giovedì 6 agosto 2015

ECLIPSE 29-9 A TRIESTE

Primi fuochi della stagione musicale autunnale. Martedì 29 settembre si terrà infatti al Naima Club di Trieste (l’ex Macaki di viale XX Settembre) un concerto degli svedesi Eclipse. Organizzato dall’associazione Trieste is rock, l’evento punta a bissare il successo ottenuto recentemente dagli Heat, altra band scandinava ai vertici del gradimento dei fan europei. La colonna portante dell’hard rock/metal proposto dagli Eclipse è formata dal cantante Erik Martensson e dal chitarrista Magnus Henriksson, fondatore nel ’99 della band. Band che ha una discografia ricca di ben cinque album, l'ultimo del quale il recente “Armageddonize”, pubblicato dall’etichetta Frontiers Records. L’album ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica. Ha ricevuto ottime recensioni e un paio di riviste specializzate lo ha addirittura incoronato come “The best hard rock album of 2015”. Sull’onda di questo successo la band sta partecipando ai più importanti festival estivi del settore. Secondo una nota diffusa dagli organizzatori, gli Eclipse propongono un hard rock potente ed energico, muscolare e melodico, che prende spunto da un melodic hard rock di chiara estrazione scandinava e da un class metal tipicamente ottantiano. Insomma, un po’ come se si intersecassero gli Europe e i Talisman con i Tnt e i Pretty Maids. A tutto ciò si aggiungono poi suoni più moderni, specie per quel che riguarda le chitarre, a tratti simili a quelle già sentite lo scorso anno in “III” dei loro connazionali Dogpound, condendo il tutto infine con un tocco sempre elegante e mai ridondante di tastiere. Grazie anche alle soluzioni melodiche approntate e ai vocalismi del cantante, in possesso di un timbro vocale che sembra unire il carisma e l’estensione di Joey Tempest con quel tocco più bluesy e caldo di David Coverdale, la loro proposta appare talvolta come un moderno surrogato degli Europe, band fondamentale per tutto l’hard’n’heavy scandinavo a cui chiaramente sembrano ispirarsi. Potente, esplosivo e melodico, pervaso da un gusto retrò e tipicamente anni Ottanta che si mescola ai suoni moderni delle chitarre e quelli attuali di una produzione impeccabile e imponente. Apriranno la serata del 29 settembre al Naima Club un altro gruppo svedese, i Reach, e gli italiani Hell in the club. Informazioni su www.triesteisrock.it

INTI ILLIMANI STASERA A PORDENONE

Tornano gli Inti Illimani. Ed è come fare un romantico salto indietro nel passato di una quarantina d’anni. Stasera alle 21.15, in piazza XX Settembre, a Pordenone, il gruppo simbolo della “nueva cancion chilena” terrà infatti un concerto, nell’ambito del tour di presentazione del nuovo album “Teoria de cuerdas”. Nati nel ’67 come gruppo studentesco all’interno dell’Università di Santiago del Cile, gli Inti Illimani furono sorpresi in tour proprio in Italia quando l’11 settembre del ’73 il sanguinario golpe di Pinochet cancellò la libertà e la democrazia nel loro paese. All’epoca il gruppo era formato da Max Berrù Carrion, José Miguel Camus Vargas, Jorge Coulón Larrañaga, Horacio Duran Vidal, Horacio Salinas Alvarez, José Seves Sepulveda. Divennero esuli, si stabilirono a Roma, venne loro riconosciuto il diritto all’asilo politico. Le loro canzoni - da “El pueblo unido jamàs serà vencido” a “Fiesta de San Benito” - divennero parte della colonna sonora dei nostri anni Settanta. I loro concerti erano abituali, non solo nelle feste dell’Unità e nelle manifestazioni politiche, ma anche nei nostri teatri e palasport e nelle nostre piazze. Nell’88, dopo quindici anni di esilio, gli Inti Illimani sono rientrati in un Cile finalmente restituito alla libertà e alla democrazia, proseguendo nel loro impegno politico e nella loro attività musicale anche attraverso un rinnovamento del repertorio, considerato alla base di tutto il fenomeno della cosiddetta world music. “Teoria de cuerdas” è il loro lavoro più recente, che ora viene presentato in Italia, la loro seconda patria. Oggi gli Inti Illimani sono il fondatore Jorge Coulon (guitara, tiple, percussioni, voce) con il fratello Marcelo (chitarra, vientos, percussioni e voce), Daniel Cantillana (violino, mandolino, percussioni e voce), Efrén Viera (clarinetto, sassofono, percussioni e voce), Manuel Meriño (chitarra, tiple, percussioni e voce), Juan Flores (charango, cuatro, ronrroco, chitarra, voce, percussioni), César Jara (chitarra voce e percussioni), Camillo Lema (contrabbasso), Christian González (flauti, sassofono, percussioni e voce). In programma anche questa sera un repertorio molto ampio, che brilla anche di motivi tradizionali e brani originali con testi di Pablo Neruda e Rafael Alberti e musiche di Violeta Parra, Víctor Jara e Atahualpa Yupanqui. Oggi alle 18, alla Biblioteca Civica di Pordenone, si terrà un incontro pubblico con gli Inti Illimani, nel corso del quale verrà proiettato il video documentario “Dove cantano le nuvole”, di Francesco Cordio, che racconta la storia quarantennale del gruppo attraverso alcuni momenti musicali dal vivo e le interviste ai componenti della band di oggi. Aprirà il concerto il gruppo “Capitano tutte a noi”, nato all’interno di un progetto della Cooperativa sociale Itaca. In caso di maltempo, il concerto - che si svolge nell’ambito della rassegna Estate in città, organizzato in collaborazione con Folkest - si svolgerà al Deposito Giordani.

mercoledì 5 agosto 2015

CREEDENCE CLEARWATER REVIVED merc a Gradisca

I tanti fan di queste zone dei Creedence Clearwater Revival hanno ancora l’amaro in bocca, da quel concerto di John Fogerty (fondatore della storica band americana, che ne porta ancora avanti il verbo) di un anno fa, in piazza Unità, a Trieste, interrotto dopo quaranta minuti causa nubifragio. Ebbene, se qualcuno vuol risentire classici come “Proud Mary” e “Have you ever seen the rain” (l’abbiamo vista, l’abbiamo vista...), “Traveling band” e “Fortunate son”, “Up around the band” e tanti altri, rifatti come si deve, vada domani alle 21.30 a Gradisca, al Parco del Castello. Non ci saranno ovviamente i veri Creedence, quelli si sciolsero nel lontano ’72, dopo appena quattro anni di attività discografica e live, sufficienti però a farli entrare nella storia del rock. Ma suoneranno, nell’ambito del Ciao Luca Festival, i Creedence Clearwater Revived, gruppo visto negli anni passati anche a Trieste. I veri Creedence erano il cantante e chitarrista John Fogerty (classe 1945), suo fratello Tom Fogerty (classe 1941, chitarrista, uscito dalla band nel ’70 e scomparso nel ’90), il bassista Stu Cook e il batterista Douglas “Cosmo” Clifford (entrambi del ’45). I loro album si intitolavano “Creedence Clearwater Revival” (uscito nel ’68), “Bayou country”, “Green river” e “Willy and the poor boys” (tutti del ’69), “Cosmo's Factory” e “Pendulum” (del ’70) e “Mardi Gras” (’72). I Creedence Clearwater Revived furono fondati dallo stesso Tom Fogerty per far rivivere i classici della band di cui aveva fatto parte. Con lui, l’amico chitarrista Johnny “Guitar” Williamson, che tiene tuttora alta la bandiera con il cantante Peter Barton, il bassista Chris Allen e il batterista Wally Day. Un progetto parallelo fu anche quello dei Creedence Clearwater Revisited, creato quasi per gioco da Stu Cook e Doug Clifford e apprezzato soprattutto grazie all’album “Recollection”, pubblicato nel ’98.

lunedì 3 agosto 2015

MUSICI DI GUCCINI VEN A MAJANO

Francesco Guccini si è ritirato nella sua Pavana, appennino tosco-emiliano, fra libri da leggere e da scrivere. Ma la sua leggendaria band, quella che lo ha accompagnato per decenni nei suoi concerti, non se la sentiva di restare con le mani in mano. Né di cercare nuovi artisti con cui suonare. Ecco allora che i Musici - così hanno scelto di chiamarsi - sono ancora in tour, a far rivivere l’epopea del grande modenese. Venerdì alle 21.30 suonano a Majano, nell’Area concerti festival, e per il pubblico sarà un po’ come andare a un concerto di Guccini, anche se in assenza dello stesso. I Musici sono il chitarrista Juan Carlos “Flaco” Biondini, il pianista e tastierista Vince Tempera, il bassista Pierluigi Mingotti, il batterista Ivano Zanotti e Antonio Marangolo alle percussioni, al sax e alle tastiere. Il repertorio, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, è quello che i fan del nostro hanno da tempo mandato a memoria: da “La locomotiva” a “Il vecchio e il bambino”, da “Auschwitz” a “L’avvelenata”, da “Dio è morto” a “Noi non ci saremo”, passando per “Incontro”, “Vedi cara”, “Canzone delle osterie di fuori porta” («sarà forse perché è storia, sarà forse perché invecchio...»), “Autogrill”, “Cyrano”... Come da antica e consolidata tradizione gucciniana, il concerto comincia sempre da “Canzone per un’amica”. E qualche volta dalla scaletta spuntano piccole sorprese, per esempio brani come “Asia” e “Statale 17”, inseriti recentemente in alcune tappe di questo tour. Tra una perla e l’altra, nell’apprezzabile ma non facile tentativo di non far sentire troppo la pesantissima assenza, ci pensa il vecchio “Flaco” (Juan Carlos Biondini, argentino trapiantato in Italia dal lontano 1974) a raccontare qualche aneddoto legato alla storia e al significato delle canzoni. «Siamo qui - spiega - semplicemente per portare in giro ancora per un po’ di tempo le canzoni di Francesco, dopo che per quarant’anni le abbiamo suonate assieme a lui...».

domenica 2 agosto 2015

KHORAKHANE' STASERA A TRIESTE, NELLA SERATA IN RICORDO DI ALEX LANGER

Un ricordo del grande Alex Langer e il concerto dei Khorakhané. È il menù della serata di oggi, inizio alle 20.30, al Museo ferroviario di Trieste (via Giulio Cesare 1, Campo marzio), nell’ambito della manifestazione “Trieste Estate 2015”. Langer (“viaggiatore leggero e costruttore di ponti”, come recita il titolo della serata: una riflessione a più voci sul significato della convivenza oggi e sull’ecologismo) ci manca dal 3 luglio 1995, giusto vent’anni fa, quando decise di porre fine alla sua vicenda terrena. Sudtirolese di lingua tedesca, nato nel '46 a Vipiteno da padre ebreo (un medico viennese che si era trasferito a Bolzano da ragazzo) e madre cattolica, vicino ai cattolici del dissenso, conosce don Milani nella Firenze degli anni Sessanta, dove studia giurisprudenza: una delle sue due lauree, quella in sociologia, la consegue poi a Trento. L'insegnamento, a cui si era dedicato a Bolzano, Merano e a Roma, viene ben presto abbandonato dalla passione per il giornalismo e per la politica, che lo porta a essere prima consigliere regionale per la Nuova sinistra in Alto Adige e poi parlamentare europeo. Per i verdi, nell'89 e nel '94, del cui movimento fu fondatore in Italia e fra i maggiori esponenti a livello continentale. Un anno dopo la sua conferma al parlamento di Strasburgo si tolse la vita. Una vita troppo breve, dedicata a tre grandi filoni di militanza civile e politica: l'impegno per la convivenza interetnica e interculturale nel suo Sudtirolo, i movimenti ecologici verdi, le carovane per la pace nell'ex Jugoslavia, ai tempi della guerra dei primi anni Novanta. Chissà cosa direbbe, oggi, dinanzi allo sfascio dei nostri tempi, che forse lui aveva intuito per primo... Il gruppo dei Khorakhanè suonano per la prima volta a Trieste. Vengono dall’Emilia Romagna e nascono come “tribute band” a Fabrizio De André, da una cui canzone, “Khorakhanè (A forza di essere vento)”, prendono il nome. Per quel titolo Faber si ispirava a sua volta ai “lettori di Corano”, in lingua rom. I Khorakhanè (o Korakhanè) sono infatti rom musulmani originari soprattutto del Kosovo. Rappresentano il gruppo più numeroso di rom stranieri presente nel bresciano ma anche nel resto d’Italia, dove sono arrivati fra il ’91 e il 93, con l’aggravarsi della situazione bellica nella ex Jugoslavia. Il gruppo ha partecipato al Sanremo 2007 con il brano “La ballata di Gino”, secondo premio della critica nella sezione giovani.

PATTI SMITH STASERA A LUBIANA, NEL RICORDO DI PASOLINI

Ieri sera a Villa Manin, a Passariano. Stasera alle 20.30 a Lubiana, alle Križanke. Prosegue il tour europeo di Patti Smith, la grande sacerdotessa del rock che ha voluto dedicare il concerto in Friuli a Pier Paolo Pasolini e alla sua opera, nell’anno in cui cade il quarantennale dell’assassinio del poeta, regista e intellettuale di Casarsa. In quello stesso 1975 usciva “Horses”, l’album capolavoro dell’artista statunitense, inserito dalla rivista Rolling Stone fra i migliori cinquanta dischi del Novecento, oltre che nella National Recording Registry alla Library of Congress. E riproposto in questo tour. Un doppio anniversario, due eventi così apparentemente distanti come l’uccisione di un artista e la pubblicazione di un disco di musica rock, che però si intrecciano nello spettacolo che Patti Smith sta portando in giro per l’Europa. Prodotto da John Cale, “Horses” è un disco che segna l’ingresso in un nuovo linguaggio musicale, ancor oggi di grande attualità: da “Gloria”, cover del classico di Van Morrison, che apre il disco, ai ritmi reggae di “Redondo Beach”, fino ai lunghi nove minuti di “Birdland”, suite di piano voce e chitarra. In questo tour, l’artista è affiancata sul palco da Lenny Kaye alla chitarra e Jay Dee Daugherty alla batteria, storici compagni che erano presenti anche in “Horses”, il figlio Jackson Smith alla chitarra e un altro fedelissimo, Tony Shanahan. La parte italiana del tour si era aperta il 14 giugno a Roma e, dopo le tappe a Catania, Firenze, Verona, Milano, Torino, Brescia, La Spezia, si è conclusa ieri sera proprio a Villa Manin. Ma la vicinanza fra Friuli Venezia Giulia e Slovenia fa sì che il concerto di stasera a Lubiana è una sorta di appendice delle date italiane, oltre che un’occasione per gli appassionati che vivono in queste terre, e che si sono persi il concerto di ieri sera, per vedere dal vivo la grande artista statunitense.

2CELLOS STASERA A TARVISIO, NO BORDERS MUSIC FESTIVAL

Dal selfie con George W. Bush (dopo il concerto alla serata di gala della fondazione Starkey Hearing Foundation a St. Paul, Minnesota, presenti anche Bill Clinton, Katy Perry, Gene Simmons dei Kiss...) al concerto di stasera a Tarvisio, in piazza Unità, per il No Borders Music Festival. Passando per un tour mondiale che, oltre alle trionfali date italiane (Torino, Ferrara, Roma, ieri sera a Molfetta, in Puglia, stasera conclusione in Carnia...), ha fatto tappa in Giappone, Corea, a Hong Kong e Singapore. E già prevede fino all’inizio del 2016 concerti nei quattro continenti. Stiamo parlando ovviamente dei 2Cellos, ovvero Luka Sulic (Maribor, Slovenia, classe ’87) e Stjepan Hauser (Pola, Croazia, classe ’86), i due virtuosi del violoncello che in pochissimi anni sono stati in grado di conquistare le platee mondiali con il loro accattivante mix di classica e rock, con contorno di un megashow fatto di luci, suoni ed effetti speciali. Provenienti dalla classica, i due formano nel 2011 il duo arrangiando brani di musica contemporanea in chiave moderna. Primo album “2Cellos”, secondo “In2ition”, terzo il recente “Celloverse”. Elton John li ha definiti «la cosa più emozionante vista dal vivo dai tempi del concerto londinese di Jimi Hendrix al Marquee Club negli anni Sessanta». Dagli Ac/Dc ai Radiohead, dai Muse a Michael Jackson, per poi rileggere brani di Sting, U2, Iron Maiden, Rolling Stones, Mumford & Sons, Prodigy, Paul McCartney, Avicii: musiche a artisti diversissimi, che i due violoncellisti ripropongono nei loro show con il loro stile inconfondibile e tecnicamente impeccabile. Accanto a questi brani, nella scaletta, un posto speciale è ormai riservato a “Celloverse”, il pezzo originale, scritto dai due artisti, che dà fra l’altro il titolo al terzo e più recente album di inediti, uscito a gennaio per la Sony. Un lavoro completamente autoprodotto, che ha esaltato il talento dei due giovani artisti, capaci di superare con naturalezza le barriere tra i vari generi musicali (rock, pop, classica, dance, folk...). Non più solo riletture, dunque, ma vere e proprie fusioni, come l’originale unione fra Iron Maiden e l’”Ouverture” del “Gugliemo Tell” di Rossini in “The trooper overture”, o il passaggio dalle “Quattro stagioni” di Vivaldi all’hard rock degli Ac/Dc in “Thunderstruck”. Da segnalare nell’album anche il duetto con il pianista cinese Lang Lang, amico personale del duo, con il quale rileggono “Live and let die”, classico di Paul McCartney dei tempi con gli Wings. La serata di Tarvisio verrà aperta dal songwriter folk-rock The Leading Guy, che ha già aperto i concerti di Ferrara e Roma e a settembre pubblicherà l’album d’esordio “Memorandum”; alla fine del concerto si terrà un aftershow con il dj Albert Marzinotto, che ha aperto i concerti di Jovanotti a Milano e Roma. Martedì i 2Cellos - che dal vivo si fanno accompagnare dal batterista Dušan Kranjc - saranno ospiti del concerto evento di Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio a Lajatico, provincia di Pisa, assieme a Renato Zero, Gianna Nannini e la nostra Elisa.