’87 dà vita al un movimento Piemont Autonomista, dall’87 al ’96 è segretario della Lega Piemont, che poi si scioglie nella Lega Nord. Ne diventa segretario regionale nel suo Piemonte, assessore regionale, parlamentare europeo. Ieri l’addio.
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