mercoledì 8 ottobre 2014

JACK SAVORETTI ven a trieste, BARCOLANA festival, ospite ELISA

Venerdì compie trentun anni. E li compie a Trieste, in piazza Unità, sul palco del Barcolana Festival. Inglese di origini genovesi, Jack Savoretti ha un legame particolare per l’Italia, dove torna sempre volentieri. A fine settembre ha anche partecipato al concerto-evento di Elisa all’Arena di Verona. E venerdì a Trieste, a sorpresa, duetterà ancora con Elisa. «Lei è un’artista straordinaria - dice il musicista, nato a Londra -, assolutamente internazionale. Spero di poter collaborare ancora con lei, ne abbiamo parlato, non c’è nulla di sicuro, ma penso che qualcosa faremo. All’Arena abbiamo fatto assieme una cover di “Ancora tu”, di Lucio Battisti...» ...che è un suo idolo. «Le sue canzoni sono state la colonna sonora della mia infanzia e adolescenza. Lo ascoltava spesso mio padre, ma posso dire di averlo apprezzato per davvero negli anni in cui ho frequentato una scuola in Svizzera: c’erano molti ragazzi italiani». La canzone di Battisti che ama di più? «Direi “Pensieri e parole”, quella che ho scoperto per prima: geniale, moderna, con quelle due voci che dialogano. A distanza di oltre quarant’anni la trovo assolutamente contemporanea». Come ha cominciato con la musica? «È stata una cosa naturale, che ho scelto di fare. Verso i sedici/diciassette anni mi piaceva scrivere e poi ho avuto la fortuna di trovare sempre una chitarra in casa. Prima era solo un sottofondo, un motivo di divertimento. Man mano è diventata una cosa importante. E ho sempre preferito scrivere canzoni mie, che cantare quelle degli altri». È vero che sua mamma conosceva Jimi Hendrix e Rolling Stones? «Mia madre, nata a Londra ma di origini tedesco-polacche, faceva la modella negli anni Sessanta. E sì, aveva conosciuto e frequentato Hendrix e Keith Richards. Ma non erano ancora delle superstar, negli ambienti giovanili della “swinging London” poteva capitare anche di andare a una festa dove c’erano cantanti e musicisti che sarebbero diventati leggende». Dal papà italiano cos’ha preso? «Una certa malinconia, che fa parte del dna ligure. E la passione per Genova e per il Genoa, di cui sono tifoso. Ma l’Italia intera ha sempre avuto per me una grande importanza. Mio padre ascoltava le canzoni italiane, quando ci siamo trasferiti per lui era sempre un momento di nostalgia e malinconia riascoltare la musica italiana. Mi è rimasto dentro questo modo cantautorale italiano di raccontare una storia». Genova è anche De Andrè. «Grandissimo, ma l’ho sempre considerato più un poeta. Amo molto le canzoni del piemontese Luigi Tenco: in quei pochi anni ha scritto brani straordinari, una musica “che viaggiava”, che tuttora piace molto anche all’estero. Fra i giovani? Zibba, premiato al Club Tenco e passato anche da Sanremo Giovani: stiamo collaborando, ne uscirà qualcosa di buono, spero...» Quella volta con Paul McCartney? «Abbiamo girato il video di “Queenie eye” negli Abbey Road Studios di Londra, con Meryl Streep, Johnny Depp, Kate Moss, Sean Penn, tanti altri. È stata una cosa stupenda, sono stato colpito dalla sua umiltà e dal suo entusiasmo. Quello che è successo in quella stanza è qualcosa di inspiegabile. Ci ha anche cantato “Lady Madonna” al pianoforte. Siamo rimasti in contatto con Paul, con Springsteen purtropo no, ma con Paul ci siamo scritti qualche volta». Dopo “Before the storm”? «A febbraio esce “Written in scares”. Per me si tratta di un passo avanti, rispetto all’album precedente, che raccontava la fase che va dall’adolescenza all’età adulta: quel periodo di confusione quando sai che stai andando incontro alla tempesta e devi farti trovare preparato e pronto. Nel nuovo disco - anticipato dal singolo “Tie me down” - credo di avere adottato un approccio più adulto. Musicalmente è ispirato agli anni Sessanta, alle canzoni italiane e francesi di quel periodo». È vero che comprenderà una canzone di Guccini? «Spero di fare in tempo. Il grande Francesco ha accettato di tradurre una mia canzone, ma non so se riusciremo a inserirla nel nuovo disco...». Dopo il concerto di venerdì al Barcolana Festival (serata aperta dai Beatbox Beatles), Jack Savoretti sarà al Medimex (Bari, 31 ottobre) e all’Auditorium Parco della Musica (Roma, 8 novembre).

mercoledì 1 ottobre 2014

LADY GAGA a Vienna e Milano (2 e 4-11)

Un ciclone pop sta per abbattersi su Vienna (domenica 2 novembre, Wiener Stadthalle) e Milano (martedì 4, Forum). Sono queste le due possibilità più vicine, per i fan di Lady Gaga che partono dal Friuli Venezia Giulia, per assistere a una data del suo “ArtRave – The Artpop Ball Tour 2014”. La tournèe - quarta mondiale dell’artista statunitense, a supporto del suo terzo album in studio, “Artpop”, uscito l’anno scorso - è partita a maggio da Fort Lauderdale, Florida. Ieri sera ha fatto tappa a Stoccolma, venerdì è ad Amburgo, domenica a Praga, il 7 ottobre a Colonia, il 9 a Berlino. E poi il 15 a Birmingham, il 17 a Dublino, il 19 a Glasgow, il 21 a Manchester, il 23, il 25 e il 26 a Londra, il 30 e 31 a Parigi. Lo spettacolo è nato durante la promozione del nuovo album, quando Stefani Joanne Angelina Germanotta (questo il suo vero nome, italoamericana di New York, classe 1986) ha tenuto un evento a New York conosciuto come “ArtRave”, nel quale ha eseguito brani dall’album in un ambiente ricco di opere d’arte di Jeff Koons, che firma anche la copertina dell’album. Nell’occasione l’artista ha anche presentato una sorta di “vestito volante”, chiamato Volantis e ideato dalla Tech Haus, la sezione del suo team che si dedica all’innovazione tecnologica. Successivamente Lady Gaga ha ripreso il concetto dell'ArtRave, dando vita a “ArtRave: The Artpop Ball”. Ma cosa vedranno i fan a Vienna e a Milano? Innanzitutto un palco somigliante a una caverna bianca, diviso in due sezioni, con passerelle trasparenti che si uniscono in mezzo al pubblico. Lei, la diva, sfoggia al solito costumi molto eccentrici, fra ali dorate, reggiseni di conchiglie o con tentacoli, “body” di lattice nero, ampie gonne bianche realizzate da Versace. E poi ovviamente ci sono le canzoni: quelle dell’album “Artpop”, ma anche i classici di una carriera ancor breve ma già da record. Basti pensare a certi numeri: 27 milioni di album venduti e 125 milioni di singoli, 10 milioni di copie digitali del singolo “Bad romance”, tour plurimilionari... A proposito di dischi. È appena uscito “Cheek to cheek”, l’album della popstar con Tony Bennett, impegnati nella rilettura di standard jazz - “Anything goes”, “It don’t mean a thing (If it ain’t got that swing)”, “Sophisticated lady”, “Lush life”, la stessa “Cheek to cheek”... - in duetto o singolarmente. Il leggendario Bennett (78 anni, vero nome Anthony Benedetto, altro italoamericano) un paio di settimane fa è anche salito sul palco del concerto di Lady Gaga a Tel Aviv. Concerto che ha attirato oltre 40 mila spettatori ed era stato preceduto da alcune contestazioni, perchè l’annuncio era arrivato durante la recente, ennesima guerra, che aveva portato molti artisti (Neil Young, America, Backstreet Boys, Lana Del Rey...) ad annullare o rinviare le loro esibizioni. Ultima curiosità. Lady Gaga - impegnata anche nel campo dei diritti civili, in particolare per la comunità Lgbt - sta pianificando di sposarsi nello spazio. Le nozze con Taylor Kinney si svolgeranno al di fuori dell’atmosfera terrestre, a bordo della Virgin Galactic di Richard Branson, e costeranno qualcosa come 250mila dollari a testa ai due sposini. Spiccioli, perlanciare un messaggio d’amore a tutto l’universo... Torniamo sulla terra per ricordare che per il concerto di Vienna RadioAttività organizza pulman da Trieste e Udine. Info 040 304444.

martedì 30 settembre 2014

SPRITZ FOR FIVE e LES BABETTES, assalto triestino a X FACTOR (pubblicato il 20-9)

Aspettavamo Les Babettes, ci siamo gustati un ottimo Spritz for five. Risultato: due gruppi vocali triestini, triestinissimi già nei riferimenti contenuti nei nomi scelti, vanno quest'anno all'assalto di "X Factor". I cinque ragazzi che l'altra sera, al debutto del "talent" di SkyUno giunto all'ottava edizione con un cast rinnovato (confermati Morgan e Mika, Victoria Cabello e Fedez al posto di Simona Ventura ed Elio), hanno già passato il turno e puntano dritti verso la gara vera e propria, quella a squadre, grazie a un'eccellente interpretazione a cappella di "Hey brother", del dj svedese Avicii. Le tre ragazze - lanciate un anno fa dal Pupkin Kabarett, note fra l'altro per una sublime cover di "El can de Trieste" - erano state annunciate l'altra sera dal tam tam dei "social", ma la produzione le ha fatte slittare a giovedì prossimo (loro stesse non ne sapevano nulla). Possibilità di passare anche loro il turno: alte, molto alte, diciamo pure altissime... Ma torniamo all'autentica sorpresa rappresentata dagli Spritz for five, visti mesi fa in un video con Maxino. «Siamo un gruppo abbastanza nerd, facevamo tutti parte del coro della nostra scuola, il gruppo ha un anno di vita, ma siamo con questa formazione da domenica...», hanno detto l'altra sera, prima di lasciare pubblico e giuria a bocca aperta per la loro bella e ottimamente arrangiata interpretazione. Bravi e giovanissimi. Marco Obersnel non ha ancora compiuto diciotto anni, Piero Gherbaz ne ha venti, Rocco Pascale ventidue, Nicola Pisano ventitre, Giulio Bottecchia è "il più anziano", con i suoi ventisei anni. Nella spartizione dei ruoli vocali, Pascale è basso e Bottecchia baritono, gli altri tre sono tenori. Arrangiamenti firmati dal "baby" Obersnel e da Pisano, impegnati anche nelle cosiddette percussioni vocali, talmente efficaci da sostituire una vera e propria sezione ritmica. Contattati, fanno sapere che «le regole un po' stringenti del format non ci permettono di rilasciare interviste». Ma dai "social" si apprende che «il gruppo nasce nel febbraio del 2013 a Trieste. I giovani componenti, provenienti da un'esperienza corale comune, sono tutti appassionati del genere (con riferimenti come i Real Group, i Rajaton, i Club For Five o gli Swingle Singers, solo per citarne alcuni)». Ancora: «Lo scopo, oltre a quello di divertirsi ed eseguire bella musica, è quello di promuovere questo genere poco conosciuto soprattutto tra i loro coetanei, e di dimostrare che, senza alcun uso di strumenti, è possibile creare cose meravigliose...». Si definiscono «un gruppo vocale maschile pop/jazz/spritz». Hanno realizzato anche un video, firmato da Gherbaz. E le coreografie sono dell'amica Marta Keller. L'altra sera, dopo l'esibizione, platea e web si sono scatenati. Fiorello ha twittato un eloquente: "Fortissimissimi". E l'hashtag #spritzforfive è entrato al quarto posto nei "TT Italia" (traduzione: una delle parole più citate, l'altra sera su Twitter...). Qualcuno li ha definiti i "Neri per caso 2.0", altri li hanno indicati come gli eredi degli Aram Quartet (vincitori nel 2008 della prima edizione dell'X Factor italiano, scioltosi due anni dopo). Se entrano nella gara vera e propria, saranno nella squadra di Morgan, non il massimo della simpatia, ma autentico Re Mida del programma: i suoi protetti hanno vinto sei edizioni su otto. Nella stessa squadra, quella dei gruppi, potrebbero finire anche Les Babettes, che vedremo giovedì. Eleganti, frizzanti, ironiche e ovviamente "retrò", sono Eleonora Lana (Lulù), Anna De Giovanni (Nanà) e Chiara Gelmini (Cocò). Su queste colonne, a gennaio si erano presentate così: «Era da anni - aveva spiegato Eleonora, triestina, 28 anni, esperienze con la Compagnia della Rancia e in vari musical - che sognavo un trio vocale femminile. Ci pensavo almeno da quando vidi a Bologna un concerto delle inglesi Puppini Sisters. Ne parlai con Chiara, con cui eravamo "voci bianche" nei Piccoli cantori della città di Trieste. Poi è arrivata anche Anna...». Nelle selezioni di "X Factor" (Muggia, Roma, Bologna, Milano...) hanno presentato "Il giovanotto matto" di Lelio Luttazzi e "Crazy people" delle Boswell Sisters. Giovedì le vedremo in uno dei due pezzi. Quale, non lo sanno nemmeno loro.

SANREMO 2015, arrivano Dear Jack e Amoroso, ritorno alle eliminazioni

Basta con il buonismo ecumenico e “politically correct” griffato Fazio. Al prossimo Festival di Sanremo, che si svolgerà dal 10 al 14 febbraio, si torna al nazionalpopolare e alle eliminazioni. In gara sedici campioni e otto giovani, finisce l’usanza della doppia canzone e soprattutto la finale assicurata per i cosiddetti big: per loro un solo brano a testa, e la sera di venerdì saltano quattro teste, mentre fra quelle che un tempo si chiamavano “nuove proposte” sarà scontro diretto e duro, mors tua vita mea... Il 65.o Festival comincia insomma a prender forma nel segno del ritorno alla tradizione. Ieri Carlo Conti, nuovo deus ex machina della manifestazione, ha presentato il regolamento. Ma la cosa che interessa di più alla gente - anche se parlando di Sanremo, anno dopo anno, si tratta di un interesse sempre più relativo - è capire chi salirà sul palco dell’Ariston. Lo si saprà il 14 dicembre (il 9 la lista dei giovani), ma alcuni danno già per certa la presenza dei Dear Jack - gruppo molto amato dai giovanissimi, visto recentemente al Rossetti di Trieste alle “Cuffie d’oro” - e di Alessandra Amoroso. Trattandosi di due prodotti di “Amici”, il “talent” che ha già dato ben tre vincitori al Festival (Marco Carta, Valerio Scanu, Emma), saremmo in presenza di una nuova “opa” di Maria De Filippi sulla rassegna. Più che mai possibile e addirittura probabile, vista la presenza in tolda dell’abbronzatissimo e nazionalpopolare presentatore toscano. Ospiti. Gli organizzatori stanno trattando la presenza degli One Direction - altri beniamini dei giovanissimi, stavolta a livello planetario - e, fra gli ospiti non canori, di Gigi Proietti e Christian De Sica. Anche se il colpo grosso, che nessuno ha il coraggio nemmeno di nominare, sarebbe nuovamente e ovviamente Fiorello. Difficile, vista l’idiosincrasia che lo showman ha accumulato per il festivalone... Ma torniamo al regolamento. Una novità sarà il voto attraverso il web e una “App” creata per l’occasione. Previste, almeno per le prime due giornate, serate televisive più brevi che in passato. La terza serata sarà una festa della canzone, con i sedici big chiamati a interpretare altrettante cover, anche con il supporto di ospiti italiani o stranieri, e ci sarà un premio speciale per la cover più votata. Il vincitore andrà di diritto all'Eurovision Song Contest. Sanremo 2015 costerà un milione e mezzo meno dell’edizione dell’anno scorso, la cui spesa complessiva fu di 18 milioni. Roby Facchinetti dei Pooh presiederà la commissione di Area Sanremo, nella quale c’è anche Mogol, da cui verranno fuori alcuni giovani per il Festival.

lunedì 29 settembre 2014

NOA 30-10 a trieste, rossetti

Farà tappa anche a Trieste, giovedì 30 ottobre, al Rossetti, il “Love medicine tour” di Noa, che prende il titolo dall’album uscito due mesi fa. Achinoam Nini, in arte Noa, nata a Tel Aviv nel ’69, cantante israeliana con sangue yemenita nelle vene, è apprezzata in tutto il mondo non solo per il suo valore di interprete ma anche per aver prestato la sua popolarità di artista alla causa della pace. Questo impegno, unito alle sue origini, la porta da anni a essere oggetto di ostracismo nel suo paese ma spesso anche all’estero dagli oppositori dello stato di Israele. Non più tardi di una settimana fa, in occasione di un suo concerto a Torino, è stata oggetto di una contestazione davanti all’Auditorium della Rai (dove si è svolta la sua esibizione nell’ambito del Prix Italia), da parte del Collettivo Boycott Israel e dell’International Solidarity Movement Italia: alcuni issavano uno striscione con scritto «Free Palestine Boycott Israel», altri sventolavano bandiere palestinesi. Noa va avanti per la sua strada. «Il dialogo è l’unica via - dice -. In un momento di crisi e di guerra viene spontaneo chiudersi in noi stessi. Io penso invece che proprio questo è il momento in cui è necessario abbracciare il dialogo, aprirsi, provare empatia e sentirsi uniti nella disgrazia». Il suo nuovo album “Love medicine”, uscito a quattro anni dal precedente, è frutto della sua collaborazione con Gil Dor, da sempre al suo fianco come direttore musicale e chitarrista e brilla anche di collaborazioni importanti, fra cui quelle con Pat Metheny e Gilberto Gil. Il jazzista, che ha prodotto il primo album di Noa vent’anni fa, è presente nell’album con «Eternity and beauty». L’artista brasiliano duetta in “Shalom a paz”. Ma il disco comprende anche le canzoni scritte dalla stessa Noa per il musical su Giovanni Paolo II “Karol Wojtyla - La vera storia” con la partecipazione del Solis String Quartet, e due cover: “Eternal flame” delle Bangles e “Happy song” di Bobby McFerrin.

giovedì 25 settembre 2014

ROCKER CROATO GIBONNI CON DANILO SACCO, ex NOMADI

S’intitola “Non credere (She said)” il brano di Gibonni e Danilo Sacco che è stato uno dei maggiori successi estivi in Slovenia e Croazia. Ora il singolo esce anche in Italia, con il video diretto da Matko Petric (https://www.youtube.com/watch?v=n7tFBcUiXq8), girato fra Venezia e Spalato. L’incontro fra i due artisti è avvenuto all’insegna della comune passione per il rock. Il quarantaseienne rocker di Spalato (vero nome Zlatan Stipisic, considerato il “Vasco croato”)) aveva pubblicato lo scorso anno l’album “20th Century Man”. Canzoni in inglese, incisioni ai leggendari Abbey Road Studios dei Beatles e allo Sphere Studio, produzione affidata ad Andy Wright (uno che ha firmato i lavori di Simply Red, Eurythmics, Simple Minds...) e, quasi a festeggiare l’evento, la versione natalizia a 33 giri della traccia che dà il titolo al disco stampata su cioccolata e riproducibile su un normale giradischi. «È un singolo da suonare a 33 giri, ma dopo cinque ascolti devi mangiarlo...», aveva detto Gibonni, da oltre vent’anni ai vertici delle classifiche di vendita croate e di tutti i Balcani. Figlio d’arte (suo padre Ljubo Stipisic era un famoso compositore di klapa, stile musicale tradizionale della Dalmazia, nel quale non a caso il giovane Zlatan ha mosso i primi passi, prima di dedicarsi al rock) il “Vasco croato” è l’artista della vicina repubblica che in questi anni ha saputo mischiare meglio sonorità rock e pop, coniugando melodie e tematiche che hanno saputo coinvolgere i giovani del suo paese. Ora questa collaborazione con Danilo Sacco, rileggendo - con testo in italiano e in inglese - questa ballad era presente nella versione originale nell’album “20th Century Man”. Sacco, dopo gli anni come cantante dei Nomadi, dal 2012 ha abbracciato la carriera solista, con dischi come “Un altro me” e il recente “Minoranza rumorosa” (che comprende anche il brano con Gibonni). Ma anche con la band di Francesco Guccini, che dopo il ritiro di quest’ultimo suona dal vivo con Danilo nel ruolo che fu dello storico cantautore.

martedì 23 settembre 2014

JESUS CHRIST SUPERSTAR con interpreti originali a gennaio a trieste

L’altra sera ha debuttato al Teatro Sistina di Roma. Dal 21 al 25 gennaio arriva a Trieste, al Politeama Rossetti. Stiamo parlando di “Jesus Christ Superstar”, il musical dei musical, la celebratissima opera rock, che dopo il grande successo della scorsa stagione, quest’anno torna in scena con il cast originale dello storico film uscito nel 1973. Oltre al Gesù interpretato da Ted Neeley, già nel cast dello scorso anno, stavolta il regista Massimo Romeo Piparo è riuscito nell’impresa di affiancare anche la Maddalena di Yvonne Elliman e il Ponzio Pilato di Barry Dennen. Insomma, proprio i tre attori protagonisti della pellicola di Norman Jewison, vista e rivista da milioni di spettatori in tutto il mondo, che si ritrovano così per la prima volta dopo oltre quarant’anni negli stessi ruoli di allora. Ovviamente gli anni passano per tutti, dunque anche per loro, che non sono più i tre ragazzi diventati altrettante star dopo l’interpretazione di quel film: oggi sono tre signori di mezza età, che però sul palco pare abbiano riscoperto la stessa sintonia di un tempo. «È una reunion storica - ha spiegato il regista Piparo, che al Sistina ha festeggiato il ventesimo anniversario della prima edizione italiana dell’opera rock -, anche nel ricordo di Carl Anderson, il Giuda nero scomparso dieci anni fa. Ora c’è anche un interesse da Londra per lo spettacolo e si sta cominciando a parlare di un possibile tour europeo a fine 2015, con la produzione italiana». Ancora Piparo: «Tim Rice, che firmò il musical insieme a Andrew Lloyd Webber, sarà a Verona il 12 ottobre per vederlo. Questo dimostra che il teatro non ha età, come non hanno età i protagonisti e il titolo dello spettacolo, che ancora oggi risulta moderno con tanti spunti di attualità: uno su tutti è il messaggio pacifista, nel 1973 come nel 2014. Per me le trentanove frustate date a Gesù diventano trentanove immagini di martirio dei nostri tempi, dall’Olocausto alle Torri Gemelle, passando per Aldo Moro e Borsellino e Falcone. La cosa triste è che vanno aggiornate continuamente...». Per quanto riguarda i protagonisti, Neeley, Elliman e Dennen hanno detto di essere onorati di tornare a lavorare insieme e (ovviamente) di amare l'Italia. Yvonne Ellimn all’epoca del film aveva appena diciassette anni e pensava che Maddalena fosse la madre di Gesù e non una prostituta: «Quando l’ho capito ho dovuto rivedere un po’ la mia interpretazione». Ted Neeley, che con il film guadagnò una candidatura ai Golden Globes nel 1974: «Quando ci ritroviamo è come se riprendessimo qualcosa che abbiamo lasciato in sospeso il giorno prima. C’è sempre stata una connessione spirituale che va oltre il set. Siamo diventati una grande famiglia. E anche dal pubblico arriva una forte energia positiva». I tre sono affiancati da Feysal Bonciani (Giuda), Paride Acacia (Hannas), Emiliano Geppetti (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Riccardo Sinisi (Pietro), Salvador Axel Torrisi (Erode). Sul palco anche l’Orchestra dal vivo di 12 elementi diretta dal Maestro Emanuele Friello e l’ensemble di 24 tra acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona. “Jesus Christ Superstar” continua a confermarsi il musical più famoso e amato di tutti i tempi. La versione italiana in lingua originale firmata da Massimo Romeo Piparo vanta grandi numeri che raccontano un enorme successo: quattro diverse edizioni prima di questa, undici anni consecutivi in cartellone nei teatri italiani dal 1995 al 2006, oltre un milione di spettatori, più di cento artisti che si sono alternati nel cast... «Leggendo i Vangeli – si legge nelle note di regia di Piparo - sembra quasi scontato che il sottofondo musicale debba essere rock. Che l’ambientazione più adatta sia un deserto con alcuni elementi architettonici statici e animati dalla sola potenza della musica. Che l’epoca più giusta per la loro rappresentazione siano gli anni Settanta. Eppure prima di “Jesus Christ Superstar” non era così. Ecco perché l’opera di Webber e Rice è entrata nel mito. E quel mito non va assolutamente dissacrato, re-interpretato, elaborato: va rispettato, omaggiato, celebrato...». Prima di arrivare a gennaio a Trieste, il musical sarà a Verona il 12 ottobre e poi al Teatro Arcimboldi di Milano dal 16 ottobre al 2 novembre.