venerdì 19 febbraio 2021

TRIESTE, MIELA MUSIC CONTEST

 MIELA MUSIC CONTEST

 

Contest on-line dedicato a brani e canzoni originali, iscrizioni entro:

mercoledì 10 marzo 2021 - ore 23:59

 

La musica nonostante la pandemia. È questo l’intento del Teatro Miela/Bonawentura, che in questi tempi difficili e sfortunati - soprattutto per il mondo dello spettacolo e della cultura - vuole offrire alle band della Regione Friuli Venezia Giulia la possibilità di diffondere e far conoscere la loro musica e le loro canzoni. Da qui l’idea di questo contest musicale on-line per composizioni originali, che vuole sbloccare l’immobilità in cui è costretto tutto il mondo dello spettacolo, un “segnale di vita” come direbbe Battiato. Le band selezionate avranno ciascuna a disposizione il palco del Teatro Miela e il suo comparto tecnico per un’intera giornata, nella quale potranno approntare l’esibizione finale (durata massima 30 minuti) che verrà filmata e successivamente trasmessa on-line attraverso i canali social del Teatro Miela (YouTube, Facebook, Instagram). L’obbiettivo è offrire l’occasione di partecipare, in totale sicurezza, a un evento speciale, in un contesto attuale molto particolare, a gruppi musicali della Regione Friuli Venezia Giulia, di diversa provenienza artistica, musicale e culturale. 

Al contest potranno partecipare band musicali (max 6 componenti, senza limiti di genere musicale o nazionalità) residenti in Friuli Venezia Giulia, i cui componenti non superino i 35 anni di età (da intendersi come età media massima), che presentino brani originali, sia strumentali che in forma di canzone. Le esibizioni dovranno essere unplugged. Il contest si svolgerà in due fasi distinte, una preselezione selezionata dal comitato artistico di Bonawentura sc, che valuterà il materiale pervenuto, entro il 18 marzo 2021. Dal 19 marzo al 31 marzo 2021 si terranno le esibizioni. Ai concorrenti verrà messo a disposizione il palcoscenico del Teatro Miela compreso di service audio/luci, fonica e riprese audio/video. Mentre il backline verrà messo gentilmente a disposizione da Musicali Rossoni s.r.l. di Trieste. 

A fine festival, la giuria, coordinata dal giornalista e critico musicale Carlo Muscatello, con I colleghi Elisa Russo e Furio Baldassi, proclamerà la band vincitrice. Per partecipare al contest è necessario inviare la domanda  correlata di documentazione entro le ore 23:59 del 10 marzo 2021 a teatro@miela.it

La partecipazione al contest è gratuita. Per scaricare il bando e i suoi allegati consultare il sito www.miela.it

 

 

giovedì 11 febbraio 2021

CARO DRAGHI, TI SCRIVIAMO... firmato ARTICOLO 21

 Caro Draghi, ti scriviamo

Diciannove anni fa, proprio a febbraio, nasceva l’Associazione “Articolo21”. L’impegno prevalente in tutti questi anni della nostra iniziativa è stato dedicato alla lotta per tutelare ed espandere il diritto all’informazione. Contro attacchi e minacce, ricatti e censure. Contro visioni faziose o antiquate. Non corrispondenti allo spirito della Costituzione italiana, al cui rispetto giustamente il Presidente Mattarella ci richiama.

Non intendiamo fare una lunga lista di temi da sottoporre all’attenzione nel mentre è in corso il varo del nuovo governo della Repubblica. 

Ci preme, piuttosto, sottolineare quelle che ci sembrano priorità non più eludibili.

Innanzitutto, un adeguato intervento normativo volto a mettere fine al ricorso sgradevolissimo alle querele temerarie. Simile pratica ha, ovviamente, il chiaro intendo di intimidire il sacrosanto lavoro di croniste e cronisti spesso alle prese con vicende non commendevoli, se non con vere e proprie reti di criminalità organizzata. Ricordiamo che vige ancora la pena del carcere per i giornalisti. Si tratta di una forma bella e buona di censura, quest’ultima da non intendere solo secondo i più classici diktat o richiami all’ordine. Com’è evidente, siamo di fonte ad una questione delicatissima dell’assetto democratico, in Italia e in tante parti del mondo. Del resto, il nostro Paese naviga in fondo alle diverse classifiche specifiche, tanto sotto il profilo delle tecnologie (lo stato delle connessioni con la banda larga e ultralarga) quanto sul piano delle libertà.

Inoltre, e a ulteriore accentuazione dei problemi, l’occupazione nel settore è via via scemata. I contratti a tempo indeterminato sono sempre più rari, mentre prevalgono precariato e persino nuove forme di schiavismo. L’Istituto di previdenza versa in condizioni drammatiche.

Ancora. Il Fondo per il pluralismo e l’editoria, rimodellato dalla legge 196 del 2016, ha bisogno di essere rilanciato in relazione alla transizione verso la definitiva supremazia degli algoritmi. Questi ultimi, per essere un’effettiva opportunità, devonoessere trasparenti e negoziabili; nonché reggersi su redazioni e luoghi produttivi in grado di trasformarsi senza lasciare morti e feriti lasciati per strada. Si cessi, dunque,con un approccio fatto di tagli dei contributi rivolti alle testate non profit, locali o di opinione. Se non si interviene già ora, nel provvedimento cosiddetto “milleproroghe”, numerose testate rischiano la chiusura.

In merito alle risorse, è utile chiarire -poi- la tipologia degli investimenti previsti dal “Recovery Plan”, che pure vede ricorrere con insistenza la parola “digitale”.

Per un passaggio felice alla nuova era è indispensabile rivedere il Testo Unico sullaRadiodiffusione del 2005, squilibrato ed analogico.

Servono culture legislative aggiornate, in grado di incidere sulle concentrazioni antiche e sui prepotenti oligarchi della rete. In tale contesto si colloca la ormai indifferibile riforma della Rai, da svincolare quest’ultima da forme inique di controllo: partitiche o lobbistiche o salottiere che siano.

Infine, si appalesa il nodo enorme dei dati e dei profili personali, appannaggio improprio degli Over The Top e sottratti alla sovranità delle persone. Così, una regolamentazione è urgente contro le derive rischiose dei social.

Insomma, l’informazione -qualsiasi ne sia la natura societaria- è un bene pubblico. 

 

ASSOCIAZIONE ARTICOLO21

mercoledì 10 febbraio 2021

REFERENDUM TOP 2020, VINCONO BERSANI E TUTTI FENOMENI

 È “Cinema Samuele” di Samuele Bersani il più bel disco italiano dello scorso anno per gli oltre cento giornalisti e critici musicali che hanno votato per il “Top 2020”, il referendum sui migliori album promosso dal “Forum del giornalismo musicale” (che si svolge da cinque anni nell’ambito del Mei – Meeting etichette indipendenti di Faenza). 

A prevalere nella sezione riservata ai dischi d’esordio è stato invece Tutti fenomeni con “Merce funebre”.

L’iniziativa, a cura di Enrico Deregibus, è stata realizzata in collaborazione con l’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) e sotto l’egida del Mei. Fra i dischi assoluti, dopo Bersani si è classificato Diodato con “Che vita meravigliosa”. Poi, a seguire, Lucio Corsi con “Cosa faremo da grandi”, Brunori Sas con “Cip!” e Paolo Benvegnù con “Dell'odio dell'innocenza”. Negli album d’esordio dopo Tutti fenomeni troviamo Emma Nolde con “Toccaterra”. Al terzo posto Speranza con “L'ultimo a morire”, al quarto Buva con “Quarantena” e, a pari merito al quinto, Ariete con “Spazio” e Elasi con “Campi Elasi.

Nella categoria disco assoluto, per il 2017 c’era stato un pari merito fra Brunori Sas con “A casa tutto bene” e Caparezza con “Prisoner 709”, per il 2018 aveva vinto Riccardo Sinigallia con “Ciao cuore”, per il 2019 Vinicio Capossela con “Ballate per uomini e bestie”.

La categoria per il disco d’esordio è stata introdotta per il 2018, quando aveva vinto Giuseppe Anastasi con “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”, mentre per il 2019 si è affermato Fulminacci con “La vita veramente”.

Quest’anno il Forum ha voluto di nuovo andare alla ricerca delle migliori produzioni italiane dell’anno da poco trascorso, coinvolgendo giornalisti di ogni provenienza ed età, da quelli delle grandi testate cartacee alle webzine, dalle tv alle radio. Un così ampio e rappresentativo ventaglio di votanti ha permesso di avere un quadro attendibile delle preferenze del giornalismo e della critica musicale italiana più attenta sulla musica del nostro Paese.

Hanno votato per il referendum: Gio Alajmo (Spettacolo.it), Fabio Alcini (musictraks.com), Diego Alligatore (Smemoranda.it), Elisa Alloro (24emilia.com), Francesca Amodio (oaplus), Gabriele Antonucci (Panorama), Eugenio Arcidiacono (Famiglia Cristiana), Daniele Auricchio (Rai Italia), Giuditta Avellina (GQ), Roberta Balzotti (Tgr Rai), Giuseppe Barone (Controradio), Alberto Bazzurro (Musica Jazz), Antonio Belmonte (lascena.it), Guido Biondi (Fatto quotidiano), Diego Bocciardi (Mese), Giancarlo Bolther (Rock Impressions), Francesco Bommartini (L’Arena), Giorgio Bonomi (Goldsoundz.it), Valentina Brunelli (L’Isola che non c’era), Lia Buttari (musicorner.altervista.org), Chiara Callegari (Ciao Radio), Angela Calvini (Avvenire), Eulalia Cambria (RadUni Musica), Marco Camozzi (Circuito Marconi), Pier Andrea Canei (Internazionale), Simona Cantelmi (Vivi Bologna), Andrea Carpi (fingerpicking.net), Francesca Casale (Anni), Gianpaolo Castaldo (Radio Elettrica), Giuseppe Catani (Rockit.it), Matteo Cimatti (Radio Flyweb), Angiola Codacci Pisanelli (L’Espresso), Luca D’Ambrosio (Musicletter.it), Flaviano De Luca (Manifesto), Katia Del Savio (Indianamusicmag), Giuliano Delli Paoli (Corriere Del Mezzogiorno), Federico Durante (Billboard), Salvatore Esposito (Blogfoolk.it), Gabriele Fazio (Agi), Marco Fioravanti (Milanoreporter), Adriano Gasperetti (Agenzia Dire), Annamaria Ghedina (Lo Strillo), Paolo Gresta (theparallelvision.com), Carmen Guadalaxara (Il Tempo), Ambrosia J.S Imbornone (Rockerilla), Claudio Lancia (Ondarock.it), Luciano Lattanzi (mediaesipario.it), Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techetè), Michele Manzotti (La Nazione), Claudia Marchetti (Itacanotizie), Lucia Marchiò (Repubblica), Renato Marengo (Classic Rock), Marco Messineo (grandipalledifuoco.com), Francesca Milano (Sole 24 ore), Stefano Milioni (Globalist), Giorgio Moltisanti (Rolling Stone), Giommaria Monti (Carta bianca Rai3), Carlo Muscatello (Articolo 21), Chiara Orsetti (musictraks.com), Luca Paisiello (rockshock.it), Alessandra Paparelli (tuttorock.com), Nello Pappalardo (tecnicadellascuola.it), Piergiorgio Pardo (Billboard), Roberto Pavanello (La Stampa), Diego Perugini (mannaggiallamusica.it), Laura Pescatori ( Rebel Girl Radio Onda d'Urto), Ornella Petrucci (opsblognews.it), Andrea Picciafuoco (rockandmore.net), Alex Pierro (JamTv), Timisoara Pinto (Rai Gr), Giovanni Pirri (Allinfo.it), Dario Pizzetti (Radio Città Aperta), Andrea Podestà (L’Isola che non c’era), Stefano Pozzovivo (Radio Subasio), Paolo Prato (Portale della canzone italiana), Stefano Bizarre Quario (Blowup), Antonio Ranalli (musicalnews.com), Elena Raugei (sentireascoltare), Pasquale Rinaldis (Fatto quotidiano), Alessia Roversi (La Provincia di Como), Patrizio Ruviglioni (Rolling Stone), Riccardo Santangelo (Ginger Magazine), Annalisa Scarsellini (Intimità), Enrico Schleifer ((RadUni Musica), Alessandro Sgritta (Radio Città Aperta), Francesco Spadafora (Radio Salentina), Ivana Stjepanovic (The Front Row), Marcella Sullo (Rai Gr), Egle Taccia (nonsensemag.it), Paolo Talanca (Fatto quotidiano), Fiorella Tarantino (Indygesto), Gianluca Taverniti (rockandmore.net), Andrea Trevaini (Buscadero), Andrea Umbrello (ultimavoce.it), Barbara Urizzi (Radio Capodistria), Gianluca Valentini (Inchiesta Edizioni Dedalo), Gianluca Verga (Radio Svizzera Italiana), Enrico Veronese (Chioggia Azzurra), Rossella Vetrano (Radio Leila), John Vignola (Radio Rai1), Vito Vita (Vinile), Marcello Zinno (rockgarage.it), Giorgio Zito (Radio Gold), Donato Zoppo (Radio Città Benevento). 

IL FORUM 

Il Forum del giornalismo musicale è stato ideato da Giordano Sangiorgi ed è diretto da Enrico Deregibus. Ha visto sino ad ora cinque edizioni a Faenza ed una speciale a Roma, ospitando numerose iniziative: tavoli di lavoro, assemblee, lezioni, corsi di aggiornamento, incontri con figure professionali. Sono stati coinvolti sino ad oggi oltre 250 giornalisti, da quelli delle grandi testate a quelli delle webzine, sino alle radio e tv. Una occasione unica per affrontare da molti punti di vista i temi centrali del giornalismo musicale di oggi: il rischio di estinzione, il nuovo ruolo, la carenza di spazi, l'interazione fra media diversi e molto altro. La prossima edizione è in programma il 2 e 3 ottobre a Faenza.

L’AGIMP

L’Agimp (Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) nasce da un'idea lanciata durante il Forum del Giornalismo Musicale. Attualmente è rappresentata da un direttivo (formato da Fabio Alcini, Simona Cantelmi, Luciano Lattanzi, Michele Manzotti, Alex Pierro), eletto durante il Forum 2018, che sta preparando un regolamento attuativo dello statuto già approvato, consolidando così le basi dell’associazione. In questo momento la mailing list dell’Agimp raccoglie più di cento indirizzi che riceveranno notizie più dettagliate nei prossimi mesi. L’associazione ha eletto la sua sede a Faenza, con il Mei a curarne la segreteria tecnico-organizzativa. Informazioni e statuto possono essere richiesti all'indirizzo mail associazioneagimp@gmail.com, che serve anche per le richieste d'adesione.

IL MEI – MEETING ETICHETTE INDIPENDENTI

Il MEI nasce a Faenza nel 1995 ed è la più importante manifestazione dedicata alla scena musicale indipendente ed emergente italiana. Un milione di presenze complessive, 10 mila tra artisti e band, 5 mila stand, 1000 convegni, migliaia di iniziative collaterali. Dopo il successo della 25a edizione, il Mei si conferma una delle più grande piattaforme di scouting italiane, come dimostrato dal fatto che quasi metà degli artisti del Festival di Sanremo 2020 hanno mosso i primi passi e ricevuto i primi riconoscimenti proprio al MEI. La 26a edizione è prevista dal 1° al 3 ottobre. 


domenica 31 gennaio 2021

SANREMO, UN MONDO A PARTE (da Fegiz Files, corriere.it)

 Il virus miete vittime, ha cambiato le nostre vite e ridotto le libertà, fa rinviare Olimpiadi e festival. Sanremo pretende ancora di essere un mondo a parte. Una bolla impermeabile a quel che accade al di fuori dell’Ariston, degli hotel e dei ristoranti del centro di una cittadina la cui vita ruota attorno alla settimana del Festival. Fuori dal triangolo delle Bermude festivaliero potrebbe accadere qualsiasi cosa: nessuno farebbe una piega. Più importante l’ultimo gossip sui cantanti, che con una comparsata di pochi minuti raggiungono in una botta sola milioni di telespettatori. La Rai difende strenuamente la sua gallina dalle uova d’oro. Buon gusto e gerarchia valoriale - per non parlare dei morti - imporrebbero un passo indietro.

venerdì 29 gennaio 2021

28 GENNAIO 1994, LA TRAGEDIA DI MOSTAR (su Piccolo e siti Fnsi, ART21 e Assostampa fvg)

 di Carlo Muscatello*

 

Dicono sempre che in certi casi il tempo, con il suo scorrere inarrestabile, è l’unica medicina. Ma per le famiglie dei colleghi caduti a Mostar il 28 gennaio 1994 probabilmente non c’è medicina, il ricordo fa ancora terribilmente male.
Un dolore che dopo ventisette anni non si placa innanzitutto per le mogli, le figlie e i figli che ormai sono donne e uomini cresciuti nel ricordo di Marco Luchetta, Alessandro “Saša” Ota e Dario D’Angelo, inviati della Rai del Friuli Venezia Giulia in Bosnia per un servizio sui bambini della ex Jugoslavia.
Un dolore ancora presente anche per gli amici, i colleghi, la Rai, la città di Trieste, il sindacato dei giornalisti.
Per questo motivo l’Assostampa Fvg, assieme alla Fnsi, all’Usigrai, all’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, onora anche oggi il ricordo dei colleghi caduti a Mostar quel giorno di gennaio.
Poche settimane dopo, a Mogadiscio, il 20 marzo 1994, venivano assassinati anche la giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e l’operatore triestino Miran Hrovatin. Sembrava un incubo, una maledizione da cui si doveva tentare di uscire reagendo, facendo qualcosa, piantando un seme di pace, creando un’iniziativa di speranza per guardare al domani.
E proprio all’indomani di quei drammatici fatti si è costituita a Trieste la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, che accoglie e sostiene i bambini affetti da malattie non curabili nei loro Paesi d’origine. Da allora la Fondazione ha ospitato tantissimi bambini e i loro familiari provenienti dall’Africa, dall’Asia, dal Sud America, dall’Europa orientale e dalla penisola balcanica. Paesi nei quali era impossibile garantire le cure adeguate per quei bimbi, che a Trieste hanno trovato assistenza e cure.
Pace, solidarietà, speranza. Valori universali da riaffermare con forza anche in questi tempi tenuti in ostaggio dal virus che ci è dato vivere.

* presidente Assostampa Fvg


mercoledì 13 gennaio 2021

Precariato, posti di lavoro, Inpgi: tre facce della stessa battaglia


di Carlo Muscatello*

La vulgata vuole che, una volta toccato il fondo, non si possa che risalire. Sempre che non avesse invece ragione il compianto Freak Antoni, quello degli Skiantos, quando ammoniva: guardate che si può anche cominciare a dover scavare...
Alternativa solo all’apparenza tragicomica, che ci preoccupa all’inizio di quest’anno nuovo, che giunge dopo un 2020 drammatico per tutti, ma che per giornali e giornalisti ha aggiunto difficoltà a difficoltà.
La situazione era grave prima della pandemia, ora è gravissima. Posti di lavoro sempre in calo, come le copie vendute e la pubblicità. Digitale che ancora non garantisce le entrate dei tempi d’oro della carta. Inpgi che balla sull’orlo del vulcano. Potremmo continuare. Ci limitiamo ad aggiungere che manca - agli editori, alla politica - un’idea di futuro per quello che è un settore strategico di ogni democrazia.
“La sfida per il 2021 - dice Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti di cui l’Assostampa Fvg è articolazione territoriale - deve essere innanzitutto quella del lavoro. Non solo salvaguardare i livelli occupazionali, ma anche avere l'ambizione di creare nuovi posti di lavoro, nel senso di dare dignità a quel lavoro che oggi c'è e non viene riconosciuto”.
Sì, perché il paradosso è che non c’è mai stata tanta informazione come nel tempo dominato dal virus che ci troviamo a vivere. Eppure il comparto è in crisi nerissima, le aziende editoriali boccheggiano, molti giornalisti non hanno trattamenti dignitosi. E anche quelli di loro che possono contare su un contratto regolare se la passano peggio di coloro che facevano lo stesso lavoro (anzi, con carichi di lavoro inferiori) venti o trent’anni fa.
Per questo va innanzitutto portata avanti la lotta al precariato. Per questo dobbiamo ottenere dal legislatore una norma che garantisca realmente un “equo compenso” ai lavoratori autonomi. Senza mai dimenticare che chi scrive centinaia di articoli all’anno per lo stesso giornale (ma pagato molto meno del collega che sta in redazione) non è un lavoratore autonomo, ma deve essere assunto come dipendente a norma del contratto di lavoro.
Lotta al precariato, rilancio occupazionale, messa in sicurezza del nostro istituto di previdenza - non c’è previdenza senza lavoro regolare, scordiamoci pensioni dignitose senza lavoro dignitoso... - sono dunque tre facce della stessa questione e della stessa battaglia. Su cui impegnarci anche nel 2021. 
Nel quale avremo sempre bisogno che tutte le colleghi e i colleghi, professionali e collaboratori, contrattualizzati e non, precari e pensionati, si iscrivano al nostro sindacato unitario, unica difesa della professione. Purtroppo molti iscritti all’Ordine, professionisti e pubblicisti, non sono iscritti al sindacato. L’Assostampa Fvg ha da molti anni le quote d’iscrizione immutate, fra l’altro le più basse d’Italia. E qui c’è anche la possibilità di chiedere l’iscrizione gratuita per i colleghi in difficoltà economica. Aiutateci a tutelare i più deboli, a difendere la professione, il lavoro, il contratto, le pensioni, i nostri enti di categoria, il diritto dei cittadini a essere informati e il dovere dei giornalisti di informare. E buon anno a tutte e a tutti...
*presidente Assostampa Friuli Venezia Giulia

lunedì 21 dicembre 2020

PREMIO TENCO 2020 A VASCO, STING E MOLLICA

  Vasco Rossi, Sting e Vincenzo Mollica (operatore culturale) sono i vincitori del PREMIO TENCO 2020, il riconoscimento assegnato dal 1974 alla carriera degli artisti che hanno apportato un contributo significativo alla canzone d'autore mondiale. Le tipologie del premio sono due: per cantautori e per operatori culturali. 

I nomi delle due icone che hanno fatto la storia della musica, annunciati oggi in conferenza stampa, rendono unico il prestigioso cast del “Tenco2020”, lo speciale Tv in onda lunedì 28 dicembre in seconda serata su Rai3, impreziosito dalle esibizioni degli artisti registrate al Teatro Ariston e in alcune location di Sanremo.

 LO SPECIALE TV - Il programma, condotto da Pino Strabioli e Gino Castaldo,vedrà la consegna delle Targhe Tenco e dei Premi Tenco 2020.  Con un filo conduttore che racconta in sottofondo le origini e le radici dello storico Club Tenco e della Rassegna della canzone d’autore (Premio Tenco), quest’anno sospesa come molte manifestazioni per l’emergenza sanitaria, ci saranno immagini inedite di archivio, ma anche esibizioni uniche ed esclusivecome il Premio Tenco ha abituato negli anni. Sarà Morgan, accompagnato dal suo pianoforte, ad aprire lo speciale con la tradizionale sigla della rassegna, il brano Lontanto Lontano di Luigi Tenco che ogni anno viene interpretato da un cantautore.

 

A ricevere il premio quest’anno anche un artista internazionale d’eccezione, Sting, autore di brani entrati nella storia della musica mondiale. Sting, che ha da poco pubblicato September, singolo collaborativo con l’amico e collega Zucchero, uscirà a marzo 2021 con il suo nuovo album “Duets”, ennesima dimostrazione del suo ruolo centrale nella musica internazionale. Per il Tenco si esibirà con Zucchero proprio in un’inedita versione acustica di September. Oltre ai tre vincitori del Premio Tenco 2020 saranno presenti, quindi, tutti i vincitori delle Targhe Tenco 2020.

Al ritorno in TV del Premio Tenco, non poteva mancare Francesco Guccini che quest’anno è stato protagonista delle Targhe Tenco 2020 con Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti…: una raccolta di sue canzoni scelte dallo stesso cantautore, prodotto da Mauro Pagani, che ha vinto il riconoscimento per l’Album a progetto. In rappresentanza di tutti gli artisti che hanno preso parte al lavoro discografico, sul palco salirà Francesco Gabbani che interpreterà Quattro stracci. Brunori Sas che, con Cip! si è aggiudicato la Targa Miglior Album, proporrà dal Teatro Ariston Al di là dell’amore. Quindi Tosca, che quest’anno ha ricevuto due Targhe Tenco: Miglior Canzone con Ho amato tutto scritta da Pietro Cantarelli e Miglior Interprete con Morabeza. Paolo Jannacci che con Canterò ha vinto la Targa Opera Prima e la Nuova Compagnia di Canto Popolare con Napoli 1534. Tra moresche e villanelle, Targa Album in Dialetto. 

 La Targa Album a progetto quest’anno ha ottenuto un ex aequo con Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero prodotto da Mimmo Ferraro di Squilibri Editore. A nome degli artisti che hanno preso parte al progetto si esibiranno Vittorio De Scalzi con Tra poco è giorno e Gigliola Cinquetti con Alessandro D’Alessandroin Periferia.

 Il Premio Tenco operatore culturale Vincenzo Mollica porterà alla memoria alcuni dei momenti più importanti e curiosi delle prime edizioni della Rassegna nel suo stile di racconto che tanto lo ha reso celebre e amato in Italia.

 Per la prima volta, inoltre, è stato istituito il Premio GrupYorum in omaggio all’omonima band turca impegnata sia politicamente che socialmente e perseguitata dal regime di Erdogan, che ne ha proibito qualunque concerto e ha incarcerato alcuni dei suoi membri. Tre di questi sono morti dopo quasi un anno di sciopero della fame. È proprio a loro nome e a quello dei moltissimi cantautori e musicisti perseguitati dalle dittature, che è rivolto il Premio. Il Premio GrupYorum, in collaborazione con Amnesty International, sarà consegnato al cantautore e musicista egiziano rifugiato politico in Finlandia, Ramy Essam.

 

LE MOTIVAZIONI DEI PREMI TENCO 2020

 

VASCO ROSSI

“Non si tratta solo di una vita dove non arrivano gli ordini a insegnarti la strada buona. Di spericolato e continuamente provocatorio c’erano quelle parole semplici capaci di rifondare il linguaggio poetico del rock e quella voce capace di parlare direttamente alla pelle. Per mostrarci, senza tante teorizzazioni, come, attraverso l’emozione momentanea della parola e l’evocazione del suono, sia possibile raccontare le proprie emozionanti vicende quotidiane trasformandole magicamente in esperienze collettive”.

 

STING

“Irrompendo sulla caotica scena della musica punk, se ne è ben presto distaccato imponendo canzoni dall’inconfondibile personalità, basate su costruzioni armoniche raffinate, sonorità limpide e testi accattivanti. Ha saputo conferire alla musica rock i crismi e i fascini della classicità”.  

 

VINCENZO MOLLICA

“Funambolo della notizia, con vista da rapace ha saputo individuare ogni minimo segnale proveniente dal magmatico mondo della canzone d’autore. E ne ha sempre colto, con immediatezza e puntualità da far impallidire ogni cittadino elvetico, il valore artistico e la potenziale importanza mediatica. Multisensoriale dell’arte, ha voluto sempre fondere la magia dell’ascolto alle evocazioni del mondo delle immagini, provenissero dal palcoscenico, dal cinema o dalle arti figurative. Senza di lui, anche il Club Tenco non avrebbe conosciuto ed esplorato la vasta geografia degli incontri artistici che hanno caratterizzato la sua storia”.