giovedì 12 gennaio 2017

DALLA NEWSLETTER ORDINE GIORNALISTI FVG

APPELLO DEL SINDACATO


di CARLO MUSCATELLO*

Care colleghe, cari colleghi,a inizio anno, cominciamo da un appello: iscrivetevi all'Assostampa Fvg, l'articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani. L'appello, quest'anno, è più forte e sentito che in passato, per tutta una serie di motivi che andremo a elencare. Essere in tanti vuol dire avere più forza, ed è necessario per difendere meglio il lavoro e i diritti dei colleghi, soprattutto i più deboli, ma anche la qualità e il ruolo dell’informazione. Anche quest'anno abbiamo le quote d'iscrizione immutate, che fra l'altro sono le più basse d’Italia e servono a pagare gli stipendi delle impiegate, l'affitto, le spese correnti, gli aiuti ai colleghi in difficoltà. Che nella nostra regione, fra l'altro, possono anche chiedere l'iscrizione gratuita (informazioni e dettagli su www.assostampafvg.it).
Nel 2017 dovrebbe finalmente essere rinnovato il contratto di lavoro. Come sapete, era stato disdettato dagli editori, una parte dei quali il contratto collettivo proprio non lo vorrebbe più. Ma, smentendo previsioni pessimistiche o addirittura catastrofiche, il sindacato dei giornalisti ha ottenuto che il vecchio contratto rimanga in vigore fino a quando non ne verrà firmato uno nuovo. Un risultato non da poco, considerata la situazione. C'è tutto il tempo, dunque, per riavviare il tavolo di confronto, finora bloccato dall'attesa della legge di riforma dell'editoria, approvata dal parlamento e in vigore dal 15 novembre. Mancano ora i decreti attuativi, ma c'è l'impegno del governo  a provvedere in tempi brevi. Ci sono di mezzo anche la composizione e le competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti: la previsione contenuta nel Decreto Milleproroghe farà sì che si andrà al voto con le nuove regole e i nuovi numeri, anche questo un risultato non trascurabile.
Del vecchio contratto, la Fieg aveva chiesto la revisione - ovviamente al ribasso - di ventuno istituti: dalle ferie ai festivi, dai superfestivi al notturno, dalle mansioni alle domeniche, dall’incidenza del settimo numero al calcolo della 13a, dagli straordinari agli scatti… Praticamente gli editori volevano e vogliono riscrivere tutto il contratto, per abbassare ulteriormente il costo del lavoro giornalistico, stante il perdurare della crisi economica. La posizione della Fnsi non è cambiata: chiediamo innanzitutto nuovi posti di lavoro, sottolineando che la categoria non è in grado di reggere ulteriori flessibilità né un altro contratto “a perdere”, senza un immediato e deciso rilancio dell’occupazione, in forte calo da diversi anni. Senza investimenti non c’è ripresa del mercato del lavoro e non c’è futuro per il giornalismo italiano e per gli stessi istituti di categoria. L'Inpgi, insomma, non si salva solo con la sofferta riforma in arrivo, ma con nuovi posti di lavoro. Stesso discorso per la Casagit.
La battaglia per il contratto non esaurisce ovviamente l'impegno del sindacato dei giornalisti, nell'ultimo anno impegnato a tutto campo per la difesa della libertà di informazione, non solo in Italia. C'è un disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione (e finalmente la cancellazione della previsione del carcere per i giornalisti), c'è l'impegno contro le querele temerarie, per la tutela dei cronisti minacciati, per il contrasto al linguaggio dell'odio e della violenza ("hate speech"), sul web ma non solo sul web. Pare che il governo finalmente cominci a sentire... E per quanto riguarda la Rai, una crisi nella crisi, c'è l'impegno, assieme all'Usigrai, per "mettere in campo iniziative per costruire un futuro radicalmente rinnovato del Servizio pubblico".
Un capitolo a parte riguarda le concentrazioni editoriali e le grandi fusioni, settore nel quale la normativa è carente e attualmente permette agli editori notevole libertà di azione. L'operazione Stampubblica intanto procede. Il Gruppo Espresso, che in regione possiede Messaggero Veneto e Piccolo, ha già ceduto o dato "in affitto" alcune testate. Il rischio è che non sia finita qui.
In questa situazione complessa e di grande difficoltà, l’Assostampa Fvg continua  a fare la sua parte all’interno della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani. Il lavoro, il rispetto del contratto, la libertà di informazione, la tutela dei colleghi più deboli rimangono le priorità della nostra azione e del nostro impegno. In un panorama dove gli stati di crisi, le ristrutturazioni, i contratti di solidarietà non si contano anche nel nostro Nordest, nei primi mesi dell'anno il sindacato tornerà al tavolo di confronto con le aziende al Piccolo e al Gazzettino, entrambi in stato di crisi. Ma ci sono anche i problemi del Messaggero Veneto, del Primorski Dnevnik, della Rai regionale, delle agenzie di stampa, dell’emittenza privata, delle testate più piccole. E degli uffici stampa della pubblica amministrazione, che ancora aspettano l'applicazione del contratto di lavoro giornalistico: novità potrebbero arrivare dalla tanto attesa legge regionale sull'editoria, che ormai sembra finalmente arrivata all'ultimo miglio prima dell'approvazione e dell'entrata in vigore.
Per tutti questi motivi abbiamo sempre più bisogno di un sindacato più forte. Che poi è quello che firma i contratti, che viene chiamato a rappresentare (tutti) i colleghi ai tavoli con le aziende quando c'è da trattare gli stati di crisi. Che poi è quello a cui si rivolgono tutti i colleghi (assunti o non assunti, collaboratori o precari) quando emergono problemi grandi o piccoli. Cosa che purtroppo avviene sempre più spesso. Insomma, non voltatevi dall'altra parte, non pensate di "poter fare da soli". Iscrivetevi, ne abbiamo e ne avete bisogno. E buon anno.

*presidente Assostampa Fvg, componente giunta esecutiva Fnsi

IL ROCKER TRIESTINO FRANK GET AL LIGHT OF DAY, NEW JERSEY

Il rocker triestino Frank Get (all’anagrafe Franco Ghietti) riparte dagli Stati Uniti. Venerdì 13 sarà infatti ospite del “Light of day winterfest”, nel New Jersey. «È il festival creato da Bruce Springsteen - spiega il musicista - per raccogliere fondi nella campagna contro il morbo di Parkinson di cui è affetto il suo amico ed ex manager Bob Benjamin. Nelle varie edizioni passate, al festival hanno partecipato, oltre allo stesso Boss, artisti quali Willie Nile, Southside Johnny, Joe D’Urso, James Maddock, Joe Grushecky... Si svolge a Asbury Park, allo Stone Pony, lo storico locale dove Bruce oltre quarant’anni fa, agli inizi della sua carriera».
«L’occasione per partecipare al festival - prosegue - è arrivata tramite l’amicizia e la collaborazione con Joe D’Urso, cantautore del New Jersey e vicepresidente della Light of Day Foundation. L’estate scorsa abbiamo fatto alcune date assieme e in quell’occasione mi è stata proposta la possibilità di ritornare a suonare per la seconda volta allo Stone Pony».
Ma la trasferta statunitense non sarà di quelle “una botta e via”. Frank Get terrà anche alcune date americane per presentare oltreoceano “Rough man”, il suo tredicesimo album pubblicato in Italia esattamente un anno fa.
«Con Anthony Basso, ex chitarrista degli Wind, abbiamo infatti in programma - prosegue l’artista - alcuni concerti fra il New Jersey e New York. In particolare, il 21 gennaio saremo al Bowery Electric, locale dell’East Village di Manhattan».
Dopo la trasferta a stelle e strisce, il tour prevede qualche data fra Trieste, Verona, Villaco e Lubiana. Poi il rocker triestino tirerà le fila che porteranno alla realizzazione del suo nuovo lavoro discografico. «Se tutto andrà secondo i piani - dice -, saremo pronti all’inizio dell’estate. Questa volta non farò tutto da solo, come nell’esperienza precedente, ma sarò accompagnato dalla band che suona con me dallo scorso anno, con Tea Tidic, bassista e cantante di Pola, Giulio Roselli alla batteria e Andrea Reganzin alle tastiere e ai cori. Sarà un disco molto scarno, direi quasi essenziale, che riprenderà i temi che riguardano la nostra terra e le origini della mia famiglia, che ho in parte già trattato sia in “Rough man” che nel precedente “To milk a duck”, realizzato con i Ressel Brothers».
«Dopo più di trent'anni spesi a suonare in giro per il mondo - racconta Ghietti/Get -, sento più che mai vivo il bisogno di fermarmi e rivolgere lo sguardo alle mie radici, alle storie dei luoghi e delle persone che mi hanno reso quello che sono e che vivono tuttora dentro di me».
Nell’ultimo album, che ora affronta il pubblico americano, molti brani profumano di Trieste, di Istria: «Provenire da una terra in cui i popoli e le culture si sono storicamente mescolati mi ha sempre fatto sentire cittadino del mondo e non appartenente a una nazione specifica dal momento che le mie radici sono istriane, slave, ungheresi e piemontesi. Ho cercato di raccontare alcune storie di cui la mia famiglia è stata testimone e protagonista diretta».
Per esempio in “Barbed wire”, dove l’artista ripercorre la tragedia legata al dover abbandonare la propria casa, la propria terra d'origine. In “Mine disaster” ricorda la tragica esplosione nella miniera di Arsia, in Istria, nella quale morirono 185 lavoratori. “In a heartbeat” è dedicata alle alterne vicende di Trieste, fra occupazioni militari e cambi di situazioni politiche. “Destination nowhere” racconta la storia del nonno di Ghietti, maresciallo “alla sussistenza” che dopo la disfatta di Caporetto riuscì ad assicurare il cibo ai commilitoni nonostante la disfatta.

ESCE OGGI PER I SUOI 70 ANNI AUTOBIOGRAFIA FEGIZ

«Per misteriose ragioni da quarant’anni costringo pubblico e artisti a confrontarsi con la mia incompetenza». C’è tutto Mario Luzzatto Fegiz, in questa sua frase autoironica che dice molto di colui che anni fa ha ricevuto il Premio Città di Sanremo come “giornalista decano del Festival” (il primo nel ’68, collaborava con la Rai, il prossimo sarà il numero 46...) e due mesi fa è stato premiato dai giornalisti triestini dell’Assostampa Fvg e del Gruppo giuliano cronisti con la Targa speciale del San Giusto d’oro.
Per il suo settantesimo compleanno che cade oggi (auguri...!), il giornalista e critico musicale triestino si è regalato un libro, “Troppe zeta nel cognome”, prefazione di Pippo Baudo, edito da Hoepli. Più di un’autobiografia. Uno spaccato che comincia nella Trieste degli anni Cinquanta, quasi nel clima che si respirava nell’indimenticato “Lettere da Zabodaski - Ricordi di un borghese mitteleuropeo”, del padre Pierpaolo, fondatore della Doxa e accademico dei Lincei; transita per la Roma degli anni Sessanta e approda a Milano, al Corriere della Sera, dai Settanta in poi. Nel libro tante curiosità, tanti aneddoti sul mondo e i protagonisti della musica.
Fegiz ha debuttato a “Per voi giovani”, programma radiofonico Rai di culto, con Paolo Giaccio e Carlo Massarini, poi ritrovato in tivù negli anni Ottanta a “Mister Fantasy”. Al Corrierone approda giovanissimo, assunto alle pagine culturali dal direttore Giovanni Spadolini. Tanta gavetta, poi il treno preso al volo della critica musicale, versante leggera pop e rock, che all’alba dei Settanta nei giornali praticamente non esisteva. Possiamo dire che se l’è inventata lui.
Poi, una carriera coi fiocchi, che ne ha fatto - grazie anche al suo essere voce radiofonica e volto televisivo - il critico musicale più noto del Paese. L’unico che qualche anno fa si è tolto anche il gusto e la soddisfazione di passare “dall’altra parte della barricata”. Ha infatti portato a teatro lo spettacolo “Io odio i talent show”. Sorta d’invettiva contro un mondo, quello dei “talent”, che gli aveva “portato via il lavoro”, diventato strada facendo un racconto del mondo della musica e della discografia, italiana e internazionale. Al Rossetti, nella Trieste che non ha dimenticato e che non lo ha dimenticato, ha fatto il tutto esaurito.

lunedì 9 gennaio 2017

ansa su nota Muscatello / Assostampa Fvg

GIORNALISTI: ASSOSTAMPA, POSSIBILI NOVITÀ LEGGE EDITORIA FVG (ANSA) - TRIESTE, 4 GEN - «In un panorama dove gli stati di crisi, le ristrutturazioni, i contratti di solidarietà non si contano anche nel nostro Nordest, nei primi mesi dell'anno il sindacato tornerà al tavolo di confronto con le aziende al Piccolo e al Gazzettino, entrambi in stato di crisi». Lo annuncia il presidente di Assostampa FVG, Carlo Muscatello. In una nota diffusa oggi, Muscatello ricorda anche «i problemi del Messaggero Veneto, del Primorski Dnevnik, della Rai regionale, delle agenzie di stampa, dell'emittenza privata, delle testate più piccole. E degli uffici stampa della pubblica amministrazione, che ancora aspettano l'applicazione del contratto di lavoro giornalistico: novità potrebbero arrivare dalla tanto attesa legge regionale sull'editoria, che ormai sembra finalmente arrivata all'ultimo miglio - conclude - prima dell'approvazione e dell'entrata in vigore». (ANSA).

sabato 7 gennaio 2017

U2 A LUGLIO A ROMA, I TOUR NEL 2017

Lo scandalo del “secondary ticketing”? Ci fa un baffo. Il 2017 proporrà infatti tanta musica dal vivo in tutt’Italia e anche a Trieste. Nonostante i recenti guai del sistema illegale venuto alla luce, per cui i biglietti dei grandi concerti sparivano subito dai negozi on line per poi riapparire a prezzi moltiplicati su altri circuiti, quello della musica dal vivo rimane un mercato florido. Soprattutto in tempi che permangono di grande crisi per la discografia.
Dunque si prospetta un’annata di grandi appuntamenti musicali, per una volta anche a Trieste e dintorni. Già sulla base del ricco calendario dei primi mesi, l’impressione è infatti che gli organizzatori vogliano recuperare il tempo perduto, restituendoci almeno in parte quanto sottratto negli ultimi anni.
A partire dal doppio concerto previsto il 17 e 18 marzo con Ligabue al PalaTrieste, nel nuovo tour che segue la pubblicazione dell’album “Made in Italy” e che è pensato appositamente per i palasport. La seconda tappa triestina è stata aggiunta dopo gli ottimi risultati delle prevendite dei biglietti. Il tour sarà in zona già il primo febbraio, al palasport di Jesolo. Il 16 aprile, sempre al PalaTrieste, arriva un’accoppiata da grandi numeri: J-Ax assieme a Fedez, impegnati nel “Comunisti col Rolex Tour 2017”, uno dei più attesi del nuovo anno.
Diversi appuntamenti anche al Politeama Rossetti. Il 20 marzo ritorna la voce soul di Mario Biondi (che il giorno prima, il 19, sarà al Nuovo di Udine). Appena pochi giorni e il 23 marzo arriva Lorena McKennitt, cantautrice e polistrumentista canadese, icona della musica celtica.
Il 2 maggio il teatro triestino ospiterà il concerto di Nek, reduce dal successo dell’album “Unici”. Il 24 maggio, un altro grande ritorno al Rossetti: quello di Fiorella Mannoia, che sarà ancora impegnata nel “Combattente Tour”, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo che la vede partire come favorita della vigilia per la vittoria finale.
Due appuntamenti a Udine. Il 9 febbraio tornano le atmosfere del “progressive” degli anni Settanta con il concerto di Rick Wakeman, classe 1949, già colonna portante degli Yes, autentico mago delle tastiere. Il 24 marzo arriva invece Vinicio Capossela, il cui ultimo album “Canzoni della cupa” (il decimo della sua ormai lunga carriera) ha messo d’accordo critica e pubblico.
Ma il vero botto della stagione, perlomeno nel Friuli Venezia Giulia, è previsto per il mese di giugno. Domenica 11 parte infatti dallo stadio comunale di Lignano Sabbiadoro il tour 2017 di Tiziano Ferro. Anche il cantante di Latina, proprio come Vasco Rossi lo scorso anno, farà precedere il concerto da alcuni giorni di prove nella struttura della località balneare friulana. Anzi, se nel caso del “Live Kom 016” del Blasco si trattava di una data zero, stavolta è previsto il debutto ufficiale della tournèe: una notazione di merito in più, insomma, per la regione.
Dopo l’esordio a Lignano Sabbiadoro l’11 giugno, per il #TZNtour2017 (questo l’hashtag ufficiale della tournée) è in programma un vero giro d’Italia: 16 giugno Milano (Stadio San Siro), 21 giugno Torino (Stadio Olimpico), 24 giugno Bologna (Stadio Dall’Ara), 28 giugno Roma (Stadio Olimpico), 5 luglio Bari (Stadio Arena della Vittoria), 8 luglio Messina (Stadio San Filippo), 12 luglio Salerno (Stadio Arechi), 15 luglio Firenze (Stadio Franchi).
Solo qualche segnalazione più lontana, giusto per cominciare. Il 23 marzo a Milano unica data italiana per Sting. Megaconcerto il 10 giugno all’autodromo di Imola per i Guns N’ Roses (unica tappa italiana del tour mondiale). Radiohead il 14 giugno a Firenze e il 16 a Monza. Depeche Mode il 25 giugno a Roma, il 27 a Milano, il 28 a Bologna (con croccante anteprima nella nostra zona il 14 maggio a Lubiana). E, dulcis in fundo, lunedì è atteso l’annuncio del tour degli U2: si parla di due concerti in Italia, il 15 e 16 luglio a Roma, stadio Olimpico.
Notazione speciale per i 2Cellos, il duo di violoncellisti rock del croato Luka Šulic e dello sloveno Stjepan Hauser, ormai star mondiali. Il loro tour sarà il 30 marzo al Mediolanum Forum di Milano, e poi il 7 e 8 aprile alla Stozice Arena di Lubiana, a supporto del nuovo album con la London Symphony Orchestra, in uscita a marzo e dedicato alle musiche dei film che hanno fatto la storia del cinema.

giovedì 5 gennaio 2017

PAOLO CONTE, QUEL DANDY DI 80 ANNI

Paolo Conte domani ne fa ottanta. Recentemente, parlando del suo ultimo album “Amazing game”, disco solo strumentale, ha detto così: «Ci sono tre categorie di persone che un pochino si somigliano: l’intellettuale, lo snob e il dandy, a cui mi illudo di appartenere. Il dandy è uno che cerca la bellezza in profondità senza assolutamente tirarsela, come si dice oggi: cosa che fa piuttosto lo snob, che è un parvenu, mentre il dandy è proprio sostanza, è vero...».
E vero Conte lo è sempre stato. L’avvocato-chansonnier astigiano, cantore di quella provincia che si somiglia un po’ ovunque, malato di jazz, autore di capolavori intrisi di esotismo, interprete con quella sua voce rauca, quasi sporca, che è un suo tratto distintivo. Negli anni Sessanta le sue canzoni le affidava a Celentano ("Azzurro"), Caterina Caselli, Patty Pravo... Poi, in età adulta, ha cominciato a cantarsele da solo. E ha costruito una carriera coi fiocchi. Non solo in Italia.
Sì, perchè all’Olympia di Parigi o al Barbican Theatre di Londra, ma anche a New York e Berlino, a Montreal e Amsterdam, a Madrid e Atene, da tempo il nostro miete consensi unanimi. Presentato come un mix fra Tom Waits e George Brassens, come “maestro di un’eleganza perduta”.
Lui ripaga tutti con show in bilico fra Cotton Club e vecchia Europa, New Orleans e Langhe, Duke Ellington e Guido Gozzano, afrori esotici e lampi di passione. E capolavori intitolati “Sotto le stelle del jazz”, “Come dì”, “Lo zio”, “Dancing”, “Impermeabili”, “Bartali”, “Via con me”, “Un gelato al limon”... Potremmo continuare a lungo. Speriamo che continui lui. Buon compleanno, maestro.

lunedì 2 gennaio 2017

L'IMPEGNO DEL SINDACATO GIORNALISTI NEL 2017


Care colleghe, cari colleghi,

innanzitutto buon anno. Nel 2017 dovrebbe finalmente essere rinnovato il contratto di lavoro. Come sapete, era stato disdettato dagli editori, una parte dei quali il contratto collettivo proprio non lo vorrebbe più. Ma, smentendo previsioni pessimistiche o addirittura catastrofiche, il sindacato dei giornalisti ha ottenuto che il vecchio contratto rimanga in vigore fino a quando non ne verrà firmato uno nuovo. Un risultato non da poco, considerata la situazione.
C'è tutto il tempo, dunque, per riavviare il tavolo di confronto, finora bloccato dall'attesa della legge di riforma dell'editoria, approvata dal parlamento e in vigore dal 15 novembre. Mancano ora i decreti attuativi, ma c'è l'impegno del governo  a provvedere in tempi brevi. Ci sono di mezzo anche la composizione e le competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti: la previsione contenuta nel Decreto Milleproroghe farà sì che si andrà al voto con le nuove regole e i nuovi numeri, anche questo un risultato non trascurabile.
Ma torniamo al contratto. La Fieg aveva chiesto la revisione - ovviamente al ribasso - di ventuno istituti contrattuali: dalle ferie ai festivi, dai superfestivi al notturno, dalle mansioni alle domeniche, dall’incidenza del settimo numero al calcolo della 13a, dagli straordinari agli scatti. Praticamente gli editori volevano e vogliono riscrivere tutto il contratto, per abbassare ulteriormente il costo del lavoro giornalistico, stante il perdurare della crisi economica.
La posizione della Fnsi non è cambiata: ha chiesto innanzitutto nuovi posti di lavoro, sottolineando che la categoria non è in grado di reggere ulteriori flessibilità nè un altro contratto “a perdere”, senza un immediato e deciso rilancio dell’occupazione, in forte calo da diversi anni. Senza investimenti, insomma, non c’è ripresa del mercato del lavoro e non c’è futuro per il giornalismo italiano e per gli stessi istituti di categoria. L'Inpgi, insomma, non si salva solo con la sofferta riforma in arrivo, ma con nuovi posti di lavoro. Stesso discorso per la Casagit.
La battaglia per il contratto non esaurisce ovviamente l'impegno del sindacato dei giornalisti, nell'ultimo anno impegnato a tutto campo per la difesa della libertà di informazione, non solo in Italia. C'è un disegno di legge per la riforma del reato di diffamazione (e finalmente la cancellazione della previsione del carcere per i giornalisti), c'è l'impegno contro le querele temerarie, per la tutela dei cronisti minacciati, per il contrasto al linguaggio dell'odio e della violenza ("hate speech"), sul web ma non solo sul web. Pare che il governo finalmente cominci a sentire... E per quanto riguarda la Rai, c'è l'impegno, assieme all'Usigrai, per "mettere in campo iniziative per costruire un futuro radicalmente rinnovato del Servizio pubblico".
Un capitolo a parte riguarda le concentrazioni editoriali e le grandi fusioni, settore nel quale la normativa è carente e attualmente permette agli editori notevole libertà di azione. L'operazione Stampubblica intanto procede. Il Gruppo Espresso, che in regione possiede Messaggero Veneto e Piccolo, ha già ceduto o dato "in affitto" alcune testate. Il rischio è che non sia finita qui.
In questa situazione complessa e di grande difficoltà, l’Assostampa Fvg continua a fare la sua parte all’interno della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani. Il lavoro, il rispetto del contratto, la tutela dei colleghi più deboli rimangono le priorità della nostra azione e del nostro impegno. In un panorama dove gli stati di crisi, le ristrutturazioni, i contratti di solidarietà non si contano anche nel nostro Nordest, nei primi mesi dell'anno il sindacato tornerà al tavolo di confronto con le aziende al Piccolo e al Gazzettino, entrambi in stato di crisi. Ma ci sono anche i problemi del Messaggero Veneto, del Primorski Dnevnik, della Rai regionale, delle agenzie di stampa, dell’emittenza privata, delle testate più piccole. E degli uffici stampa della pubblica amministrazione, che ancora aspettano l'applicazione del contratto di lavoro giornalistico: novità potrebbero arrivare dalla tanto attesa legge regionale sull'editoria, che ormai sembra finalmente arrivata all'ultimo miglio prima dell'approvazione e dell'entrata in vigore.
L'appello conclusivo è quello di sempre. Iscrivetevi al sindacato unitario dei giornalisti. Ne abbiamo bisogno. Per difendere meglio il lavoro e i diritti dei colleghi, soprattutto i più deboli, ma anche la qualità e il ruolo dell’informazione, abbiamo sempre bisogno di una Fnsi più forte. Di cui è articolazione territoriale l’Assostampa Fvg, anche quest'anno con le quote d'iscrizione immutate: le più basse d’Italia. E i colleghi in difficoltà possono chiedere l'iscrizione gratuita. Buon anno a tutte e a tutti.

Carlo Muscatello
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