sabato 7 maggio 2022

FESTIVAL LINK A TRIESTE, PREMIO UNICEF ALLA FNSI

 Seconda giornata a Trieste, in piazza Unità, del Festival Link. Alle 18 il presidente Fnsi Giuseppe Giulietti riceverà il premio "I Nostri Angeli", assegnato da Unicef Italia al sindacato dei giornalisti, a nome dei giornalisti impegnati a raccontare la guerra in Ucraina. Giunto alla sesta edizione, il premio esprime la vocazione di Link Festival, da sempre in prima linea sulle grandi questioni del nostro tempo: lo scambio di idee e informazioni permette di superare l'indifferenza per le emergenze di un mondo sempre più interconnesso.


«Raccontare l'infanzia non è mai facile, richiede attenzione, accortezza, il senso giusto della misura. Di fronte alle tragedie che colpiscono i bambini è sempre difficile rimanere imparziali e fare informazione in modo corretto. Penso in particolare agli oltre 7 milioni di bambini e bambine dell'Ucraina colpiti da un conflitto che non hanno voluto», dichiara Carmela Pace, presidente di Unicef Italia. 

«È per questo – aggiunge – che con grande orgoglio destiniamo il premio "I nostri Angeli" alla Federazione nazionale della Stampa italiana, in nome dei giornalisti e delle giornaliste che si sono impegnati a raccontare il terribile conflitto che si sta consumando in Ucraina e per aver dato voce alle storie e alle condizioni dei bambini e delle famiglie in fuga e che sono rimasti nel Paese». 

Sarà il vice presidente dell'Unicef Alberto Baban a consegnare il premio al presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti in occasione di Link Festival del Giornalismo, oggi venerdì 6 maggio a Trieste alle 18. Seguirà una conversazione sul tema delle emergenze globali con focus sull'emergenza Ucraina, condotta dalla giornalista Liliana Faccioli Pintozzi, caporedattrice esteri Sky TG24, cui parteciperà anche il portavoce dell'Unicef Italia, Andrea Iacomini. 

«A Trieste – commenta il presidente Giulietti – sarò solo il tramite per ritirare il premio Unicef "I nostri Angeli" a nome delle croniste e dei cronisti che ogni giorno rischiano la vita per raccontare il conflitto in Ucraina, molti di questi precari. A tutti loro va questo riconoscimento per un impegno coraggiosamente portato avanti, anche dai contesti più critici, per garantire il diritto all'informazione».

Il riconoscimento, riservato a chi si è distinto per la grande attenzione rivolta alle questioni internazionali e umanitarie che vedono protagoniste le nuove generazioni, è andato negli anni scorsi al direttore di Avvenire Marco Tarquinio, ad Enrico Mentana, all'agenzia Ansa, a Rai Radio1, a Famiglia Cristiana.

lunedì 2 maggio 2022

INPGI/INPS: PENSIONI IN SALVO, BILANCI A RISCHIO

 


L’orrore della guerra, la pandemia tutt’altro che archiviata, i giornalisti che continuano a fare il proprio puntuale lavoro di racconto e testimonianza. Ma oggi ci sembra ugualmente giusto e necessario parlare di noi, dell’Assostampa Fvg, il sindacato regionale dei giornalisti, che è articolazione territoriale di quella Fnsi che venerdì 6 maggio, a Trieste, durante il festival Link, riceverà nelle mani del suo presidente Beppe Giulietti il premio dell’Unicef come rappresentante “delle giornaliste  e dei giornalisti impegnati a raccontare il terribile conflitto in Ucraina e per aver dato voce alle storie e alle condizioni dei bambini e delle famiglie in fuga o che sono rimasti nel Paese”.

Ma dicevamo di noi, dell’Assostampa Fvg. Sapevamo che la fine dell’Inpgi 1 avrebbe avuto una doppia conseguenza. Da un lato, con il passaggio all’Inps, la messa in sicurezza delle nostre pensioni. E di questo siamo ovviamente tutti sollevati. Dall‘altro, le conseguenze negative sulle nostre associazioni regionali di stampa, che fino al 30 giugno hanno fornito dei servizi all’Inpgi e per questo lavoro hanno ricevuto un adeguato rimborso. Dal primo luglio prossimo, rimarranno i servizi - e i rimborsi, ovviamente ridotti - solo per l’Inpgi 2. E i conti cambiano.

A giugno, nella nostra assemblea annuale, presenteremo come ogni anno i nostri bilanci: quello consuntivo 2021 ancora ottimo, per l’ennesimo anno, e quello preventivo 2022, che rimane leggermente positivo, ma già segnala l’inizio di un’inversione di tendenza.

I due bilanci, che nell’assemblea verranno sottoposti al voto degli iscritti, fotografano con precisione un punto di svolta dei conti dell’Assostampa Fvg, da molti anni decisamente positivi. Come si diceva, fino al 30 giugno 2022 il sindacato regionale garantisce all’Inpgi dei servizi (impiegata “dedicata”, stanza, computer, telefono…) per i quali ha sempre ricevuto un adeguato rimborso. Dal primo luglio 2022 sopravvive soltanto l’Inpgi 2, dunque diminuiranno fortemente i rimborsi.

Questa situazione la troviamo già nei bilanci che presentiamo: eccellente risultato positivo, come da tanti anni a questa parte, nel consuntivo 2021, inversione di tendenza nel preventivo 2022, che pure rimane leggermente positivo, grazie ai primi sei mesi dell’anno a rimborso Inpgi “pieno”. Da segnalare che dal primo gennaio 2023, quando avremo solo i rimborsi per i servizi garantiti all’Inpgi 2, la situazione sarà ancor più difficile.

Per fortuna la gestione sobria e oculata di tutti questi anni ci garantisce una buona riserva economica grazie alla quale guardare con tranquillità all’immediato futuro. Ma dev’essere chiaro ai colleghi che il 30 giugno 2022 finisce un’era anche per il sindacato regionale, che d’ora in poi potrà contare maggiormente sulle quote degli iscritti e dovrà operare maggiori risparmi. Sempre garantendo i servizi ai colleghi, l’attenzione e l’aiuto per le fasce deboli, e - non ultimo - il lavoro delle nostre impiegate.

In questi anni abbiamo permesso - unica Assostampa in Italia - l’iscrizione gratuita ai colleghi in difficoltà economiche, abbiamo garantito aiuti agli iscritti in situazione di bisogno: il Fondo Cigana per le vertenze di lavoro, il rimborso delle quote Inpgi 2, un fondo per le spese legali dei colleghi aggrediti nello svolgimento del proprio lavoro e - da ultimo, in via sperimentale per l’anno in corso - uno per sostenere l’acquisto di strumenti di lavoro.

Come detto, grazie alle riserve messe da parte in anni di gestioni sobrie e oculate, faremo di tutto per mantenere tutto ciò. Ma già sappiamo che quello del 2022 potrebbe essere l’ultimo bilancio positivo del nostro sindacato regionale. Dal primo gennaio 2023, o forse già da domani, potremo contare solo sulle nostre forze. Anche per questo motivo il consueto invito all’iscrizione, che rivolgiamo a tutte e tutti a ogni inizio d’anno, ora diventa più pressante. Molti colleghi iscritti all’Ordine non sono iscritti al sindacato. Ci auguriamo che questa situazione possa cambiare.


Carlo Muscatello, presidente Assostampa Fvg (dalla newsletter Ordine regionale)

giovedì 28 aprile 2022

ADDIO A LUCIANO CESCHIA

 È mancato stamattina all’alba nella sua Trieste Luciano Ceschia, presidente onorario dell’Assostampa Fvg, già segretario generale della Fnsi, già direttore del Piccolo e di altri giornali. Giornalista e sindacalista, aveva 87 anni.

Nel 2017 l’Assostampa Fvg gli aveva assegnato la Targa speciale del San Giusto d’oro. In quell’occasione, nel Municipio di Trieste,  il presidente del sindacato regionale Carlo Muscatello aveva detto: “Con la targa a Luciano Ceschia vogliamo festeggiare i sessant’anni di giornalismo e impegno sindacale di un collega che, pur avendo salito tutti i gradini della carriera professionale fino a diventare direttore di giornali, non ha mai dimenticato l’altra sua anima, quella appunto sindacale, che lo ha portato fra l’altro a essere per dieci anni segretario generale della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani. Un esempio per tutti i colleghi, in un momento di forte crisi dei corpi intermedi e di disaffezione delle giovani generazioni dal sindacato”. 

Da grande giornalista qual era, qualche anno fa si era scritto da solo il suo necrologio. Affidandoci due paginette che qui riportiamo.

                                                                                                               

 

Ecco il nuovo profilo - curriculum: non si sa mai possa servire, magari per eventi allegri. Ciao, Luciano

 

CESCHIA Luciano

Nato a Trieste il 13 dicembre del 1934 da famiglia di origine istriana e friulana. Residente in Istria  dal ’41 al ’48 (Buie, Momiano e Capodistria - liceo Combi), e pertanto in possesso del decreto prefettizio che lo dichiara “profugo”. 

Al rientro a Trieste dirigente nelle organizzazioni giovanili di Mons. Edoardo Marzari (esponente dell’antifascismo triestino, torturato dai nazisti). 

Presidente del Circolo studenti medi triestini anche durante le cruente giornate del 1953. 

Iscritto alla Dc, inizialmente delegato provinciale dei giovani e quindi dirigente provinciale, iscrizione che non rinnovò al momento della nomina ai vertici della Federazione della stampa, pur mantenendo rapporti di solidarietà e amicizia con esponenti locali e nazionali dell’area morotea ( tra gli altri Belci, Bodrato, Anselmi). 

Promotore e direttore di due giornali per giovani.

Il primo ricordo della vita: la manifestazione nella piazza Unità di Trieste il 18 settembre del 1938 nel corso della quale Mussolini annunciò le leggi razziali.

Giornalista professionista dal 1958. 

Due anni di lavoro precario (dal giugno 1955) al Piccolo di Trieste.   ­

    Redattore e caposervizio nelle redazioni provinciali di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone del Gazzettino di Venezia dal 1958 al 1966. 

    Fu tra i primi giornalisti  triestini a fare negli anni ’60 servizi da inviato in Istria che aveva  lasciato da profugo nel 1948, riallacciando fra l’altro i rapporti, tuttora molto intensi, con la comunità degli italiani rimasti;

Dipendente Rai per 14 anni dal 1966: ha operato nella sede regionale del Friuli Venezia Giu1ia e, nel decennio '70 - '80, a Roma (giornale radio, a Radiosera dove si realizzò il primo esperimento dei giornalisti “in voce”); tra l'altro capo redattore centrale, con direttore Sergio Zavoli;

Per tre anni direttore del Piccolo di Trieste ('81 - '83) e per sei anni direttore dell'Alto Adige di Trento e Bo1zano ('84 – ‘89). 

Dirigente (segretario) negli anni ’60 del sindacato giornalisti del Friu1i-Venezia Giu1ia. Eletto consigliere nazionale della Fnsi nel 1968; segretario per oltre un anno del Sindacato nazionale giornalisti Rai. 

   Per oltre nove anni segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana nel  decennio '70 - '80, caratterizzato anche dal fenomeno terroristico contro i giornalisti: collaborò con il ministero degli Interni (tra l’altro con il ministro Cossiga) nella protezione dei colleghi minacciati dalle Br ma rifiutò sempre la scorta.

Ha firmato 5 contratti nazionali di lavoro giornalistico che hanno esteso  la partecipazione dei Comitati di redazione nella vita delle aziende; è stato tra l’altro introdotto il parere consultivo delle assemblee redazionali sulla nomina del direttore. 

Molte le iniziative, anche clamorose, per la difesa delle testate giornalistiche, come     l’occupazione del quotidiano la Gazzetta del popolo di Torino, diventata cooperativa, e del Telegrafo-Tirreno che l’editore Monti voleva chiudere e che, dopo una lunga vertenza, venne acquisito dal Gruppo Espresso, primo della rete dei piccoli giornali del Gruppo. 

All’epoca esistevano due organizzazioni internazionali dei giornalisti, una per l’est,   l’altra per l’ovest, alle quali la  Federazione italiana non   aderiva. Sfruttando questa posizione la Fnsi organizzò a Capri per quattro anni consecutivi incontri internazionali che furono l’anticamera del disgelo. 

Ha promosso (con la collaborazione di esponenti dei partiti dell’arco costituzionale e dei più accreditati giuristi) la prima legge per interventi organici a favore dell’editoria che  ha anche introdotto speciali tutele per i giornali in cooperativa e delle minoranze etniche: tra questi il Primorski Dnevnik, espressione della minoranza slovena.

Attualmente Consigliere nazionale di diritto della Fnsi e presidente onorario dell’Associazione stampa regionale del Friuli Venezia Giulia.

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Consigliere e assessore per oltre tre anni al Comune di Trieste alla fine degli anni ’60.             

Ha guidato nel 1968 le celebrazioni indette nella ricorrenza dei 50 anni di appartenenza di Trieste allo Stato italiano.

Amministratore dell’istituto di previdenza dei giornalisti Inpgi, della cassa autonoma Casagit (di cui nel 1974 è stato cofondatore) e dell'Ente cellulosa e carta.

Negli anni ’90, rientrato in Rai, è stato Amministratore delegato e direttore generale della casa editrice Nuova Eri Edizioni Rai (proprietaria delle riviste Radiocorriere, Moda e King) con sedi a Roma, Milano e Torino, e  Direttore generale della  Fonit Cetra di Milano, entrambe proprietà al 100 per cento della Rai.     

 

Cofondatore e membro del direttivo della Scuola superiore di giornalismo radiotelevisivo della Rai nei primi anni di attività.

 

Ha collaborato per molti anni a livello regionale e nazionale con il Sindacato pensionati italiani della Cgil nel settore  della comunicazione.

Nel 1974 è stato nominato Commendatore.

mercoledì 20 aprile 2022

DOMANI RICORDO GABER A TRIESTE

 Sarà dedicato a Giorgio Gaber l’incontro di venerdì 22 aprile, alle ore 17.30 in sala Alessi del Circolo della Stampa (corso Italia 3, primo piano).

Nel 2020 sono stati ricordati i cinquant’anni del Teatro–Canzone di Giorgio Gaber. Protagonista indiscusso non solo dello spettacolo, ma anche della cultura del nostro Paese, Gaber continua ad essere un punto di riferimento artistico e intellettuale per varie generazioni di persone che ne hanno apprezzato il talento, l’intelligenza e l’onestà intellettuale.

Anche Trieste, che ha da tempo dedicato all’Artista una piazza a fianco del prestigioso Teatro Rossetti, vuole continuare a ricordarlo.

In questa occasione è “Il Circolo della Stampa” a promuovere un incontro aperto alla città e condotto da Marina Valenta, ex Direttrice del Teatro Verdi di Padova; Paolo Dal Bon, Presidente della Fondazione Gaber e Carlo Muscatello, giornalista e critico musicale, Presidente di Assostampa e amico personale di Gaber. Come ormai tradizione nelle iniziative promosse dalla Fondazione Gaber, nel corso dell’incontro l’Artista sarà ricordato anche attraverso vari contributi filmati riferiti alla sua prestigiosa e indimenticata attività televisiva e soprattutto teatrale. Interverrà Antonio Schiavulli che leggerà il testo del monologo di Gaber “Il Successo”, scritto da Gaber.

Nel corso dell’incontro, proprio a partire da questi filmati appositamente realizzati per l’iniziativa, verranno sviluppati alcuni temi principali attorno ai quali Gaber e Luporini hanno offerto una riflessione ampia e approfondita.

Sarà sorprendente notare quanto le riflessioni in prosa e musica di Giorgio Gaber siano tuttora attuali e utili per affrontare la realtà che ci circonda a partire da angolazioni originali e quindi non omologate a forme di pensiero scontate e precostituite.

I relatori inoltre porteranno la loro testimonianza anche a partire dal rapporto diretto e personale che ciascuno di loro ha avuto con l’Artista.

Marina Valenta, per anni direttrice del Teatro Verdi di Padova, tante volte e per molte repliche ha ospitato gli spettacoli di Gaber. Sarà interessante il suo racconto dello straordinario rapporto che Giorgio aveva con il pubblico teatrale dagli abbonati ai giovani dinamici e impegnati.

Paolo Dal Bon è stato per vent’anni stretto collaboratore organizzativo e amministrativo di Gaber e ora Presidente della Fondazione a lui titolata. Sarà a disposizione non solo per raccontare la sua lunga esperienza, ma anche per rispondere alle domande e alle curiosità del pubblico presente.

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Carlo Muscatello: “Il legame fra Gaber e Trieste è sempre stato stretto, a partire dal fatto che suo padre, Guido Gaberscik, era nato nel 1903 proprio nella città di San Giusto, allora Austria Ungheria, da famiglia originaria della zona goriziana slovena. Tanti decenni dopo, l’artista ha portato tanti suoi spettacoli a Trieste: la prima volta assieme a Mina, nella storica tournée in coppia del 1970, poi per un ventennio con quasi tutti i titoli del suo teatro canzone. Anche per questi motivi anni fa il tratto di viale XX Settembre antistante il Politeama Rossetti gli è stato intitolato”.

“Ho avuto il privilegio di conoscere Giorgio Gaber intervistandolo tante volte per il giornale Il Piccolo e un paio di volte in pubblico, prima dei suoi spettacoli, a Trieste e Udine. Una soddisfazione doppia, considerando il fatto che l’artista per tanti anni era stato restio a concedere interviste. In quelle occasioni ho avuto l’opportunità di conoscere meglio l’artista e anche l’uomo. Che se n’è andato troppo presto…”.

martedì 15 marzo 2022

CRONACHE DI MAFIA

 A trent’anni dalla strage di Capaci, comincia oggi lunedì 14 marzo al Teatro Miela di Trieste “Cronache di mafia”, ovvero “Tre giornate dedicate all’impegno civile e alle lotte al fenomeno mafioso”.

Oggi alle 11, nel piazzale dinanzi al teatro, in piazza Duca degli Abruzzi, cerimonia inaugurale a fianco di ciò che resta dell’auto “Quarto Savona 15”, nome in codice della scorta dei magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. In quell’auto persero la vita gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Sempre oggi al Teatro Miela, alle 18, presentazione del libro “L’antimafia tradita, Riti e maschere di una rivoluzione mancata”, di Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982. Assieme all’autore intervengono i giornalisti Attilio Bolzoni, Enrico Bellavia e Tina Montinaro (moglie di Antonio Montinaro, capo della scorta di Falcone). Al termine dell’incontro proiezione del docufilm “Uomini soli”, di Attilio  Bolzoni.

Domani martedì 15 marzo, alle 18, verrà presentato il libro “L’Ora, edizione straordinaria”, dedicato al giornale simbolo della lotta alla mafia. Sergio Buonadonna, Antonio Calabrò e Enzo D’Antona - tutti formatisi nel quotidiano siciliano - vengono intervistati da Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della stampa di Trieste. Quadri scenici con Marco Puntin.

Mercoledì 16 marzo, sempre al Teatro Miela e sempre alle 18, andrà in scena “Borsellino”, di e con Giacomo Rossetto, produzione del Teatro Bresci.

 “Cronache di mafia” ha il patrocinio di Assostampa Fvg, Ordine regionale dei giornalisti e Circolo della stampa di Trieste. 

giovedì 3 marzo 2022

CONTRO LA GUERRA IN UCRAINA, PER LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE / newsletter Ordine giornalisti FVG

 CONTRO LA GUERRA IN UCRAINA

PER LA LIBERTÀ DI INFORMAZIONE 



di Carlo Muscatello*

Dopo due anni di pandemia, tutto avremmo voluto commentare tranne una guerra nel cuore della comune casa europea. E l’informazione italiana ed europea, le giornaliste e i giornalisti sono sempre al proprio posto, per documentare e far conoscere all’opinione pubblica quel che sta accadendo a poche ore di strada dalle nostre case. Le giornaliste e i giornalisti anche del Friuli Venezia Giulia sono sul campo per informare, anche a rischio della propria incolumità personale, su quei teatri di guerra che anche noi vorremmo veder trasformati in “teatri di pace”, come nella nobile campagna lanciata dal Teatro Miela di Trieste.

Mentre nei tg e nei programmi televisivi i generali hanno sostituito i virologi, oltre cento organizzazioni nazionali e internazionali per la libertà di informazione e la difesa dei diritti umani si sono subito schierati contro l’invasione dell’Ucraina e l’attacco alla stampa in Ucraina e in Russia, al fianco dei colleghi impegnati in prima linea.

“Esprimiamo solidarietà al popolo ucraino - si legge nella nota congiunta, firmata anche dalla Fnsi - e in particolare ai giornalisti ucraini che si trovano in prima linea in una guerra europea su larga scala. Condanniamo la violenza e le aggressioni che mettono in grave pericolo migliaia di nostri colleghi in tutta l’Ucraina. Chiediamo alla comunità internazionale di fornire ogni possibile assistenza a coloro che stanno assumendo il coraggioso ruolo di documentare cosa accade nella zona di guerra che ora è l’Ucraina. Condanniamo la violenza fisica, gli attacchi informatici, la disinformazione e tutte le altre armi impiegate dall’aggressore contro la stampa ucraina libera e democratica. Siamo anche solidali con i media indipendenti russi che continuano a riportare la verità in condizioni senza precedenti”.

Putin ha sempre ostacolato e impedito la libertà d’informazione in Russia. Ora l’attacco alla torre della televisione ucraina e la decisione di bloccare gli accessi a due media indipendenti russi (Dozhd Tv e Ekho Moskvy) purtroppo parlano da soli.

“Questa nuova ondata di censura contro media e giornalisti indipendenti, che si aggiunge alle restrizioni imposte la scorsa settimana dal regolatore statale russo dei media, dimostra che il regime di Putin ha più paura che mai del lavoro dei giornalisti”, ha detto Ricardo Gutiérrez, segretario generale della Efj, la Federazione europea dei giornalisti.

Bloccare le voci critiche anche a Mosca ha chiaramente lo scopo dì nascondere la verità a un'opinione pubblica russa che non esita più a esprimere la sua opposizione a una guerra che certo non ha voluto. Perché il popolo - russo, ucraino, europeo - è sempre contro la guerra e per la pace.


*presidente Assostampa Friuli Venezia Giulia

mercoledì 2 marzo 2022

OGGI ALLA LOVAT DI TRIESTE IL LIBRO SU TOFFOLETTI

 Oggi mercoledì 2 marzo, alle 18, alla Libreria Lovat dì TRIESTE (via Battisti, viale XX Settembre), Giò Alajmo presenta il suo libro “Bluesman, la favola interrotta di Guido Toffoletti”. Partecipa il giornalista e critico musicale Carlo Muscatello.


𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗧𝗼𝗳𝗳𝗼𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶, pioniere del blues italiano, veneziano, scomparso tragicamente nel 1999 dopo aver forgiato la scena musicale blues del nordest italiano.
Amico di Alexis Korner, dei Rolling Stones, dei Renegades, ospite di Bob Dylan, collezionista ed esperto. Guido era un ragazzo ribelle, che scappava sempre di casa per andare al Piper, o ovunque ci fosse musica.
A vent'anni dalla morte, il giornalista 𝗚𝗜𝗢' 𝗔𝗟𝗔𝗝𝗠𝗢, che lo ha frequentato e conosciuto, condividendo con lui molte avventure nel mondo del rock, tra i grandi protagonisti di questa musica (Rolling Stones, Bob Dylan, Led Zeppelin, Alexis Korner), ricostruisce e racconta la sua incredibile vita, le sue innovazioni, le sue stravaganze.
🎤Ne parla con l’autore il giornalista e critico musicale CARLO MUSCATELLO, con la partecipazione del chitarrista Mike Sponza.