domenica 19 novembre 2017

LA CALABRIA DEGLI ONESTI

gentilissima dottoressa Gruber, ho avuto modo di vedere l’altra sera la sua seguitissima trasmissione con in studio il procuratore Nicola Gratteri dedicata al gravissimo episodio di Ostia ma non le nascondo che il titolo ‘’Ostia come la Calabria?’’ mi ha fatto davvero male. Le spiego subito: la ‘ndrangheta è organizzazione assai potente, da molti decenni, con diramazioni ormai in tutto il mondo. Cerchiamo di combatterla tutti i giorni, con l’unica ricetta che c’è a disposizione e cioè la buona politica e la buona amministrazione, corretta, trasparente, onesta. Il punto non è però questo. Il vero punto è che l’immagine della mia regione è ormai storpiata e fatta tutt’uno con quello della ‘ndrangheta e dei criminali. Mi creda, non è così, e non glielo dico per amor di patria. C’è la ‘ndrangheta, il suo peso opprimente, il suo ruolo fin dentro settori della pubblica amministrazione e delle stesse istituzioni ma poi c’è anche tanta Calabria che soprattutto in questi anni sta cercando di riscattare quell’immagine negativa con fatti concreti, con azioni, con comportamenti, con iniziative. Il punto è il racconto, la narrazione della Calabria che io sostengo dovrebbe essere fatto con maggiore equilibrio: senza sottacere nulla ma senza nemmeno enfatizzare nulla e dando spazio al positivo, piccolo o grande che sia, al nuovo che va facendosi strada con fatica ma anche con più dinamismo rispetto al passato. L’ altra sera nel suo studio il procuratore Gratteri ha detto una cosa che io condivido: ‘’ci sono tante Ostia in Italia – ha detto - Non è un fatto isolato e da quello che ho visto è una città abbandonata, dove c’è una cultura mafiosa diffusa. Un problema grave che rimane anche se ne arrestano 100. In Italia si parla come un disco rotto solo del Sud del Paese, ma nel mondo occidentale c’è un decadimento morale ed etico che porta a farsi corrompere facilmente, ad accettare quella cultura’’. Questo non significa che noi qui in Calabria si debba sottovalutare il problema o metterlo nel calderone generale del tutto va male: no, affatto, anzi richiede più lucidità e vigore nel contrasto alla criminalità ma anche ai tanti e ormai insopportabili luoghi comuni con cui si descrive la Calabria. Tutta l’altra Calabria che non è ndrangheta, infatti, chi la racconta? Tutta l’altra Calabria che ogni giorno si batte e si sbatte per un nuovo turismo, una nuova cultura, un nuovo modo di far funzionare la cosa pubblica, etc etc che fine fa? Vorrei chiedere a lei, alla sua rete, a tutto il mondo dell’informazione italiano un’attenzione giusta su queste cose. Frasi fatte e luoghi comuni non rendono giustizia a nessuno, ne’ ad una corretta informazione, ne’ alla Calabria degli onesti ma – io credo - nemmeno alla lotta alle mafie nel nostro paese e nel mondo intero. La ringrazio dell’attenzione Filippo Veltri (ZoomSud.it)

venerdì 17 novembre 2017

EUGENIO BENNATO, DA CHE SUD È SUD

Partirà sabato 25 novembre dall’Auditorium La Verdi di MILANO il nuovo tour teatrale di EUGENIO BENNATO, “DA CHE SUD È SUD”, in cui presenterà dal vivo il nuovo omonimo disco di inediti. Queste tutte le date ad ora confermate, prodotte e organizzate da MusicShow International: 25 novembre - AUDITORIUM DI MILANO-FONDAZIONE CARIPLO di MILANO; 4 dicembre - TEATRO DIANA di NAPOLI; 15 dicembre - TEATRO PALAZZO di BARI; 18 dicembre – TEATRO STABILE di POTENZA; 1 febbraio - TEATRO PUCCINI di FIRENZE; 2 febbraio - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA di ROMA; 12 aprile - TEATRO ARISTON di SANREMO. È possibile acquistare in prevendita i biglietti per la data di Milano su www.vivaticket.it e presso l’Auditorium; per la data di Napoli sui siti www.teatrodiana.it, www.azzurroservice.it e presso il Teatro Diana; per la data di Bari presso tutti i punti vendita Bookingshow, Box Office Feltrinelli, presso il botteghino del Teatro Palazzo e su www.bookingshow.it; per le date di Firenze e Roma su www.ticketone.it. È disponibile nei negozi e in digitale “DA CHE SUD È SUD” (FoxBand), il nuovo disco di inediti di EUGENIO BENNATO, anticipato in radio dal singolo “NO LOGIC SONG”. Il disco “Da che Sud è Sud” è composto da 12 brani, quasi pagine di un diario di viaggio in giro per il mondo, dall’America del Sud e del Nord all’Africa dei tamburi e delle carovane della disperazione e della speranza, al Mediterraneo degli scambi e delle barriere, all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende. Ogni brano ha una sua storia e una sua identità, ma tutti sono accomunati dalla presenza, accanto alla voce di Eugenio Bennato, di una voce che fa risuonare la musicalità di una lingua diversa, dal francese all’inglese, dallo spagnolo al brasiliano, ma anche dall’arabo, con una forte valenza ritmica ed evocativa dei movimenti del presente. In “DA CHE SUD È SUD” Eugenio ritrova l’energia degli anni recentemente vissuti e la presenza di compagni di viaggio che testimoniano e arricchiscono il senso musicale del racconto, dall’inconfondibile e maestosa vocalità di Pietra Montecorvino, alla vocina tenue della figlia italo-francesina Eugenia, che cresce e si trasforma mentre scrive queste canzoni, al timbro ruvido e sensuale di Sonia, che balla la taranta e viaggia con lui da dieci anni, all’accento di Giorgia, madre brasiliana e padre napoletano, all’inglese di Francesca Del Duca, che vive in America e suona le percussioni e del figlio di Eugenio, Fulvio, che vive in Australia e suona la chitarra e scrive canzoni nel deserto, all’arabo classico e moderno di Mohammed che viene dal Marocco e di Marwan che viene dalla Siria e attraverso la Tunisia arriva in Italia. Per la parte strumentale, che corrisponde ad una fuga in avanti rispetto al punto di partenza, che è il sud di Bennato con le sue sonorità e le sue regole armoniche, semplici e circolari, si è avvalso della creatività di Stefano (Mujura) e di Ezio, oltre ad Erasmo ed Angelo, che lo seguono da anni. Nell’ultimo brano, “Tarantella a sud di Mozart”, è presente l’ensemble vocale “Le voci del sud”, recentemente fondato per realizzare il concerto “Sinfonia per un Brigante” in onore di Carlo D’Angiò, che ha debuttato al San Carlo di Napoli la scorsa primavera. EUGENIO BENNATO si aggiudica inoltre il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito ventiduesima edizione per “DA CHE SUD È SUD” come progetto musicale e teatrale dell’anno. Il riconoscimento sarà ufficialmente consegnato a Eugenio Bennato il 28 ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento durante una serata-evento. Il video del singolo “No logic song”, diretto da Bruno Colella, è visibile al seguente link: https://youtu.be/yrYFpENhxu4 Il video ha per protagonista l’attrice Sonia Totaro nei panni di una donna in carriera che viaggia con un autista e che, conquistata dal ritmo musicale, viene colta dal "raptus" che è un tipico effetto della musica di taranta. Eugenio Bennato (Napoli, 1948) è musicista, ricercatore di musica popolare, interprete, cantautore e autore di musica per cinema e teatro. Nel 1969 fonda con Carlo D’Angiò la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell'Italia del Sud, che ben presto diviene punto di riferimento per i giovani musicisti rock degli anni ’70 che erano alla ricerca delle proprie radici, aprendo nuove prospettive sulle possibilità di sviluppo della musica del nostro background e sulla musica del Mediterraneo. La Nuova Compagnia di Canto Popolare, con la direzione musicale di Roberto De Simone, viene scoperta da Eduardo De Filippo che, nel 1972, la presenta a Spoleto al Festival dei Due Mondi di Romolo Valli e Giancarlo Menotti. In quegli anni, con la produzione artistica di Renato Marengo, la Nuova Compagnia di Canto Popolare si impone tra i gruppi di maggior successo. Nel 1976 Eugenio lascia la NCCP e passa alla composizione di nuovi brani nel progetto Musicanova in cui oltre a Carlo D'Angiò sono presenti Tony Esposito, Gigi De Rienzo, Bob Fix e la giovane Teresa De Sio scoperta da Eugenio. Eugenio Bennato realizza così numerosi LP di successo fra cui "Brigante se more" (1979), contenente brani sul brigantaggio meridionale, e la celebre omonima ballata ancora oggi estremamente popolare anche tra il pubblico giovanile che l'ha proclamata vero inno del sud. Nel suo libro "Ninco Nanco deve morire" (Rubettino 2013) Eugenio racconta la genesi e la straordinaria storia di questa canzone traendo spunto per parlare della storia negata della resistenza del sud all'invasione dei Savoia e ponendo nuovamente la Questione Meridionale al centro dell’attenzione, con nuove analisi e valutazioni storiche. Parallelamente svolge una intensa attività di autore di colonne sonore per cinema, teatro e balletto classico. Nel 1998 fonda il movimento "Taranta Power" che parte con un concerto al mitico centro sociale Leoncavallo di Milano dove sono presenti intorno ad Eugenio tutti i grandi maestri della musica di Taranta. L'evento dà l'avvio ad uno straordinario rinnovato interesse del pubblico giovanile per i ritmi tradizionali e propone nuove strade di creatività artistica e segna una frattura con il passato modo d’intendere la musica popolare in Italia, a partire dal Womad di Peter Gabriel in Australia (2001), la sua nuova musica lo porta quindi a tenere concerti in tutti i continenti. Nel 2002 pubblica "Che il mediterraneo sia" che sdogana le sonorità extracomunitarie presenti in Italia. Il brano diventa sigla del programma " Shukran " e successivamente " Linea Blu " dove ancora oggi viene trasmessa settimanalmente. Nel 2006 realizza "Napoli Mediterranea" di Pietra Montecorvino, che verrà scelta come voce protagonista del film "Passione" di Joe Turturro, pubblicato con successo in America e Italia. Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo dove il brano "Grande Sud" propone per la prima volta alla grande platea nazional-popolare gli strumenti ed i ritmi della musica rituale del sud. Nel 2011 esce "Questione Meridionale", che ritorna sul tema della storia negata e propone ritratti di uomini-contro che escono dal l'anonimato e diventano famosi, prima fra tutti il capobrigante Ninco Nanco. Nel 2017 Eugenio è impegnato in numerosi concerti in tutta Italia tra i quali a febbraio, lo spettacolo ‘Canzoni di contrabbando’, sold out all’Auditorium di Roma Parco della Musica.

lunedì 13 novembre 2017

VEN 17-11 GINO PAOLI E DANILO REA A TRIESTE

Prosegue con successo l’avventura LIVE del duo Gino Paoli e Danilo Rea che venerdì 17 novembre alle 20.30 farà tappa al Teatro Orazio Bobbio di Trieste in quello che è un appuntamento fuori abbonamento del cartellone della Contrada. Questo spettacolo, dal titolo “Due come noi che…”, ha già collezionato numerosi sold out nei concerti sui palcoscenici più prestigiosi in Italia e all’estero, incantando ed emozionando il pubblico ogni volta. Un successo che di certo non stupisce dato il calibro degli artisti sul palco: la voce e il carisma di Paoli, uno dei più grandi autori e interpreti della canzone nostrana, affiancata da uno dei più lirici e creativi pianisti riconosciuti a livello internazionale come Danilo Rea. “Due come noi che…” è un prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale. La scaletta, che si rinnova di spettacolo in spettacolo, comprende le canzoni più amate di Gino, da “Averti addosso” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Perduti” passando per “La gatta” e “Sassi”, insieme a brani dei cantautori genovesi che per Gino sono gli amici di una vita: “Canzone dell’amore perduto” e “Bocca di rosa” di De André, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Vedrai Vedrai” di Tenco e “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi. In scaletta, inoltre, non mancherà l’omaggio alla melodia napoletana di cui Paoli e Rea sono appassionati conoscitori e ascoltatori. Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. Originario di Monfalcone, è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che – dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore – debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Tenco e Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni 60 e 70. Ha scritto e interpretato brani quali “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Una lunga storia d’amore”, “Quattro amici”; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore di film. Danilo Rea, pianista che riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla sua grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia sia considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti italiani e collaborando con alcuni tra i più grandi jazzisti statunitensi come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano. Nel 2006 è stato protagonista di un concerto indimenticabile al Guggenheim Museum di New York. Successivamente con “Concerto per Peggy”, in occasione del 60° anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, ha omaggiato la celebre collezionista con un recital pianistico che commemora e attraversa la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Di recente ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica, il Leone D’Oro e la Laura Honoris Causa in Nuove Tecnologie dell’Arte. Informazioni: 040.948471 /390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.

giovedì 9 novembre 2017

DALLA, COM’È PROFONDO IL MARE 40 ANNI DOPO

A quarant’anni di distanza dalla prima pubblicazione, torna nei negozi “COME È PROFONDO IL MARE”- Legacy Edition, uno dei capolavori del grande LUCIO DALLA, disponibile dal 24 novembre. “COME È PROFONDO IL MARE”- Legacy Edition uscirà nella versione CD che comprende l’album “Come è profondo il mare” + 1 CD bonus contenente 7 brani live inediti e un libretto di 40 pagine con foto e contenuti inediti e la versione LP dell’album rimasterizzato a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile, + 1 CD bonus con 7 brani live inediti e libretto. “Come è profondo il mare”, pubblicato per la prima volta nel 1977, è il primo disco in cui Lucio Dalla è autore anche dei testi ed è proprio con questo album che si consacreranno le sue doti da solista. A 40 esatti dalla prima pubblicazione del brano, Sony Music vuole rendere omaggio e celebrare questo grande artista attraverso la ripubblicazione di questo suo capolavoro. In attesa dell’uscita della Legacy Edition, il 22 novembre verrà pubblicato sul canale Vevo di Lucio Dalla il videoclip di “Come è profondo il mare” (https://www.vevo.com/artist/lucio-dalla) con Luca Carboni e con la regia di Gianluca “Calu” Montesano.

martedì 7 novembre 2017

BOB DYLAN AD APRILE IN ITALIA

Torna nel nostro paese Bob Dylan, che mancava dai palcoscenici Italiani dal 2015. Tre anni densi di avvenimenti per il cantautore americano che lo hanno visto pubblicare 3 album (“Fallen Angels” nel 2016, “Triplicate” e l’appena uscito “Trouble No More” nel 2017), essere insignito della Medal of Freedom da Obama e soprattutto aggiudicarsi il Premio Nobel per la Letteratura nel 2016, onore mai conferito prima ad un musicista. Il tour partirà da Roma con un triplo appuntamento all’Auditorium Parco della Musica, per poi toccare Firenze, Mantova e Milano, i biglietti saranno in vendita da venerdi’ 10 novembre dalle ore 11:00 su www.ticketone.it e www.dalessandroegalli.com . 3 aprile AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA -Sala S.Cecilia - ROMA 4 aprile AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA -Sala S.Cecilia - ROMA 5 aprile AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA -Sala S.Cecilia - ROMA 7 aprile MANDELAFORUM - FIRENZE 8 aprile PALABAM - MANTOVA 9 aprile TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI - MILANO

lunedì 6 novembre 2017

MORANDI, DATA ZERO DEL TOUR 22-2-18 JESOLO

Sarà il Pala Arrex di Jesolo ad ospitare il prossimo 22 febbraio 2018 (inizio alle 21.00), la grande data zero del nuovo attesissimo tour di Gianni Morandi, ennesimo viaggio live nella carriera di quello che è certamente uno degli artisti più amati della musica italiana di sempre, capace di vendere oltre 50 milioni di dischi in tutto il mondo. “D’amore d’autore”, questo il titolo del tour che interesserà i palazzetti delle principali città italiane a cominciare proprio da Jesolo per la grande prova generale. I biglietti per questo nuovo importante appuntamento, organizzato da F&P Group, Riservarossa e Zenit srl, in collaborazione con il Comune di Jesolo e Jesolo Turismo, saranno disponibili da martedì 7 novembre alle ore 16:00, online su Ticketone (www.ticketone.it) e da venerdì 10 novembre alle ore 16:00 in tutti i punti vendita autorizzati. Tutte le informazioni, i prezzi e l’elenco dei punti vendita su www.azalea.it . “Siamo orgogliosi di poter continuare a proporre ai nostri cittadini e ai nostri ospiti, eventi di livello nazionale e internazionale per tutto il corso dell’anno - Ha commentato il Sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia – L’arrivo di un grande come Morandi è motivo di felicità per la nostra comunità, e non finita qui perché c’è da parte della nostra amministrazione la volontà di proporre anche nei mesi a venire ulteriori grandi spettacoli”. Dopo le date zero dei Capitani Coraggiosi Baglioni e dello stesso Morandi, di Elisa, il recente concerto sold out di Ligabue e quelli in arrivo a dicembre di Biagio Antonacci, e a gennaio di Nek, Max Pezzali e Francesco Renga, un’altra grande star della musica italiana sceglie nuovamente la Città di Jesolo e il suo Pala Arrex quale teatro ideale per la partenza del suo atteso tour. Il nuovo appuntamento con la data zero e i concerti già annunciati nei principali palazzetti d’Italia seguiranno l’uscita di “D’amore d’autore”, il 40esimo album di Gianni Morandi, già disponibile in pre-order su iTunes e su Amazon, lavoro che sarà presentato ufficialmente il prossimo 16 novembre. Nei giorni scorsi è stato lo stesso artista a svelare sui social la copertina e la track list del suo nuovo lavoro. Il disco esce a quattro anni di distanza dall’ultimo album di inediti “Bisogna vivere”. Un progetto unico che porta la firma di grandi autori della musica italiana, che hanno collaborato alla sua realizzazione. Tra di essi troviamo Elisa, Ivano Fossati, Levante, Luciano Ligabue, Ermal Meta, Tommaso Paradiso (The Giornalisti), Giuliano Sangiorgi (Negramaro) e Paolo Simoni. La produzione esecutiva dell’album, che uscirà su etichetta Sony Music, è di Fep Group e Riservarossa. Il disco è stato anticipato dal nuovo singolo dal titolo “Dobbiamo fare luce”, attualmente in rotazione su tutti i principali network radiofonici italiani, pezzo scritto da Luciano Ligabue e prodotto da Luciano Luis Luisi. Fra i prossimi concerti al Pala Arrex di Jesolo troviamo la data zero del nuovo tour di Biagio Antonacci, in programma il prossimo 12 dicembre, e quella del nuovo tour del trio Nek, Max Pezzali e Renga, in programma il prossimo 18 gennaio. Biglietti già in vendita, info su www.azalea.it

MASSIMO ZAMBONI 15-11 A UDINE, 100 ANNI DI CCCP

Debutta il giorno esatto in cui, cento anni fa, i bolscevichi formarono il governo rivoluzionario presieduto da Lenin come primo risultato dell’insurrezione di Pietrogrado, città che dopo 7 anni sarebbe diventata Leningrado. E’ “I Soviet + L’Elettricità”, spettacolo/concerto ideato e diretto da Massimo Zamboni – musicista, scrittore e fondatore dei CCCP fedeli alla linea – che andrà in scena in prima assoluta al Teatro Augusteo di Napoli proprio il 7 novembre per proseguire poi a il 12 a Firenze, il 13 a Bologna, il 15 a Udine, il 20 a Torino e concludersi il 7 dicembre a Reggio Emilia. A ripercorrere brani storici come “A ja lju blju SSSR”, “Morire”, “Manifesto” e “Huligani dangereux”, al fianco di Zamboni ci saranno artisti e musicisti fra i più significativi della scena italiana, alcuni dei quali già compagni di diverse avventure di Massimo: la cantante e attrice Angela Baraldi, il leader degli Offlaga Disco Pax Max Collini, l’Artista del Popolo Fatur, l’ex Üstmamò Simone Filippi, il percussionista Simone Beneventi, Cristiano Roversi alle tastiere e basso e il chitarrista Erik Montanari. Dedicato al centenario della Rivoluzione Russa, “I Soviet + L’Elettricità” è un comizio musicale che, attingendo al linguaggio, alle parole d’ordine e ai simboli del socialismo reale, ne evoca il mito infranto. In un palco dominato dall’iconografia sovietica, con tanto di tribune d’onore e podio direttamente mutuati dalle cerimonie politiche solenni e oppressive di quel mondo ormai lontano, i cantanti diventeranno oratori, i musicisti membri del Partito, il gruppo musicale Apparato. Così, la struttura musicale, tratta in massima parte dal repertorio di CCCP-Fedeli alla Linea (ma con significative deviazioni come l’estratto dalla 7a sinfonia di Shostakovich, dedicata all’assedio di Leningrado), si articolerà fra celebrazione e sgomento, facendo esplodere la contraddizione fra la scenografia ufficiale e la fragilità del singolo. Canzoni che scivolano le une nelle altre mescolandosi alla parola recitata, agli slogan, alle sonorizzazioni, alle performance, alle proiezioni. Un concerto che subito si trasforma in un’azione teatrale-musicale in cui sarà tutto il '900 a trascorrere sul palco, attraverso l'alternanza dei momenti più dolorosi – come lo stalinismo, le dittature, la guerra in Afghanistan e quella nei Balcani – con quelli più alti e solenni, per celebrare quell’ambizione a sentirsi uguali e padroni del proprio destino che anima gli uomini, ancora oggi che è franata la velleità socialista e l’uomo si è riscoperto come creatura complessa, fatta di spirito, bisogni, natura, modellato da secoli di storia e da retaggi millenari. Pankow, Leningrad, Togliattigrad, la Cortina di Ferro, il Muro, e poi ancora la Jugoslavia, la Cecoslovacchia... Nomi astratti, remoti come ricordi di scuola, come le estinte Cartagine o Babilonia. Il Patto di Varsavia, la DDR, l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, interi continenti inabissati nella voragine, come Atlantide. Cosa è rimasto nell'immaginario collettivo di quei mondi? Nel secolo odierno quelle passioni accese dalla Rivoluzione d'Ottobre sono incagliate nei libri di storia, e forse l'unico modo sensato di riparlare oggi della presa del Palazzo d'Inverno, è tornare a dar vita alle parole di allora, scontrandole con quelle dell'oggi, elaborandole in un testo drammaturgico moderno che non teme l'enfasi, l'utopia, ma nemmeno la disperazione. A sostegno de “I Soviet + l’Elettricità”, dal 7 settembre è stata attivata una campagna di crowdfunding su MusicRaiser che si è appena conclusa con una straordinaria partecipazione e l’ampio superamento dell’obiettivo. “Non può essere un esercizio solitario, né una semplice messa in scena artistica. Il senso profondo della nostra proposta è la condivisione, l'elaborazione corale, l'aiutarci l'un l'altro a uscire dalla dittatura di un pensiero unico che non prevede liberazioni che non siano evasioni commerciali.” Massimo Zamboni Biografia Zamboni - nato nella provincia più rossa della rossa Emilia - è sempre stato affascinato artisticamente dall’immaginario e mito sovietico, da quando nel 1982 ideò assieme Giovanni Lindo Ferretti i CCCP - Fedeli alla Linea, un gruppo punk con grande seguito di pubblico e oggi celebrato in tutti i libri di storia della musica. Una band che si definì “filosovietica”, parente stretta di Mishima e Majakovskij e del dadaismo russo, che produceva “musica melodica emiliana” e guardava all’Est per ragioni etiche ed estetiche, in contrapposizione al richiamo americano imperante in quegli anni di benessere e rampantismo. Proprio a Mosca e a Leningrado nella primavera del 1989 i CCCP tennero, dopo due piani quinquennali, il loro tour conclusivo. Crollato il Muro e scioltasi nel 1991 l’Unione Sovietica, messi in soffitta i veementi proclami i CCCP posero fine al loro progetto artistico. Le loro ceneri generarono alcuni anni dopo i CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti) che, con questo acronimo che strizzava l'occhio alla neocostituita Confederazione degli Stati Indipendenti, hanno solcato i palchi italiani per tutti gli anni Novanta, arrivando nel '97 al primo posto in classifica dell'Hit Parade italiana. Conclusa quell'esperienza, Zamboni ha poi intrapreso una carriera solista con nuovi album (Sorella sconfitta, 2004; L'inerme è l'imbattibile, 2008; L'estinzione di un colloquio amoroso, 2010; Una infinita compressione procede lo scoppio, 2013), musiche per il cinema (tra le quali Benzina, 2001; Velocità massima, 2002; L'orizzonte degli eventi, 2005; Terapia d'urto, 2006, Il mio paese, 2006; God Save The Green, 2012, Il nemico. Un breviario partigiano, 2015) e il teatro (La detestata soglia, 2010; Biglietti da camere separate, 2011), ma soprattutto è diventato scrittore, con la pubblicazione di sette libri (tra i quali In Mongolia retromarcia, Giunti, 2000; Emilia parabolica, Fandango, 2002; Il mio primo dopoguerra, Mondadori, 2005; L’eco di uno sparo, Einaudi, 2015; Anime galleggianti, La nave di Teseo, 2016, Nessuna voce dentro, Einaudi 2017). Credits Massimo Zamboni - voce, chitarra Angela Baraldi – voce Max Collini - voce Danilo Fatur - performance Simone Filippi – ritmiche Simone Beneventi - timpani, vibrafono, ritmiche Cristiano Roversi - tastiera, basso, programmazioni Erik Montanari - chitarra. . . . . . . . . . 7 novembre Napoli - Teatro Augusteo 12 novembre Firenze - Teatro Verdi 13 novembre Bologna - Teatro Il Celebrazioni 15 novembre Udine - Teatro Nuovo Giovanni da Udine 20 novembre Torino - Teatro Colosseo 7 dicembre Reggio Emilia - Palasport