martedì 8 dicembre 2020

JOHN LENNON, QUARANT’ANNI FA / da Articolo 21

 di Carlo Muscatello


Quarant’anni senza John Lennon, quarant’anni che l’ex Beatle è stato ucciso. Ma a pensarci bene, in tutto questo tempo, il mondo non si è mai sentito orfano della musica, delle idee, delle speranze che il più geniale dei Fab Four ha saputo esprimere nella sua breve vita.

Perchè se Elvis Presley - distrutto a quarantadue anni, nel ’77, da cibo, farmaci, droghe ed eccessi vari - è stato l’inventore e il re del rock, Lennon e i Beatles (nel 2001 è morto anche George Harrison, dunque oggi sono in vita solo Paul McCartney e Ringo Starr) hanno cambiato musica e costume del Novecento.

Aveva appena quarant’anni, quella sera dell’8 dicembre 1980 quando il destino gli mise davanti la follia omicida di Mark David Chapman. C’era stato un prologo. Poche ore prima dei cinque colpi di pistola, il suo assassino gli strinse la mano e si fece autografare una copia del suo album ”Double Fantasy”, appena uscito. Davanti al Dakota Palace, l’abitazione newyorkese di Lennon affacciata su Central Park, c’era anche un fotografo, tale Paul Goresh, che immortalò la scena in uno scatto rimasto storico: l’assassino e la sua vittima.

Chapman - che in tutti questi anni ha chiesto più volte la libertà provvisoria, ma è ancora in galera - quella sera rimase in attesa per quattro ore. Aveva con sé una copia del “Giovane Holden”. Poco prima delle 23, quando vide John rientrare assieme a Yoko Ono, lo chiamò e gli disse: «Ehi, mister Lennon. Sta per entrare nella storia...».

Quattro dei cinque proiettili calibro 38 colpirono l’artista, uno trapassò l’aorta. Lennon fece qualche passo, prima di cadere. Poi l’inutile corsa al Roosevelt Hospital, dove fu dichiarato morto alle 23.09. Non erano ancora tempi di internet, facebook e twitter e compagnia delirante, ma la notizia fece il giro del mondo in pochissimo tempo, suscitando ovunque autentica commozione. I primi flash d’agenzia, i notiziari radio e tv, i raduni spontanei di giovani e meno giovani nelle strade di mezzo mondo...

C’era forse la consapevolezza, fra milioni di persone, che quella morte segnasse per davvero la fine di un’epoca. L’epoca della musica che portava in sé l’illusione di poter cambiare il mondo, incrociandosi con i movimenti giovanili nati negli anni Sessanta e Settanta. Se Woodstock, nell’agosto del ’69, aveva chiuso la stagione della controcultura giovanile, il sogno della ”nazione alternativa”, di un mondo diverso e migliore grazie anche alla musica, la morte di Lennon (che nel ’70 aveva cantato ”The dream is over”, il sogno è finito, verso riferito in prima battuta solo allo scioglimento dei Beatles...) chiude la saracinesca ai sogni, agli ideali, se vogliamo alle utopie dei due decenni precedenti. E milioni di persone in tutto il mondo lo capirono perfettamente.

Perchè John Lennon non fu soltanto il protagonista - soprattutto assieme al suo alter ego creativo McCartney - di quella straordinaria avventura chiamata Beatles, che in soli otto anni di produzione discografica, dal ’62 di ”Love me do” al ’70 di ”Let it be”, ha cambiato dalle fondamenta la musica, il costume e se vogliamo anche la cultura della seconda metà del cosiddetto secolo breve.

Soprattutto dopo lo scioglimento del gruppo, il suo sincero impegno civile e politico, non solo con i ”bed in” e le manifestazioni per la pace, ne fecero anche un protagonista della vita pubblica. E l’essersene andato così presto lo ha reso ”forever young”, per sempre giovane, quasi immortale. Risparmiandogli i rischi di una sicura decadenza fisica e di un possibile (nel suo caso, forse improbabile...) tramonto creativo.

Senza la follia omicida di Chapman, chissà come sarebbero andate le cose. Di certo, allora, di quei quattro, Lennon era forse il più creativo e geniale, di certo il più carismatico e trasgressivo e politico, in anni in cui il mondo sembrava dovesse cambiare radicalmente di lì a poco. Sappiamo che non è andata così. O meglio: il cambiamento non è andato nella direzione allora sperata.

Ma la grande importanza del poeta di ”Imagine” e dei quattro ragazzi di Liverpool non è mai stata in discussione. Oggi John Lennon verrà ricordato in tutto il mondo. A Londra, nella sua Liverpool, nella sua New York. Dove dal 9 ottobre 1985, giorno del suo quarantacinquesimo compleanno, quel pezzetto di Central Park dinanzi al Dakota Palace - nell’Upper West Side - si chiama ”Strawberry Fields”, proprio come una delle tante, inarrivabili canzoni dei Beatles.

Lì, ogni giorno, c’è qualcuno che si ferma attorno al grande mosaico circolare di pietre grigie e nere che formano per terra la parola “Imagine”. E qualche giovane o vecchio ragazzo con la chitarra strimpella le canzoni dei Beatles - ormai musica classica - con un cappello appoggiato per terra. Oggi quell’area, nonostante la pandemia, sarà piena di fiori e di candele accese. Per ricordare un grande del Novecento. Per ricordare John Lennon.

martedì 17 novembre 2020

PREMIO TENCO 2020 SOLO SU RAITRE

La consegna delle Targhe Tenco e dei Premi Tenco andrà in onda in tv. Alla luce delle nuove disposizioni governative per il contenimento del Covid-19, con le ristrettezze negli spostamenti e con l’impossibilità di ospitare il pubblico in sala, il Club Tenco ha pensato di caratterizzare il Premio Tenco 2020 con l’esclusiva celebrazione dei riconoscimenti che avverrà via etere.  

 

Un modo per arrivare direttamente e in sicurezza nelle case degli spettatori attraverso uno speciale su Rai3 che andrà in onda nei prossimi mesi. 

 

Le registrazioni verranno effettuate il 19, 20 e 21 novembre, giorni inizialmente destinati alla manifestazione dal vivo e la location sarà, come sempre, Sanremo ma oltre al Teatro Ariston ci saranno anche altri luoghi caratteristici della città dei fiori. 

 

Quest’anno, inoltre, è stato istituito il Premio GrupYorum in omaggio alla omonima band turca impegnata politicamente e socialmente e perseguitata dal regime di Erdogan, che gli ha proibito qualunque concerto e ha incarcerato alcuni dei suoi membri. Tre di questi sono morti dopo quasi un anno di sciopero della fame. È a nome loro e a quello di tutti quei cantautori e musicisti, e sono moltissimi nel mondo, che sono perseguitati dalla dittatura, che è rivolto il Premio. 

 

Il nuovo report di Freemuse, organizzazione francese che documenta i casi di censura musicale e artistica nel mondo, ad aprile 2020, conta un'analisi approfondita di 711 atti di violazione della libertà artistica nel 2019 in 93 paesi.  

 

Il Premio GrupYorum sarà consegnato al cantautore e musicista egiziano Ramy Essam con la seguente motivazione.

 

«Grazie anche alla canzone “vattene” rivolta a Mubarak, è stato l’emblema musicale delle manifestazioni del 2011 in piazza Tahrir al Cairo durante le quali è stato anche arrestato e torturato.  È stato oppositore sia del governo islamista Morsi e, dopo il tentativo di costui di impadronirsi dei pieni poteri attraverso una riforma costituzionale, anche di quello del generale golpista al-Sisi. Le continue canzoni contro la censura e le repressioni, lo hanno costretto nel 2014 all’esilio da dove ha continuato a battersi in difesa degli oppositori arrestati, tra cui il regista Shady Habash, morto nelle carceri egiziane due anni dopo l’arresto, mentre era ancora in attesa di processo».

 

Ricordiamo che i vincitori delle Targhe Tenco 2020 sono: Brunori Sas (Cip!) per il Miglior album in assolutoPaolo Jannacci (Canterò) per la miglior Opera PrimaTosca si è aggiudicata la Targa Interprete di canzoni con l’album Morabeza e la Targa Miglior Canzone con Ho amato tutto (scritta da Pietro Cantarelli); la Nuova Compagnia di Canto Popolare (Napoli 1534. Tra moresche e villanelle) ha vinto la Targa per il miglior Album in Dialetto. Ex aequo per la Targa Album Collettivo a Progetto andata a Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti… e Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero.

mercoledì 4 novembre 2020

FNSI: SI RIAPRE LA PARTITA DEI CONTRATTI NONOSTANTE L’EMERGENZA SANITARIA / da newsletter Ordine giornalisti fvg


di Carlo Muscatello*

Mentre la pandemia non concede tregua e si abbatte anche sulle nostre redazioni (un abbraccio e un augurio affettuoso ai colleghi di Primorski e Piccolo...), il sindacato dei giornalisti continua fra mille difficoltà il suo lavoro. Nei giorni scorsi la Fnsi ha firmato un nuovo contratto con l’Associazione nazionale delle testate online (Anso) e la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc).  E nelle stesse ore ha ripreso il dialogo con la Fieg, che si era interrotto con l’inizio della pandemia.

Ma andiamo per ordine. L’accordo con Anso e Fisc, che ha validità dal primo novembre 2020, è propedeutico alla sottoscrizione di un contratto collettivo di settore che le parti si sono impegnate a definire entro il 30 giugno 2021. Un accordo che si è reso necessario per non lasciare senza regolamentazione contrattuale le aziende che applicavano il contratto collettivo Uspi-Fnsi, che ha cessato di produrre effetti il 30 maggio scorso.

“Si apre - ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi – una fase di ampia collaborazione con le organizzazioni rappresentative di un settore editoriale che necessita di uno strumento contrattuale adeguato alla dimensione e alle esigenze produttive delle aziende. L'obiettivo è far emergere e favorire l'occupazione giornalistica, riconoscendo diritti e tutele in un quadro di sostenibilità. L'accordo raggiunto è soltanto un primo passo, reso possibile dalla serietà e dal senso di responsabilità di tutti gli interlocutori”.

E siamo al secondo punto. Per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg c’è stato in queste settimane un tentativo di accelerazione da parte degli editori, dovuto probabilmente all’esigenza di supportare la loro richiesta di contributi presentata al governo. Il crollo della carta prosegue, la situazione complessiva del settore è sempre più difficile, gli editori segnalano di avere dei costi che non riescono più a sostenere. Dunque chiedono innanzitutto flessibilità ed elasticità, puntando a una sostenibilità dei costi (nel mirino ci sono anche le domeniche...) che potrebbe passare attraverso un contratto ponte di dodici mesi, finiti i quali si passerebbe alla trattativa vera e propria per il rinnovo.

La lista della spesa che la Fieg ha presentato al governo è lunga. Sgravi di tutti i tipi, soldi per (ulteriori) prepensionamenti, fondi persino per incentivare gli esodi.

Il sindacato dei giornalisti - che di flessibilità ed elasticità ne ha già concesse in passato - punta innanzitutto alla difesa del contratto e chiede impegni per l’occupazione regolare, anche per contribuire a rimettere in sesto i conti disastrati dell’Inpgi, che sta per presentare l’ennesimo disavanzo-monstre.

E poi c’e la partita dell’equo compenso da riaprire: il governo vorrebbe eliminare i co.co.co usati in maniera indiscriminata dagli editori, che pretendono da sempre mani libere nei rapporti con i collaboratori, vero anello debole della catena. E ancora la lista di attesa sempre più lunga per l’ex fissa, il cui debito nel frattempo è salito a 125 milioni. E infine le nuove figure da utilizzare per il digitale richieste dalla controparte datoriale, sulle quali è necessario un confronto serio.

Tutti temi che andranno affrontati con senso di responsabilità al tavolo delle trattative.


*presidente Assostampa Fvg


martedì 3 novembre 2020

SAN GIUSTO D’ORO 2020 AD ANDREA SEGRÈ, TARGA SPECIALE A GIOVANNA BOTTERI

 Il San Giusto d'oro 2020 va ad Andrea Segrè, la targa speciale a Giovanna Botteri. Lo ha deciso l’Assostampa Fvg, articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani, che organizza il premio - nato nel 1967 su iniziativa del Gruppo Giuliano Cronisti e giunto alla 54.a edizione - con la collaborazione del Comune di Trieste e il sostegno della Fondazione CrTrieste.

"Con il premio ad Andrea Segrè - spiega Carlo Muscatello, presidente dell'Assostampa Fvg - vogliamo riconoscere e sottolineare l’intuizione e l’importante lavoro svolto in questi anni dal docente e ricercatore triestino, che partendo dal suo lavoro all’Università di Bologna ha contribuito a fare della lotta agli sprechi alimentari e della difesa dell’ambiente un tema di rilievo internazionale. È partito da un dato di fatto: a fronte di oltre 800 milioni di persone che nel mondo soffrono ancora la fame, quasi un terzo del cibo viene sprecato senza nemmeno arrivare in tavola. Uno spreco eticamente non accettabile che è anche un problema ambientale, essendo fra i responsabili del surriscaldamento globale. L’intuizione di Segrè, figlia degli insegnamenti ricevuti in famiglia dalla nonna lussignana e in sintonia con il magistero di Papa Francesco, assume ulteriore valore in questi tempi drammatici di pandemia, che con l’emergenza sanitaria sta portando con sé anche quella economica e sociale”.

“Con la targa speciale a Giovanna Botteri - aggiunge il presidente di Assostampa Fvg - premiamo il lavoro di una collega giornalista nata a Trieste, che qui ha mosso i primi passi di una carriera che l’ha portata a essere testimone dei grandi avvenimenti internazionali degli ultimi decenni. Le guerre nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, gli anni della presidenza Obama e di quella Trump, e poi l’arrivo in Cina proprio all’esplodere della pandemia che ha cambiato il mondo, raccontando agli italiani con due mesi di anticipo quello che poi sarebbe purtroppo accaduto anche nel nostro Paese. Giornalista dell’anno e volto tv popolare in questo drammatico 2020, Botteri ha sempre raccontato i fatti con sensibilità, senza indulgere a facili protagonismi, ponendosi dalla prospettiva della gente comune. E non dimenticando mai quel tocco di femminile triestinità di chi ha girato il mondo ma non ha dimenticato la propria città e le proprie origini”.

“L’edizione 2020 del San Giusto d’oro - conclude Muscatello - è doverosamente dedicata a tutti i nostri operatori sanitari, impegnati in questi drammatici mesi nella lotta alla pandemia, per la salute e la vita delle persone”.

La cerimonia di consegna del premio e della targa si terrà nella prima metà di dicembre nell’aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, stante l’inagibilità della tradizionale sede del Municipio triestino.

venerdì 16 ottobre 2020

SOTTOSEGRETARIO MARTELLA A RONCHI (ansa)

 

Editoria: Martella, risorse per riforma saranno all'altezza 
'Per settore questa è sfida da non perdere' 

(ANSA) - TRIESTE, 16 OTT - Le risorse impegnate non sono ancora state quantificate, "ma saranno all'altezza dell'ambizione del progetto. Per un settore da anni in crisi strutturale con una situazione aggravata dalla pandemia è una sfida da non perdere. Anzi da vincere". Lo ha detto il sottosegretario all'Informazione ed editoria, Andrea Martella, parlando della riforma dell'editoria con i presidenti di Ordine e Assostampa Fvg Cristiano Degano e Carlo Muscatello, a margine dell'inaugurazione di un murales in ricordo di Daphne Caruana Galizia oggi a Ronchi dei Legionari (Gorizia).
Per soccorrere l'editoria, secondo Martella, - riporta una nota di Assostampa e Odg - vanno stabilizzate una serie di misure già in atto come il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari, il bonus fiscale per i servizi digitali e le spese di connessione, l'estensione e l'incremento fino a 4 mila euro del tax credit per le edicole e per i distributori che raggiungono i Comuni con meno di 5000 abitanti, ma anche il credito di imposta per la carta e la forfettizzazione delle rese dei giornali. Perché se la pandemia ha ulteriormente aggravato la crisi, è vero anche che "ha contribuito a rafforzare la domanda di un'informazione accurata, di qualità, affidabile e pienamente accessibile alla popolazione". Da qui l'obiettivo del Governo, anche con l'aiuto dei fondi europei, di "tutelare il lavoro dei giornalisti" e sostenere le imprese, accompagnando il settore verso una trasformazione.
All'incontro era presente fra gli altri anche il presidente della Fnsi Beppe Giulietti. Degano e Muscatello hanno concordato con Martella un prossimo incontro pubblico a Trieste per approfondire i contenuti della riforma dell'editoria. (ANSA).

murales di giornali ricorda Daphne Caruana Galizia
Inaugurata opera a 3 anni morte. 'Dedicata a informazione leale' 
TRIESTE 
(ANSA) - TRIESTE, 16 OTT - Un'immagine di Daphne Caruana Galizia realizzata con gli articoli di giornale riferiti al suo omicidio e ad altri casi di giornalisti assassinati o minacciati. E' il murales inaugurato oggi, alla presenza tra gli altri del sottosegretario all'Editoria, Andrea Martella, a Ronchi dei Legionari (Gorizia), a tre anni dalla morte della reporter investigativa, dilaniata dall'esplosione di una bomba piazzata a bordo della sua auto.
Il murales, promosso dall'associazione Leali delle Notizie con il sostegno della Fnsi, è dedicato a lei e a tutti i giornalisti, operatori e addetti dell'informazione che hanno perso la vita per aver fatto il loro lavoro. L'opera è stata realizzata tra il 19 e il 20 settembre dall'artista Massimo Racozzi sul muro della pensilina della fermata dei mezzi pubblici in via Dante. "La tecnica utilizzata - spiega l'autore - si avvale di articoli e pezzi di giornale riferiti all'omicidio di Daphne e ad altri casi di giornalisti assassinati, avvelenati o minacciati. Questi ritagli sono stati tinti in una tonalità di grigio e sono stati incollati con acqua e vinavil sulla parete, come un manifesto. Strato dopo strato, articolo dopo articolo, ha preso la forma dell'immagine di Daphne, mentre in basso a sinistra è stata inserita la frase 'Di' la verità anche se la tua voce trema' con i caratteri giornalistici".
"Il murales - spiega il presidente dell'associazione, Luca Perrino - è dedicato a Daphne 
ma vuole essere un omaggio a tutti i giornalisti, operatori e addetti dell'informazione che hanno perso la loro vita per aver voluto assicurare un'informazione veritiera e leale. Quest'opera rientra inoltre negli obiettivi e principi a cui si ispira la nostra associazione, che si sta battendo per la libertà di stampa e di espressione". (ANSA).

INCONTRO A TRIESTE CON SOTTOSEGRETARIO MARTELLA

  

A margine dell‘inaugurazione del murales in ricordo di Daphne Caruana Galizia nel terzo anniversario del suo assassinio, i presidenti di Ordine e Assostampa Fvg Cristiano Degano e Carlo Muscatello hanno incontrato stamattina a Ronchi dei Legionari (Gorizia) il sottosegretario all’informazione e all’editoria Andrea Martella. Dopo una breve illustrazione delle criticità e specificità del settore nel Friuli Venezia Giulia, regione autonoma contraddistinta fra l’altro dalla presenza di minoranze linguistiche, i due rappresentanti della categoria hanno concordato con il membro del governo un prossimo incontro pubblico a Trieste per approfondire i contenuti della riforma dell’editoria prossimamente all’esame del governo. 

Secondo il sottosegretario, le risorse impegnate non sono ancora state quantificate, "ma saranno all'altezza dell'ambizione del progetto. Per un settore da anni in crisi strutturale con una situazione aggravata dalla pandemia è una sfida da non perdere. Anzi da vincere". Per soccorrere l'editoria, secondo Martella, vanno stabilizzate una serie di misure già in atto come il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari, il bonus fiscale per i servizi digitali e le spese di connessione, l'estensione e l'incremento fino a 4 mila euro del tax credit per le edicole e per i distributori che raggiungono i Comuni con meno di 5000 abitanti, ma anche il credito di imposta per la carta e la forfettizzazione delle rese dei giornali.

Perché se la pandemia ha ulteriormente aggravato la crisi, è vero anche che "ha contribuito a rafforzare la domanda di un'informazione accurata, di qualità, affidabile e pienamente accessibile alla popolazione". Da qui l'obiettivo del governo, anche con l'aiuto dei fondi europei, di "tutelare il lavoro dei giornalisti" e sostenere le imprese, accompagnando però l'intero settore verso una necessaria trasformazione.

All’incontro di Ronchi - con Degano e Muscatello - erano presenti fra gli altri il presidente della Fnsi Beppe Giulietti, la rappresentante del Sindacato europeo dei giornalisti Anna Del Freo, la coordinatrice di Articolo 21 Fvg Fabiana Martini, la segretaria del Sindacato giornalisti Veneto Monica Andolfatto, il presidente dell’Assostampa lombarda Paolo Perucchini.

 

venerdì 2 ottobre 2020

DA 1 A 4-10 A TRIESTE “LINK”, FESTIVAL GIORNALISMO

 


Si svolge da oggi a domenica 4 ottobre a Trieste, in piazza Unità, la 7.a edizione di “Link”, il Festival del buon giornalismo. Quattro giornate nelle quali si alterneranno talk, incontri e interviste con i protagonisti dell’informazione, della cultura e dell’economia. Organizzato da Prandicom e promosso in partnership con Fincantieri, con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste e di Crédit Agricole Friuladria, Link Festival è curato da Francesca Fresa e realizzato sotto l’egida della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti, con la Rai main media partner.

 

GIOVEDÌ 1 OTTOBRE

Prosegue la storica collaborazione di Link Festival con Fondazione Pordenonelegge, che si concretizza nell’assegnazione e consegna del Premio Crédit Agricole Friuladria “Testimoni della Storia” a Giovanni Minoli nella serata inaugurale del festival, giovedì primo ottobre alle 19 nella Fincantieri Newsroom.  Consegnerà il premio Carlo Piana, direttore generale Crèdit Agricole Friuladria e subito dopo Minoli sarà protagonista di un dialogo con il direttore del quotidiano Il Gazzettino Roberto Papetti, sui temi dell’attualità, introdotto dalla curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet.  

 

VENERDÌ 2 OTTOBRE

In questi mesi l’Occidente ha quasi scordato una questione che l’aveva messo in ginocchio, quella legata al terrorismo: come evolverà la strategia delle organizzazioni armate di tutto il mondo, e in particolare del jihadismo, nelll’anno che ha messo in scacco il pianeta? Lo spiega a Link Marta Serafini, fresca autrice per Solferino del saggio “L’ombra del nemico” che presenterà insieme adAndrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, in apertura della seconda giornata di festival alle 10nella Fincantieri Newsroom.

Subito dopo, alle 11, in anteprima nazionale a Link il giornalista e filmaker Stefano Liberti, Premio Luchetta 2008, presenterà – in dialogo con la giornalista della Tgr Fvg Marinella Chirico – il nuovo saggio “Terra bruciata, come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita” (Rizzoli), un viaggio in presa diretta nell’Italia che sta cambiando, e rimanda la realizzazione di politiche di mitigazione di un processo che, se ignorato, sarà devastante. 

Un focus sulla Cina, alle 12 nella Fincantieri Newsroom, sarà al centro del dialogo fra il direttore Tg2 Rai Gennaro Sangiuliano, autore de “Il nuovo Mao” sulla inarrestabile ascesa del presidente Xi Jinping, e la giornalista Grazia Graziadei, vicedirettore Tg1.

Il pomeriggio di venerdì 2 ottobre a Link festival, si apre alle 16 con l’incontro “Stato d’allarme: come comunicare l’emergenza” con il Prefetto di Trieste Valerio Valenti, il capo di Gabinetto del Comune di Trieste Vittorio Sgueglia della Marra, coordinati da Anna Vitaliani della Tgr Fvg.

A seguire, alle 17 sempre nella Fincantieri Newsroom, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l’Assessore al lavoro della Regione Fvg Alessia Rosolen e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Zeno d’Agostino ­ in dialogo con l’editorialista de Il Piccolo Roberto Morelli – si confronteranno su un panel dal titolo Dove ti “Porto”.

Link Festival punterà poi lo sguardo sugli scenari futuri che si vanno delineando a cominciare dall’evento più atteso dal mondo e dai contorni ancora incerti: le elezioni USA, duro banco di prova per il presidente Donald Trump. Sul tema si confronteranno alle 18 l’editorialista del Corriere della Sera dagli Usa, Massimo Gaggi, autore di “Crack America”, la giornalista Tiziana Ferrario, a lungo corrispondente Rai da New York, e il presidente ISPI e Fincantieri Giampiero Massolo.

Prosegue la sinergia fra Link Festival e la rassegna di geopolitica R-evolution del Teatro Verdi di Pordenone: l'incontro, alle 19, che vedrà protagonista la corrispondente RAI da Pechino Giovanna Botteri, in dialogo con il Segretario di Giuria del Premio Luchetta Giovanni Marzini, sarà ideale preview della edizione 2020 in programma nei mesi di novembre e dicembre. A Link Festival Giovanna Botteri ripercorrerà le tante fasi commentate in diretta dalla trincea di Pechino e rifletterà sui mesi in arrivo, sospesi fra l’incubo del covid e la guerra fredda hi tech che sempre più nettamente contrappone Cina e Stati Uniti.

 

SABATO 3 OTTOBRE

Ancora un’anteprima nazionale a Link Festival, alle 10 di sabato 3 ottobre, con il nuovo libro diTiziana Ferrario legato alla questione di genere, “Uomini, è ora di giocare senza falli” (Chiarelettere). Un pamphlet ficcante e provocatorio, fotografia della società in cui viviamo, prevalentemente patriarcale e maschilista, ma anche sguardo rivolto al futuro, con il contributo inedito di quelli che l'autrice chiama "uomini nuovi" che hanno girato le spalle al modello machista. La giornalista e scrittrice lo racconterà in dialogo con l’editorialista de Il Gazzettino Roberto Vitale. 

Alle 11, sempre nella Fincantieri Newsroom, una presenza carismatica quanto trasgressiva e controcorrente: Oliviero Toscani, che sul palco di Link insieme ad Emma D’Aquino, racconterà il mondo visto dall’obiettivo della macchina fotografica, scrivendo a 25 grandi maestri come nelle pagine di “Caro Avedon”, il libro pubblicato da Solferino in cui si dimostra che la fotografia è più viva che mai e il mondo sembra credere alle immagini prima che alla realtà.

Nell’anno che ha segnato il tracollo del Pil nei Paesi di tutto il mondo, Link non poteva non dedicare un panel all’economia: alle 12 si confronteranno l’AD Fincantieri Giuseppe Bono e l’economistaGiulio Sapelli insieme a Celestina Dominelli del Sole 24 Ore e Andrea Montanari, direttore ufficio studi Rai e già direttore del Tg1.

Il pomeriggio di sabato 3 ottobre si aprirà con il panel “Smart working: giornalisti in bermuda” con il giornalista della Tgr Fvg Antonio Caiazza, il presidente di Assostampa Fvg Carlo Muscatello e con la giornalista de Il Piccolo Tiziana Carpinelli.

I prossimi mesi saranno cruciali per l’obiettivo cui tutti guardiamo con speranza e determinazione, l’uscita dalla crisi pandemica: ma nel frattempo l’informazione come dovrà gestire il flusso delle notizie in un 2020 a tutto coronavirus, con il mondo quasi paralizzato? Coordinati dal Presidente ODG Fvg Cristiano Degano, ne parleranno a Link alle 17 due icone dei talk TV, Corrado Formigli e Lucia Annunziata con il direttore del quotidiano La Stampa Massimo Giannini e il direttore del Gr Rai e Radio Uno Simona Sala.

Mentre Corrado Augias alle 18 ci guiderà attraverso il “Breviario di un confuso presente”, con Elisabetta Stefanelli, caporedattore Cultura e spettacoli Agenzia ANSA, per cercare le bussole più utili fra innovazioni scientifiche e tecnologiche, e i cambiamenti politici, sociali e culturali dei tempi. 

E Link festeggerà, alle 19 di sabato 3 ottobre, i vincitori del Premio Luchetta 2020, assieme alla presidente di Giuria Giovanna Botteri e al segretario della giuria Giovanni Marzini: Adnan Sarwar di Channel 4, Sara Giudice di Piazza Pulita La7, Nello Scavo di Avvenire, Antonio Pampliega di El Independiente e Andrea Frazzetta per il New York Times. Conduce la serata Roberta Ammendola, giornalista e conduttrice de Il Caffè di Rai1.

 

DOMENICA 4 OTTOBRE

L’ultima giornata di festival, domenica 4 ottobre, inizierà alle 10 con Buongiorno Trieste: protagonisti i giornalisti Marco Stabile di Telequattro, Francesca Busolini di Radio Punto Zero, Riccardo Pilat di Triestecafè, assieme ad Alessandro Martegani, segretario di Assostampa Fvg.

Alle 11il neodirettore di Rainews24 Andrea Vianello, racconterà la sua esperienza dopo l’ictus che lo ha colpito più di un anno fa, nel libro “Ogni Parola che sapevo” (Mondadori).  

 “Quale domani?” titola il panel delle 12 con Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Fvg e la giornalista e conduttrice di Oggi è un altro giorno di Rai1 Serena Bortone.

Chi salverà le nuove generazioni dal vuoto, dalla violenza e dal degrado della società moderna se non l’arte, la cultura e la bellezza? E’ il progetto di Simona Marchini, attrice e regista teatrale, impegnata e appassionata promotrice della cultura, a Link alle 16 insieme a Maria Rita Parsi, Psicoterapeuta e Presidente della Fondazione Movimento Bambino.

Sul piano non solo economico, ma anche degli scenari futuri del Nord Est d’Italia nel contesto di una difficile ripresa, spicca la tavola rotonda delle 18 che vedrà protagonista il Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, insieme all’AD Fincantieri Giuseppe Bono, alla Presidente di FriulAdria Crédit Agricole Chiara Mio, al direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli e al responsabile della sede FVG dell’Agenzia ANSA, Francesco De Filippo.

Il gran finale di Link 2020, alle 19 nella Fincantieri Newsroom, sarà all’insegna della verve e dell’ironia di Geppi Cucciari e Luca Bottura, a Trieste per un dialogo che prende spunto proprio dall’ultimo libro di Bottura “Buonisti un Cazzo” (Feltrinelli): un racconto divertente e spietato di quel disorientato pezzo d’Italia che non si sente sovranista.