venerdì 3 luglio 2020

PREMIO LUCHETTA 2020, ECCO TUTTI I VINCITORI

Annunciati i vincitori della 17a edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. E sarà Giovanna Botteri - presidente della giuria di cui fanno parte fra gli altri Beppe Giulietti (presidente Fnsi), Carlo Muscatello (presidente Assostampa Fvg) e Cristiano Degano (presidente Ordine Fvg) - a consegnare i riconoscimenti ai vincitori sabato 3 ottobre a Trieste, nell’ambito di Link, Festival del giornalismo 2020 in programma dal primo al 4 ottobre in piazza Unità. «Sensibilizzare i cittadini, per non dimenticare le emergenze del mondo che non si sono arrestate con la pandemia di questi mesi, è l’obiettivo dell’edizione 2020 del Premio Luchetta – spiega Giovanna Botteri –. Gli indifesi hanno continuato a morire, non solo di coronavirus: fra questi innanzitutto i bambini, che restano i più indifesi. Guerre, conflitti e carestie si sono sommati drammaticamente alla diffusione del virus». «Siamo lieti di confermare che Link, Festival del giornalismo 2020 si svolgerà in presenza, se le condizioni sanitarie generali lo consentiranno come al momento pare, dal primo al 4 ottobre a Trieste - dichiarano Giovanni Marzini, segretario di Giuria del Premio Luchetta, e Francesca Fresa, curatrice di Link Festival –. Poter contare sulla presenza di Giovanna Botteri in occasione della premiazione è motivo di gioia e orgoglio, così come poter riaprire, attraverso Link Festival, il nostro focus annuale legato all’attualità del pianeta, dal covid alle tante emergenze che attraversano Paesi e popoli. Sarà bello poter condividere il lavoro, in sicurezza e ottemperanza delle norme, con il pubblico della città: un segnale di ripresa, speranza e ripartenzaper tutti». I reportage vincitori del Premio Luchetta 2020 testimoniano l’impegno di grandi firme internazionali, giornalisti che da molti anni sono in prima linea nelle trincee più calde del pianeta: a cominciare dalla rotta balcanica, sulla quale si sono incamminati, sfidando anche il covid 19, decine di migliaia di minorenni nell’ultimo anno. Niente sembra fermare queste schiere di giovani e giovanissimi, provenienti da Afghanistan, Pakistan, Siria e diretti in Europa: neppure il rischio di dover affrontare animali pericolosi e mine inesplose. Ce lo ricorda il servizio della giornalista Sara Giudice di La7 – Piazza Pulita, che vince la 17a edizione del Premio Luchetta nella categoria Tv News. Inviata di Piazza Pulita dal 2015, Sara Giudice ha iniziato la carriera televisiva alla tv americana Class Cnbc come inviata politica ed è fra gli autori del saggio “Italia sotto inchiesta” (Meltemi). Nella sezione reportage vince il Premio Luchetta 2020 il filmaker pakistano Adnan Sarwar: a lungo impegnato in Iraq per l’esercito britannico, Adnan Sarwar è un volto noto al grande pubblico anglofono per aver diretto e interpretato vari documentari e “biopics” diffusi dalla tv britannica. Per Channel 4 ha firmato un intenso reportage dal ghetto nero di Cape Flats a Città del Capo, Sudafrica, raccontando in particolare la storia dell'undicenne Mariezaan, già a capo di in una gang di ragazzini nel quartiere in cui 279 bambini sono rimasti uccisi solo nell'ultimo anno. Per la stampa italiana il Premio Luchetta va al giornalista Nello Scavo, che su Avvenire ha raccontato la storia del bimbo ivoriano Simba, sopravvissuto ai campi libici, soccorso dalla nave Mare Jonio di Mediterranea nell’agosto 2019 e quindi approdato a Torino insieme alla madre. Simba, un soprannome dato quasi a infondere coraggio a un bimbo di pochi mesi, per trasformarlo in un “leoncino” capace di superare traversie di ogni genere fino a poter finalmente ripartire con una nuova vita, a Torino. Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, è stato tra i giornalisti internazionali che hanno trascorso più tempo sulle navi di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, dallo scorso ottobre vive sotto scorta per l’inchiesta sul trafficante Bija ed è tuttora vittima di minacce per le inchieste che coinvolgono Maltain merito al traffico dei migranti. I suoi reportage sono stati rilanciati dalle principali testate, come The New York Times, The Washington Post, The Independent, The Guardian, Le Monde, Huffington Post, Bbc, Cnn, Clarin, La Nacion, El Pais, El Mundo e molti altri. Per la stampa internazionale vince la 17^ edizione del Premio Luchetta il giornalista Antonio Pampliega che ha firmato per El Independiente un’emozionante corrispondenza sulle spose bambine in Afghanistan: meri oggetti con altissimo valore economico, condannate come criminali dalla giustizia e dalla società quando fuggono da casa per evitare il matrimonio forzato. Classe 1982, Antonio Pampliega è stato rapito in Siria nel 2015 dal gruppo terroristico Al Qaeda. Attualmente conduce “Il passaporto Pampliega”, un format che dà visibilità alle ingiustizie sociali a diverse latitudini del mondo. È autore di tre libri: Afghanistan (2011), In the dark (2017) e Le trincee della speranza (2018). Infine, per la sezione fotografia il Premio Luchetta 2020 va ad Andrea Frazzetta che sul New York Times ha pubblicato gli scatti del reportage dalla costa inondata del Bangladesh, sulle rive del Golfo del Bengala, dove anche i bambini si arrangiano a scavare mattoni per poi rivenderli sul ciglio della strada. Andrea Frazzetta ha realizzato reportage in Sud America, Africa e nell’area Mediterranea. Collabora con testate come New York Times Magazine, Newsweek, National Geographic, The Times, Der Spiegel, D La Repubblica, L’Espresso, Internazionale. Nel 2009 ha ricevuto il premio Yann Geffroy per il reportage “Obama Village”. Nel 2013 è fra i vincitori del PDN photo annual, dell’American Photography e del PX3 - Prix De La Photographie Paris. Nel 2014 è stato premiato con l’American Photography per il suo lavoro da Tokyo per Newsweek. Il Premio Luchetta è stato istituito nel 2004 dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai ed è organizzato da Prandicom. Info premioluchetta.com fondazioneluchetta.eu

mercoledì 1 luglio 2020

PREMIO TENCO A BRUNORI SAS, TOSCA, JANNACCI, NCCP...

Brunori Sas, Tosca, Paolo Jannacci, Nuova Compagnia di Canto Popolare e i progetti Note di Viaggio - Capitolo 1: venite avanti in ex aequo con Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero sono i vincitori delle Targhe Tenco 2020, il riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno trascorso. Gli artisti e i progetti discografici sono stati votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti e critici musicali. Il cantautore BRUNORI SAS con l’album Cip! (Island Records, Universal Music Italia) si aggiudica la Targa Tenco per il Miglior Album in assoluto con 56 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, erano: Paolo Benvegnù /Dell'odio dell'innocenza (48 voti); Diodato / Che vita meravigliosa (45 voti); Perturbazione /(dis)amore (24 voti); Luca Madonia / La Piramide (21 voti). “Ho amato tutto” cantata da TOSCA e scritta da Pietro Cantarelli (Leave Music/Officina teatrale distr. Sony Music Italy) ha ottenuto maggior numero di voti (52) aggiudicandosi la Targa per la Miglior Canzone, che, ricordiamo, va agli autori dei brani e non agli interpreti. A contendersi il primo posto: Diodato / Che vita meravigliosa (51 voti); Rancore / Eden (40 voti); Giacomo Lariccia / Limiti (25 voti); Beppe Gambetta / Dove Tia O Vento (24 voti). TOSCA con Morabeza (Leave Music/Officina Teatrale distr. Sony Music Italy) è risultata la più apprezzata per la categoria Interpreti di canzoni non proprie (93 voti). Tra i finalisti: The Niro / The Complete Jeff Buckley & Gary Lucas Songbook (57 voti); Peppe Fonte / Le canzoni di Piero Ciampi e Pino Pavone (19 voti); Beppe Dettori / (In)canto rituale - Omaggio a Maria Carta (12 voti); Maria Mazzotta / Amore Amaro (12 voti). Per la sezione Opera Prima la vittoria è andata a PAOLO JANNACCI con Canterò (Ala Bianca Group) con 68 preferenze. Facevano parte delle nomination: Buva / Quarantena (32 voti); Liana Marino / Partenze (28 voti); Lelio Morra / Esagerato (27 voti); Réclame / Voci di corridoio (26 voti). Per la targa Miglior album in dialetto, l’opera più apprezzata è stata quella della NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE (con 61 voti), Napoli 1534. Tra moresche e villanelle (Squilibri editore). Gli altri candidati erano: Alfio Antico / Trema la terra (41 voti); Daniele Sepe / Le nuove avventure di Capitan Capitone (36 voti); Eleonora Bordonaro / Moviti Ferma (31 voti); Sara Marini / Torrendeadomo (18 voti). Per la Targa Tenco Album collettivo a progetto hanno ottenuto ex aequo maggiori consensi (51 voti): Note di viaggio - Capitolo 1: Venite avanti… (BMG Rights Management, distr. Universal Music Italia) e Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero (Squilibri editore). Gli altri progetti finalisti erano: 20 x 22 (Voci per la libertà) (29 voti); Calendario Civile (21 voti); Animantiga (19 voti). 
Tutte le informazioni sulle Targhe Tenco si possono trovare all’indirizzo: www.clubtenco.it Nel rispetto rigoroso dello stato di emergenza sanitaria e delle disposizioni governative per il contenimento del Covid-19, ma guardando con speranza al futuro, le Targhe verranno consegnate nell’edizione 2020 della Rassegna della Canzone d’autore (Premio Tenco), in programma al Teatro Ariston di Sanremo a novembre.

lunedì 22 giugno 2020

ARTISTI IN PIAZZA NELL’ESTATE SENZA MUSICA / da ART21

di Carlo Muscatello (da ART21) Non ci sono soltanto le star e le loro vite più o meno dorate. Dietro alle tournée che in estati “normali” riempiono le piazze e gli stadi lavorano infatti migliaia e migliaia di persone: facchini, autisti, manager, organizzatori, addetti stampa, tecnici del suono e dell’audio e delle luci. Tutta gente che di colpo, per i noti motivi, si è trovata senza lavoro, senza reddito, spesso senza nemmeno ammortizzatori sociali. Si calcola che nel settore lavorino in tempi normali oltre 400mila persone, ma è difficile fare un calcolo preciso, perché spesso l’indotto non è facilmente tracciabile (e il nero è piuttosto diffuso...). L’altro giorno una rappresentanza di questo mondo era in piazza Duomo a Milano. Sabato 27 si replica a Roma, per una grande manifestazione nazionale. Al flash mob milanese c’erano in prima fila Diodato, Levante, Manuel Agnelli, Lodo Guenzi dello Stato Sociale, Cosmo, Ghemon, Saturnino, Dente, tanti altri, tutti vestiti di nero. “Il mondo della musica - ha detto il vincitore dell’ultimo Sanremo - non è stato invitato dal governo agli Stati generali, non ha potuto dunque partecipare al confronto sulla ripresa post Covid. Per il nostro mondo è una vera beffa”. La richiesta: un sostegno concreto a un settore che stenta a rimettersi in moto. Qualcosa comincia a muoversi in tutta Italia, ma le difficoltà sono tante. Cancellati o rinviati all’estate prossima i grandi concerti negli stadi o comunque all’aperto, gli eventi medi e piccoli che cominciano a essere annunciati - al di la delle tante iniziative gratuite in streaming - sono più che altro nobili tentativi di riaffacciarsi alla scena, di dire ci siamo ancora, di aspettare tempi migliori. Anche perché fra capienze ridotte, distanziamenti,sanificazioni e quant’altro questi tempi grami richiedono, il rischio è di andare economicamente in rosso. Altro che garantire un reddito alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo. Sul tavolo c’è un pacchetto di emendamenti che il settore ha richiesto di inserire nel decreto Rilancio. Ma la politica sembra non sentirci. “Spero che questa iniziativa faccia... rumore - ha detto ancora Diodato, ricordando il titolo del brano con cui ha trionfato al Sanremo 2020 – e soprattutto che faccia arrivare al mondo della politica la nostra voce, la voce dei tanti artisti e lavoratori dello spettacolo italiano”. Potrebbe essere l’occasione per ripensare a livello legislativo tutto il mondo dello spettacolo, al di là dell’emergenza sanitaria ormai diventata sociale ed economica. Basti pensare che su un libro l’Iva è giustamente al 4 per cento. Ma su un disco, anch’esso oggetto di cultura, rimane inspiegabilmente al 22. Quindi il libro su Springsteen gode di tassazione agevolata. Il disco no. Ma è solo uno degli esempi possibili.

domenica 21 giugno 2020

PREMIO TENCO 2020, ECCO I FINALISTI

Svelati oggi i finalisti delle Targhe Tenco 2020, il maggior riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno (dall’1 giugno 2019 al 31 maggio 2020). Artisti e progetti discografici trasversali nei generi e votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti musicali ed esperti di musica. Le sezioni anche in questa edizione sono sei: 4 riservate ai cantautori (canzone singola, disco in assoluto, disco in dialetto, opera prima), 1 riservata a interpreti di canzoni non proprie e 1 riservata agli album collettivi a progetto, ovvero compilation di vari interpreti costruite su un tema esplicito e dichiarato in grado di unire tutte le canzoni. In questa prima fase la giuria ha votato i finalisti delle sei sezioni, di cui il dettaglio di seguito in ordine alfabetico. Dopo la seconda votazione, che terminerà il 29 giugno, verrà proclamato il vincitore di ogni sezione. Non esistono candidature in quanto i giurati votano liberamente secondo quanto ascoltato nel corso dell’anno. DISCO IN ASSOLUTO: Paolo Benvegnù (Dell'odio dell'innocenza); Brunori Sas (Cip!); Diodato (Che vita meravigliosa); Luca Madonia (La Piramide); Perturbazione [(dis)amore]. MIGLIOR ALBUM IN DIALETTO: Alfio Antico (Trema la terra); Eleonora Bordonaro (Moviti Ferma); Sara Marini (Torrendeadomo); Nuova Compagnia di Canto Popolare (Napoli 1534. Tra moresche e villanelle); Daniele Sepe (Le nuove avventure di Capitan Capitone). OPERA PRIMA: Buva (Quarantena); Paolo Jannacci (Canterò); Liana Marino (Partenze); Lelio Morra (Esagerato); Réclame (Voci di corridoio). INTERPRETE DI CANZONI: Beppe Dettori [(In)canto rituale - Omaggio a Maria Carta]; Peppe Fonte (Le canzoni di Piero Ciampi e Pino Pavone); Maria Mazzotta (Amore Amaro); The Niro (The Complete Jeff Buckley & Gary Lucas Songbook); Tosca (Morabeza). CANZONE SINGOLA: Diodato (Che vita meravigliosa); Beppe Gambetta (Dove Tia O Vento); Giacomo Lariccia (Limiti); Rancore (Eden); Tosca (Ho amato tutto). ALBUM COLLETTIVO A PROGETTO: Animantiga; Calendario Civile; Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero; Note di viaggio - Capitolo 1: Venite avanti; 20 x 22. Tutte le informazioni sulle Targhe Tenco si possono trovare all’indirizzo: www.clubtenco.it

venerdì 5 giugno 2020

TRIESTE, INAUGURATA PANCHINA LIBERTÀ DI STAMPA

“Trieste è una delle prime città italiane a raccogliere l’appello di Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo ai sindaci, lanciato lo scorso anno dal Festival del giornalismo di Ronchi dei Legionari, Gorizia, a dedicare una panchina alla libertà d’informazione e all’articolo 21 della Costituzione. Se mai ce ne fosse stato bisogno, la recente emergenza sanitaria ci ha confermato quanta importanza abbia la libertà d’informazione e il lavoro dei giornalisti in una democrazia degna di questo nome. Il prezioso lavoro di tanti redattori e altrettanti collaboratori, freelance e precari ce lo ha ricordato nei mesi della pandemia, che sta aggravando la drammatica crisi dell’editoria italiana”. Lo ha detto Carlo Muscatello, presidente dell’Assostampa Fvg, all’inaugurazione della “Panchina della libertà di stampa”, a Trieste, nel giardino di piazza Hortis. Con lui c’erano fra gli altri il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, i presidenti dell’Ordine dei giornalisti Cristiano Degano e del Rotary Club Trieste Nord Fabio Radetti. "Panchine della libertà di stampa” sono già state inaugurate a Ronchi dei Legionari, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Matthew Caruana, figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata per le sue inchieste nel 2017, a Torre Annunziata, in collaborazione con la famiglia di Giancarlo Siani, nel ghetto ebraico di Roma, dedicata ai tipografi e ai giornalisti ebrei uccisi nei capi di concentramento. Nei giorni scorsi, in occasione del 40° anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, è stata annunciata la posa di una panchina anche a Milano, nel parco Solari.

mercoledì 6 maggio 2020

PREMIO LUCHETTA, FINALISTI IN ARRIVO. LINK SLITTA A OTTOBRE

Proprio nella giornata di domani, giovedì 7 maggio, doveva aprirsi l’edizione 2020 di Link Festival del Giornalismo, l’agorà di informazione del Premio Marco Luchetta che aveva in serbo, come sempre, un fitto calendario di incontri e dialoghi legati alla più stretta attualità con i grandi testimoni del nostro tempo. Stoppato, come ogni altra manifestazione pubblica, dalla pandemia Covid-19, Link festival si sposterà quest’anno dalla primavera all’inizio dell’autunno. Spiegano infatti la curatrice Francesca Fresa e il Segretario generale di Giuria del Premio Luchetta Giovanni Marzini che «ritrovarsi in un’agorà digitale non sarebbe stata la stessa cosa: il festival nasce per alimentare una dimensione condivisa degli eventi, un progetto interattivo nel quale i protagonisti dell’informazione si trovano a tu per tu con gli spettatori, per entrare insieme nel cuore della notizia. D’intesa con le istituzioni e con altre realta’ culturali di Trieste siamo al lavoro per riorganizzare Link festival nel primo week end di ottobre. L’auspicio è di ripartire attraverso un progetto culturale coordinato, come segnale di forte ripresa per la città, garantendo contestualmente al pubblico la massima sicurezza nella fruizione degli eventi». Proseguono comunque i lavori della 17^ edizione del Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta: la Giuria è presieduta dalla giornalista Giovanna Botteri, che si dichiara «felice e orgogliosa di essere quest’anno parte di un Premio così rilevante per la sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia». In queste settimane i giurati hanno visionato reportage provenienti dalle prime linee del mondo, e in particolare dalle aree più critiche del continente africano e dal Medio Oriente. Nei prossimi giorni le terne finaliste saranno annunciate dalla Giuria 2020, della quale fanno parte, con la presidente Giovanna Botteri e il Segretario generale Giovanni Marzini, i giornalisti Fabrizio Ferragni in rappresentanza della RAI, Enrico Grazioli direttore del Piccolo, Omar Monestier direttore del Messaggero Veneto, Rino Giusa caporedattore Tgr Rai FVG, Francesco De Filippodirettore Ansa FVG, Igor Devetak direttore del Primorski Dnevnik, Cristiano Degano presidente Ordine dei giornalisti FVG, Carlo Muscatello presidente Assostampa FVG, Beppe Giulietti presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Fulvio Gon per la Fondazione Luchetta, Andrea Iacomini portavoce Unicef, Maarten Van Aalderen della Stampa Estera in Italia. TV news, Reportage, Fotografia e Articoli carta stampata/web per testate italiane e straniere sono le categorie portanti del Premio Luchetta, istituito dalla Fondazione Luchetta con la RAI e organizzato da Prandicom. Le prime 16 edizioni hanno premiato molte delle migliori firme del giornalismo nazionale e internazionale. Info e dettagli sul sito www.premioluchetta.com www.fondazioneluchetta.eu - ufficiostampa@volpesain.com

sabato 11 aprile 2020

SEMPRE NECESSARIO IL CONFRONTO FRA ISTITUZIONI E INFORMAZIONE

L’Ordine del Giornalisti e l’Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia hanno scritto al Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, sottolineando l’importanza di non far mancare il confronto fra istituzioni e informazione in questo difficile momento. “L’eccezionalità della situazione nell’emergenza Coronavirus – scrivono Carlo Muscatello e Cristiano Degano, presidenti rispettivamente dell’Assostampa e dell’Ordine – vede operatrici e operatori dell’informazione molto impegnati nella copertura di una crisi senza precedenti. L’interesse del pubblico è dimostrato da una serie di dati, come gli ascolti auditel, le vendite dei quotidiani, i contatti dei siti dei media tradizionali e non”. “Di fronte a tutto ciò, sarebbe particolarmente utile uno scambio costante e bilaterale con le massime istituzioni della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono state poche finora le occasioni di confronto e sempre meno ve ne saranno, almeno fisicamente, data la necessità di limitare i contatti stretti. La comunicazione della Regione è stata completa ma sostanzialmente unilaterale, imperniata su comunicati giornalieri con i dati dei contagiati inviati a orari molto variabili”. “Comprendiamo quanto sia grande lo sforzo delle istituzioni per fronteggiare l’emergenza ma, per garantire la massima trasparenza, sarebbe opportuno un faccia a faccia in conferenza stampa (ovviamente a distanza) in modo da dare alle professioniste e ai professionisti dell’informazione la possibilità di rivolgere domande e di ottenere risposte. Conferenze stampa che potrebbero tenersi a una cadenza definita, possibilmente quotidiana”. Analoga posizione era stata assunta a livello nazionale anche dalla Fnsi: “È significativo che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, abbia riconosciuto l’importanza del lavoro che migliaia di cronisti stanno svolgendo in questi giorni, sottolineando che anche i giornalisti sono una categoria a rischio. È adesso necessario che l’impegno in prima linea di chi sta informando puntualmente i cittadini venga riconosciuto anche in un atto formale: è necessario che anche i giornalisti e gli operatori dell’informazione siano inseriti fra le categorie a più altro rischio di contagio. L’unità di intenti che viene richiesta a tutto il Paese in queste ore impone a tutti di fare il proprio dovere. Per questa ragione, come richiesto dalla Stampa parlamentare, è necessario che, anche nelle comunicazioni formali di provvedimenti destinati a produrre effetti per la collettività, non venga mai meno il contraddittorio con i giornalisti. La fase eccezionale che vive il Paese non può diventare il pretesto per impedire ai giornalisti di fare il loro lavoro e di rivolgere domande. Chi ha responsabilità di governo, a tutti i livelli, ha il dovere di rispondere alle domande dei giornalisti perché i cittadini hanno il diritto di conoscere. La sospensione temporanea di diritti e libertà democratiche in nome del bene supremo della salute non può giustificare in alcun modo la cancellazione del diritto di cronaca e della libertà di espressione. L’articolo 21 della Costituzione è pienamente in vigore, checché ne pensino cattivi consiglieri e improvvisati spin doctor”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della FNSI.