venerdì 29 gennaio 2021

28 GENNAIO 1994, LA TRAGEDIA DI MOSTAR (su Piccolo e siti Fnsi, ART21 e Assostampa fvg)

 di Carlo Muscatello*

 

Dicono sempre che in certi casi il tempo, con il suo scorrere inarrestabile, è l’unica medicina. Ma per le famiglie dei colleghi caduti a Mostar il 28 gennaio 1994 probabilmente non c’è medicina, il ricordo fa ancora terribilmente male.
Un dolore che dopo ventisette anni non si placa innanzitutto per le mogli, le figlie e i figli che ormai sono donne e uomini cresciuti nel ricordo di Marco Luchetta, Alessandro “Saša” Ota e Dario D’Angelo, inviati della Rai del Friuli Venezia Giulia in Bosnia per un servizio sui bambini della ex Jugoslavia.
Un dolore ancora presente anche per gli amici, i colleghi, la Rai, la città di Trieste, il sindacato dei giornalisti.
Per questo motivo l’Assostampa Fvg, assieme alla Fnsi, all’Usigrai, all’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, onora anche oggi il ricordo dei colleghi caduti a Mostar quel giorno di gennaio.
Poche settimane dopo, a Mogadiscio, il 20 marzo 1994, venivano assassinati anche la giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e l’operatore triestino Miran Hrovatin. Sembrava un incubo, una maledizione da cui si doveva tentare di uscire reagendo, facendo qualcosa, piantando un seme di pace, creando un’iniziativa di speranza per guardare al domani.
E proprio all’indomani di quei drammatici fatti si è costituita a Trieste la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, che accoglie e sostiene i bambini affetti da malattie non curabili nei loro Paesi d’origine. Da allora la Fondazione ha ospitato tantissimi bambini e i loro familiari provenienti dall’Africa, dall’Asia, dal Sud America, dall’Europa orientale e dalla penisola balcanica. Paesi nei quali era impossibile garantire le cure adeguate per quei bimbi, che a Trieste hanno trovato assistenza e cure.
Pace, solidarietà, speranza. Valori universali da riaffermare con forza anche in questi tempi tenuti in ostaggio dal virus che ci è dato vivere.

* presidente Assostampa Fvg


mercoledì 13 gennaio 2021

Precariato, posti di lavoro, Inpgi: tre facce della stessa battaglia


di Carlo Muscatello*

La vulgata vuole che, una volta toccato il fondo, non si possa che risalire. Sempre che non avesse invece ragione il compianto Freak Antoni, quello degli Skiantos, quando ammoniva: guardate che si può anche cominciare a dover scavare...
Alternativa solo all’apparenza tragicomica, che ci preoccupa all’inizio di quest’anno nuovo, che giunge dopo un 2020 drammatico per tutti, ma che per giornali e giornalisti ha aggiunto difficoltà a difficoltà.
La situazione era grave prima della pandemia, ora è gravissima. Posti di lavoro sempre in calo, come le copie vendute e la pubblicità. Digitale che ancora non garantisce le entrate dei tempi d’oro della carta. Inpgi che balla sull’orlo del vulcano. Potremmo continuare. Ci limitiamo ad aggiungere che manca - agli editori, alla politica - un’idea di futuro per quello che è un settore strategico di ogni democrazia.
“La sfida per il 2021 - dice Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti di cui l’Assostampa Fvg è articolazione territoriale - deve essere innanzitutto quella del lavoro. Non solo salvaguardare i livelli occupazionali, ma anche avere l'ambizione di creare nuovi posti di lavoro, nel senso di dare dignità a quel lavoro che oggi c'è e non viene riconosciuto”.
Sì, perché il paradosso è che non c’è mai stata tanta informazione come nel tempo dominato dal virus che ci troviamo a vivere. Eppure il comparto è in crisi nerissima, le aziende editoriali boccheggiano, molti giornalisti non hanno trattamenti dignitosi. E anche quelli di loro che possono contare su un contratto regolare se la passano peggio di coloro che facevano lo stesso lavoro (anzi, con carichi di lavoro inferiori) venti o trent’anni fa.
Per questo va innanzitutto portata avanti la lotta al precariato. Per questo dobbiamo ottenere dal legislatore una norma che garantisca realmente un “equo compenso” ai lavoratori autonomi. Senza mai dimenticare che chi scrive centinaia di articoli all’anno per lo stesso giornale (ma pagato molto meno del collega che sta in redazione) non è un lavoratore autonomo, ma deve essere assunto come dipendente a norma del contratto di lavoro.
Lotta al precariato, rilancio occupazionale, messa in sicurezza del nostro istituto di previdenza - non c’è previdenza senza lavoro regolare, scordiamoci pensioni dignitose senza lavoro dignitoso... - sono dunque tre facce della stessa questione e della stessa battaglia. Su cui impegnarci anche nel 2021. 
Nel quale avremo sempre bisogno che tutte le colleghi e i colleghi, professionali e collaboratori, contrattualizzati e non, precari e pensionati, si iscrivano al nostro sindacato unitario, unica difesa della professione. Purtroppo molti iscritti all’Ordine, professionisti e pubblicisti, non sono iscritti al sindacato. L’Assostampa Fvg ha da molti anni le quote d’iscrizione immutate, fra l’altro le più basse d’Italia. E qui c’è anche la possibilità di chiedere l’iscrizione gratuita per i colleghi in difficoltà economica. Aiutateci a tutelare i più deboli, a difendere la professione, il lavoro, il contratto, le pensioni, i nostri enti di categoria, il diritto dei cittadini a essere informati e il dovere dei giornalisti di informare. E buon anno a tutte e a tutti...
*presidente Assostampa Friuli Venezia Giulia

lunedì 21 dicembre 2020

PREMIO TENCO 2020 A VASCO, STING E MOLLICA

  Vasco Rossi, Sting e Vincenzo Mollica (operatore culturale) sono i vincitori del PREMIO TENCO 2020, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d'autore mondiale. Le tipologie del premio sono due: per cantautori e per operatori culturali. 

I nomi delle due icone che hanno fatto la storia della musica, annunciati oggi in conferenza stampa, rendono unico il prestigioso cast del “Tenco2020”, lo speciale Tv in onda lunedì 28 dicembre in seconda serata su Rai3, impreziosito dalle esibizioni degli artisti registrate al Teatro Ariston e in alcune location di Sanremo.

 LO SPECIALE TV - Il programma, condotto da Pino Strabioli e Gino Castaldo,vedrà la consegna delle Targhe Tenco e dei Premi Tenco 2020.  Con un filo conduttore che racconta in sottofondo le origini e le radici dello storico Club Tenco e della Rassegna della canzone d’autore (Premio Tenco), quest’anno sospesa come molte manifestazioni per l’emergenza sanitaria, ci saranno immagini inedite di archivio, ma anche esibizioni uniche ed esclusivecome il Premio Tenco ha abituato negli anni. Sarà Morgan, accompagnato dal suo pianoforte, ad aprire lo speciale con la tradizionale sigla della rassegna, il brano Lontanto Lontano di Luigi Tenco che ogni anno viene interpretato da un cantautore.

 

A ricevere il premio quest’anno anche un artista internazionale d’eccezione, Sting, autore di brani entrati nella storia della musica mondiale. Sting, che ha da poco pubblicato September, singolo collaborativo con l’amico e collega Zucchero, uscirà a marzo 2021 con il suo nuovo album “Duets”, ennesima dimostrazione del suo ruolo centrale nella musica internazionale. Per il Tenco si esibirà con Zucchero proprio in un’inedita versione acustica di September. Oltre ai tre vincitori del Premio Tenco 2020 saranno presenti, quindi, tutti i vincitori delle Targhe Tenco 2020.

Al ritorno in TV del Premio Tenco, non poteva mancare Francesco Guccini che quest’anno è stato protagonista delle Targhe Tenco 2020 con Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti…: una raccolta di sue canzoni scelte dallo stesso cantautore, prodotto da Mauro Pagani, che ha vinto il riconoscimento per l’Album a progetto. In rappresentanza di tutti gli artisti che hanno preso parte al lavoro discografico, sul palco salirà Francesco Gabbani che interpreterà Quattro stracci. Brunori Sas che, con Cip! si è aggiudicato la Targa Miglior Album, proporrà dal Teatro Ariston Al di là dell’amore. Quindi Tosca, che quest’anno ha ricevuto due Targhe Tenco: Miglior Canzone con Ho amato tutto scritta da Pietro Cantarelli e Miglior Interprete con Morabeza. Paolo Jannacci che con Canterò ha vinto la Targa Opera Prima e la Nuova Compagnia di Canto Popolare con Napoli 1534. Tra moresche e villanelle, Targa Album in Dialetto. 

 La Targa Album a progetto quest’anno ha ottenuto un ex aequo con Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero prodotto da Mimmo Ferraro di Squilibri Editore. A nome degli artisti che hanno preso parte al progetto si esibiranno Vittorio De Scalzi con Tra poco è giorno e Gigliola Cinquetti con Alessandro D’Alessandroin Periferia.

 Il Premio Tenco operatore culturale Vincenzo Mollica porterà alla memoria alcuni dei momenti più importanti e curiosi delle prime edizioni della Rassegna nel suo stile di racconto che tanto lo ha reso celebre e amato in Italia.

 Per la prima volta, inoltre, è stato istituito il Premio GrupYorum in omaggio all’omonima band turca impegnata sia politicamente che socialmente e perseguitata dal regime di Erdogan, che ne ha proibito qualunque concerto e ha incarcerato alcuni dei suoi membri. Tre di questi sono morti dopo quasi un anno di sciopero della fame. È proprio a loro nome e a quello dei moltissimi cantautori e musicisti perseguitati dalle dittature, che è rivolto il Premio. Il Premio GrupYorum, in collaborazione con Amnesty International, sarà consegnato al cantautore e musicista egiziano rifugiato politico in Finlandia, Ramy Essam.

 

LE MOTIVAZIONI DEI PREMI TENCO 2020

 

VASCO ROSSI

“Non si tratta solo di una vita dove non arrivano gli ordini a insegnarti la strada buona. Di spericolato e continuamente provocatorio c’erano quelle parole semplici capaci di rifondare il linguaggio poetico del rock e quella voce capace di parlare direttamente alla pelle. Per mostrarci, senza tante teorizzazioni, come, attraverso l’emozione momentanea della parola e l’evocazione del suono, sia possibile raccontare le proprie emozionanti vicende quotidiane trasformandole magicamente in esperienze collettive”.

 

STING

“Irrompendo sulla caotica scena della musica punk, se ne è ben presto distaccato imponendo canzoni dall’inconfondibile personalità, basate su costruzioni armoniche raffinate, sonorità limpide e testi accattivanti. Ha saputo conferire alla musica rock i crismi e i fascini della classicità”.  

 

VINCENZO MOLLICA

“Funambolo della notizia, con vista da rapace ha saputo individuare ogni minimo segnale proveniente dal magmatico mondo della canzone d’autore. E ne ha sempre colto, con immediatezza e puntualità da far impallidire ogni cittadino elvetico, il valore artistico e la potenziale importanza mediatica. Multisensoriale dell’arte, ha voluto sempre fondere la magia dell’ascolto alle evocazioni del mondo delle immagini, provenissero dal palcoscenico, dal cinema o dalle arti figurative. Senza di lui, anche il Club Tenco non avrebbe conosciuto ed esplorato la vasta geografia degli incontri artistici che hanno caratterizzato la sua storia”.


martedì 8 dicembre 2020

JOHN LENNON, QUARANT’ANNI FA / da Articolo 21

 di Carlo Muscatello


Quarant’anni senza John Lennon, quarant’anni che l’ex Beatle è stato ucciso. Ma a pensarci bene, in tutto questo tempo, il mondo non si è mai sentito orfano della musica, delle idee, delle speranze che il più geniale dei Fab Four ha saputo esprimere nella sua breve vita.

Perchè se Elvis Presley - distrutto a quarantadue anni, nel ’77, da cibo, farmaci, droghe ed eccessi vari - è stato l’inventore e il re del rock, Lennon e i Beatles (nel 2001 è morto anche George Harrison, dunque oggi sono in vita solo Paul McCartney e Ringo Starr) hanno cambiato musica e costume del Novecento.

Aveva appena quarant’anni, quella sera dell’8 dicembre 1980 quando il destino gli mise davanti la follia omicida di Mark David Chapman. C’era stato un prologo. Poche ore prima dei cinque colpi di pistola, il suo assassino gli strinse la mano e si fece autografare una copia del suo album ”Double Fantasy”, appena uscito. Davanti al Dakota Palace, l’abitazione newyorkese di Lennon affacciata su Central Park, c’era anche un fotografo, tale Paul Goresh, che immortalò la scena in uno scatto rimasto storico: l’assassino e la sua vittima.

Chapman - che in tutti questi anni ha chiesto più volte la libertà provvisoria, ma è ancora in galera - quella sera rimase in attesa per quattro ore. Aveva con sé una copia del “Giovane Holden”. Poco prima delle 23, quando vide John rientrare assieme a Yoko Ono, lo chiamò e gli disse: «Ehi, mister Lennon. Sta per entrare nella storia...».

Quattro dei cinque proiettili calibro 38 colpirono l’artista, uno trapassò l’aorta. Lennon fece qualche passo, prima di cadere. Poi l’inutile corsa al Roosevelt Hospital, dove fu dichiarato morto alle 23.09. Non erano ancora tempi di internet, facebook e twitter e compagnia delirante, ma la notizia fece il giro del mondo in pochissimo tempo, suscitando ovunque autentica commozione. I primi flash d’agenzia, i notiziari radio e tv, i raduni spontanei di giovani e meno giovani nelle strade di mezzo mondo...

C’era forse la consapevolezza, fra milioni di persone, che quella morte segnasse per davvero la fine di un’epoca. L’epoca della musica che portava in sé l’illusione di poter cambiare il mondo, incrociandosi con i movimenti giovanili nati negli anni Sessanta e Settanta. Se Woodstock, nell’agosto del ’69, aveva chiuso la stagione della controcultura giovanile, il sogno della ”nazione alternativa”, di un mondo diverso e migliore grazie anche alla musica, la morte di Lennon (che nel ’70 aveva cantato ”The dream is over”, il sogno è finito, verso riferito in prima battuta solo allo scioglimento dei Beatles...) chiude la saracinesca ai sogni, agli ideali, se vogliamo alle utopie dei due decenni precedenti. E milioni di persone in tutto il mondo lo capirono perfettamente.

Perchè John Lennon non fu soltanto il protagonista - soprattutto assieme al suo alter ego creativo McCartney - di quella straordinaria avventura chiamata Beatles, che in soli otto anni di produzione discografica, dal ’62 di ”Love me do” al ’70 di ”Let it be”, ha cambiato dalle fondamenta la musica, il costume e se vogliamo anche la cultura della seconda metà del cosiddetto secolo breve.

Soprattutto dopo lo scioglimento del gruppo, il suo sincero impegno civile e politico, non solo con i ”bed in” e le manifestazioni per la pace, ne fecero anche un protagonista della vita pubblica. E l’essersene andato così presto lo ha reso ”forever young”, per sempre giovane, quasi immortale. Risparmiandogli i rischi di una sicura decadenza fisica e di un possibile (nel suo caso, forse improbabile...) tramonto creativo.

Senza la follia omicida di Chapman, chissà come sarebbero andate le cose. Di certo, allora, di quei quattro, Lennon era forse il più creativo e geniale, di certo il più carismatico e trasgressivo e politico, in anni in cui il mondo sembrava dovesse cambiare radicalmente di lì a poco. Sappiamo che non è andata così. O meglio: il cambiamento non è andato nella direzione allora sperata.

Ma la grande importanza del poeta di ”Imagine” e dei quattro ragazzi di Liverpool non è mai stata in discussione. Oggi John Lennon verrà ricordato in tutto il mondo. A Londra, nella sua Liverpool, nella sua New York. Dove dal 9 ottobre 1985, giorno del suo quarantacinquesimo compleanno, quel pezzetto di Central Park dinanzi al Dakota Palace - nell’Upper West Side - si chiama ”Strawberry Fields”, proprio come una delle tante, inarrivabili canzoni dei Beatles.

Lì, ogni giorno, c’è qualcuno che si ferma attorno al grande mosaico circolare di pietre grigie e nere che formano per terra la parola “Imagine”. E qualche giovane o vecchio ragazzo con la chitarra strimpella le canzoni dei Beatles - ormai musica classica - con un cappello appoggiato per terra. Oggi quell’area, nonostante la pandemia, sarà piena di fiori e di candele accese. Per ricordare un grande del Novecento. Per ricordare John Lennon.

martedì 17 novembre 2020

PREMIO TENCO 2020 SOLO SU RAITRE

La consegna delle Targhe Tenco e dei Premi Tenco andrà in onda in tv. Alla luce delle nuove disposizioni governative per il contenimento del Covid-19, con le ristrettezze negli spostamenti e con l’impossibilità di ospitare il pubblico in sala, il Club Tenco ha pensato di caratterizzare il Premio Tenco 2020 con l’esclusiva celebrazione dei riconoscimenti che avverrà via etere.  

 

Un modo per arrivare direttamente e in sicurezza nelle case degli spettatori attraverso uno speciale su Rai3 che andrà in onda nei prossimi mesi. 

 

Le registrazioni verranno effettuate il 19, 20 e 21 novembre, giorni inizialmente destinati alla manifestazione dal vivo e la location sarà, come sempre, Sanremo ma oltre al Teatro Ariston ci saranno anche altri luoghi caratteristici della città dei fiori. 

 

Quest’anno, inoltre, è stato istituito il Premio GrupYorum in omaggio alla omonima band turca impegnata politicamente e socialmente e perseguitata dal regime di Erdogan, che gli ha proibito qualunque concerto e ha incarcerato alcuni dei suoi membri. Tre di questi sono morti dopo quasi un anno di sciopero della fame. È a nome loro e a quello di tutti quei cantautori e musicisti, e sono moltissimi nel mondo, che sono perseguitati dalla dittatura, che è rivolto il Premio. 

 

Il nuovo report di Freemuse, organizzazione francese che documenta i casi di censura musicale e artistica nel mondo, ad aprile 2020, conta un'analisi approfondita di 711 atti di violazione della libertà artistica nel 2019 in 93 paesi.  

 

Il Premio GrupYorum sarà consegnato al cantautore e musicista egiziano Ramy Essam con la seguente motivazione.

 

«Grazie anche alla canzone “vattene” rivolta a Mubarak, è stato l’emblema musicale delle manifestazioni del 2011 in piazza Tahrir al Cairo durante le quali è stato anche arrestato e torturato.  È stato oppositore sia del governo islamista Morsi e, dopo il tentativo di costui di impadronirsi dei pieni poteri attraverso una riforma costituzionale, anche di quello del generale golpista al-Sisi. Le continue canzoni contro la censura e le repressioni, lo hanno costretto nel 2014 all’esilio da dove ha continuato a battersi in difesa degli oppositori arrestati, tra cui il regista Shady Habash, morto nelle carceri egiziane due anni dopo l’arresto, mentre era ancora in attesa di processo».

 

Ricordiamo che i vincitori delle Targhe Tenco 2020 sono: Brunori Sas (Cip!) per il Miglior album in assoluto; Paolo Jannacci (Canterò) per la miglior Opera Prima; Tosca si è aggiudicata la Targa Interprete di canzoni con l’album Morabeza e la Targa Miglior Canzone con Ho amato tutto (scritta da Pietro Cantarelli); la Nuova Compagnia di Canto Popolare (Napoli 1534. Tra moresche e villanelle) ha vinto la Targa per il miglior Album in Dialetto. Ex aequo per la Targa Album Collettivo a Progetto andata a Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti… e Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero.

mercoledì 4 novembre 2020

FNSI: SI RIAPRE LA PARTITA DEI CONTRATTI NONOSTANTE L’EMERGENZA SANITARIA / da newsletter Ordine giornalisti fvg


di Carlo Muscatello*

Mentre la pandemia non concede tregua e si abbatte anche sulle nostre redazioni (un abbraccio e un augurio affettuoso ai colleghi di Primorski e Piccolo...), il sindacato dei giornalisti continua fra mille difficoltà il suo lavoro. Nei giorni scorsi la Fnsi ha firmato un nuovo contratto con l’Associazione nazionale delle testate online (Anso) e la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc).  E nelle stesse ore ha ripreso il dialogo con la Fieg, che si era interrotto con l’inizio della pandemia.

Ma andiamo per ordine. L’accordo con Anso e Fisc, che ha validità dal primo novembre 2020, è propedeutico alla sottoscrizione di un contratto collettivo di settore che le parti si sono impegnate a definire entro il 30 giugno 2021. Un accordo che si è reso necessario per non lasciare senza regolamentazione contrattuale le aziende che applicavano il contratto collettivo Uspi-Fnsi, che ha cessato di produrre effetti il 30 maggio scorso.

“Si apre - ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi – una fase di ampia collaborazione con le organizzazioni rappresentative di un settore editoriale che necessita di uno strumento contrattuale adeguato alla dimensione e alle esigenze produttive delle aziende. L'obiettivo è far emergere e favorire l'occupazione giornalistica, riconoscendo diritti e tutele in un quadro di sostenibilità. L'accordo raggiunto è soltanto un primo passo, reso possibile dalla serietà e dal senso di responsabilità di tutti gli interlocutori”.

E siamo al secondo punto. Per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg c’è stato in queste settimane un tentativo di accelerazione da parte degli editori, dovuto probabilmente all’esigenza di supportare la loro richiesta di contributi presentata al governo. Il crollo della carta prosegue, la situazione complessiva del settore è sempre più difficile, gli editori segnalano di avere dei costi che non riescono più a sostenere. Dunque chiedono innanzitutto flessibilità ed elasticità, puntando a una sostenibilità dei costi (nel mirino ci sono anche le domeniche...) che potrebbe passare attraverso un contratto ponte di dodici mesi, finiti i quali si passerebbe alla trattativa vera e propria per il rinnovo.

La lista della spesa che la Fieg ha presentato al governo è lunga. Sgravi di tutti i tipi, soldi per (ulteriori) prepensionamenti, fondi persino per incentivare gli esodi.

Il sindacato dei giornalisti - che di flessibilità ed elasticità ne ha già concesse in passato - punta innanzitutto alla difesa del contratto e chiede impegni per l’occupazione regolare, anche per contribuire a rimettere in sesto i conti disastrati dell’Inpgi, che sta per presentare l’ennesimo disavanzo-monstre.

E poi c’e la partita dell’equo compenso da riaprire: il governo vorrebbe eliminare i co.co.co usati in maniera indiscriminata dagli editori, che pretendono da sempre mani libere nei rapporti con i collaboratori, vero anello debole della catena. E ancora la lista di attesa sempre più lunga per l’ex fissa, il cui debito nel frattempo è salito a 125 milioni. E infine le nuove figure da utilizzare per il digitale richieste dalla controparte datoriale, sulle quali è necessario un confronto serio.

Tutti temi che andranno affrontati con senso di responsabilità al tavolo delle trattative.


*presidente Assostampa Fvg


martedì 3 novembre 2020

SAN GIUSTO D’ORO 2020 AD ANDREA SEGRÈ, TARGA SPECIALE A GIOVANNA BOTTERI

 Il San Giusto d'oro 2020 va ad Andrea Segrè, la targa speciale a Giovanna Botteri. Lo ha deciso l’Assostampa Fvg, articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani, che organizza il premio - nato nel 1967 su iniziativa del Gruppo Giuliano Cronisti e giunto alla 54.a edizione - con la collaborazione del Comune di Trieste e il sostegno della Fondazione CrTrieste.

"Con il premio ad Andrea Segrè - spiega Carlo Muscatello, presidente dell'Assostampa Fvg - vogliamo riconoscere e sottolineare l’intuizione e l’importante lavoro svolto in questi anni dal docente e ricercatore triestino, che partendo dal suo lavoro all’Università di Bologna ha contribuito a fare della lotta agli sprechi alimentari e della difesa dell’ambiente un tema di rilievo internazionale. È partito da un dato di fatto: a fronte di oltre 800 milioni di persone che nel mondo soffrono ancora la fame, quasi un terzo del cibo viene sprecato senza nemmeno arrivare in tavola. Uno spreco eticamente non accettabile che è anche un problema ambientale, essendo fra i responsabili del surriscaldamento globale. L’intuizione di Segrè, figlia degli insegnamenti ricevuti in famiglia dalla nonna lussignana e in sintonia con il magistero di Papa Francesco, assume ulteriore valore in questi tempi drammatici di pandemia, che con l’emergenza sanitaria sta portando con sé anche quella economica e sociale”.

“Con la targa speciale a Giovanna Botteri - aggiunge il presidente di Assostampa Fvg - premiamo il lavoro di una collega giornalista nata a Trieste, che qui ha mosso i primi passi di una carriera che l’ha portata a essere testimone dei grandi avvenimenti internazionali degli ultimi decenni. Le guerre nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, gli anni della presidenza Obama e di quella Trump, e poi l’arrivo in Cina proprio all’esplodere della pandemia che ha cambiato il mondo, raccontando agli italiani con due mesi di anticipo quello che poi sarebbe purtroppo accaduto anche nel nostro Paese. Giornalista dell’anno e volto tv popolare in questo drammatico 2020, Botteri ha sempre raccontato i fatti con sensibilità, senza indulgere a facili protagonismi, ponendosi dalla prospettiva della gente comune. E non dimenticando mai quel tocco di femminile triestinità di chi ha girato il mondo ma non ha dimenticato la propria città e le proprie origini”.

“L’edizione 2020 del San Giusto d’oro - conclude Muscatello - è doverosamente dedicata a tutti i nostri operatori sanitari, impegnati in questi drammatici mesi nella lotta alla pandemia, per la salute e la vita delle persone”.

La cerimonia di consegna del premio e della targa si terrà nella prima metà di dicembre nell’aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, stante l’inagibilità della tradizionale sede del Municipio triestino.