venerdì 24 novembre 2017

LUN 27-11 A TRIESTE, CINEMA ARISTON, DOCUFILM SU DON MILANI


Lunedì 27 novembre alle ore 17 e alle ore 18.30 al Cinema Ariston sarà
proiettato il film documentario “BARBIANA ‘65 - La lezione di Don
Lorenzo Milani” (Italia, 2017, 62’) di Alessandro G.A. D’Alessandro,
prodotto da Felix Film e distribuito da Istituto Luce Cinecittà: si
tratta dell’’unico documento esistente, inedito e restaurato, con Don
Milani in scena, le sue parole, il suo volto, la sua scuola. La
proiezione delle 18.30 sarà presentata da Miriam Kornfeind,
coordinatrice della Comunità di San Martino al Campo di Trieste.

Presentato in anteprima alla 74. Mostra del Cinema di Venezia,
“BARBIANA ‘65 - La lezione di Don Lorenzo Milani” è un film
documentario su don Lorenzo Milani e i suoi ragazzi, nato dal recupero
del materiale girato da Angelo D’Alessandro nel dicembre 1965 nella
scuola di Barbiana, ritrovato dal figlio Alessandro dopo la morte del
padre. D’Alessandro era stato l’unico a ricevere da Lorenzo Milani il
permesso di riprendere lui e la sua scuola.

Il recupero integrale del materiale filmato girato dal regista Angelo
D’Alessandro nel dicembre del 1965 a Barbiana, protagonisti don
Lorenzo Milani e i suoi allievi, diventa l’occasione per far
riemergere con forza l’attualità del messaggio del Priore a
cinquant’anni dalla morte e ricordare a tutti la sua grande lezione. E
un pensiero – concreto – di straordinaria organicità, che fanno di
Milani un’esperienza intellettuale, radicale, utopica e politica, di
livello almeno europeo. Ben oltre i confini di un piccolo paese, di
una nazione, e  del suo tempo.

Il regista D’Alessandro, l’unico a cui don Milani concesse di
effettuare delle riprese della vita nella sua scuola per lasciare un
documento ai suoi ragazzi, era salito a Barbiana per un’inchiesta
sull’obiezione di coscienza a cui si era aggiunta la voce di don
Lorenzo. Il filmato originale dell’epoca mostra alcuni momenti e
aspetti fondamentali della Scuola di Barbiana: la scrittura
collettiva, la lettura dei giornali, i ragazzi più grandi che
insegnano a quelli più piccoli. Ma c’è anche il lavoro manuale svolto
dai ragazzi (o la loro partecipazione alla Messa, in cui vediamo Don
Milani sull'altare celebrare ma solo “per finta”, per la macchina da
presa, dopo una scelta consapevole e condivisa con il regista).
Intorno a queste immagini del 1965 si sviluppa il racconto con le
testimonianze di Adele Corradi, l’insegnante che ha vissuto
l’esperienza di Barbiana con don Lorenzo, di Beniamino Deidda, ex
Procuratore Generale di Firenze che dopo la morte di don Lorenzo ha
continuato a insegnare ai ragazzi della scuola di Barbiana, e Don
Luigi Ciotti.

Scuola, Costituzione e Vangelo sono i tre pilastri su cui si sviluppa
il pensiero milaniano, che trova il suo culmine nella lettura che don
Lorenzo fa davanti alla macchina da presa della sua Lettera ai
Giudici, il testo scritto per difendersi dalle accuse di Apologia di
reato nel processo che lo attende a Roma.  Il filmato restituisce
dunque con grande forza la voce e l’immagine di un uomo che oggi più
che mai ripropone con forza il tema della coscienza e dell’obbedienza,
della giustizia e della solidarietà, della scuola che deve permettere
a tutti di diventare sovrani di sé stessi.

trailer ufficiale: https://youtu.be/d7KyQ7_exOY

Informazioni sul sito www.aristoncinematrieste.it 

DEBUTTA IL CANTAUTORE FRIULANO TEO HO


Teo Ho, nome d'arte di Matteo Bosco, un "osservatore friulano" come ha scelto di definirsi. "Ho sempre scritto tutto quello che non era abbastanza forte da poter essere ricordato, o che lo era troppo." riassume in breve la sua poetica, nata tra il Friuli e a Milano. Cantautore, potremmo definirlo noi, di quelli meno allineati e meno o formali, che propone per anni canzoni nate suonando in strada, senza nemmeno pensare lontanamente ad entrare in studio, e durante i live, le canzoni si sono lentamente sviluppate acquistando personalità, colore e vita. "È normale, pensando che nelle mie canzoni nasce sempre prima il testo e questo si forma dal contatto con la gente. Riassumendo: tanti live, tanta musica in strada, un solo disco." I versi costituiscono la parte fondamentale, a volte preponderante, delle sue canzoni e per diversi anni Matteo Bosco ha scritto e pubblicato poesia.
Con questi due strumenti, pensieri e suoni, si possono "disegnare" infinite storie: tutte quelle che una persona osserva o da cui è osservato durante il giorno.
Autori di riferimento ce ne sono, inutile stilare una lista.
"Indubbiamente, anche e soprattutto per la poetica, è Francesco De Gregori l'artista a cui mi sento più legato.
Per proprietà transitiva Dylan è un riferimento, mio come quello di ogni cantautore.
Sul podio ci sono tre gradini: fatti apposta per "inserirci" un poeta come De Andrè."
Il titolo fa presupporre l'esistenza di riferimenti “politici” nel disco ma questi sono ben mascherati, e soltanto in un brano, “Genova, Berretto Di Lana”, diventano espliciti, con riferimento ai fatti del G8, mentre per l'autore è “La Volpe E L'Uva” ad essere il brano più diretto, perché mette in mostra le contraddizioni, anche se in ambito privato e sentimentale, mentre “Mr Sands” parla del volto di Bobby Sands sui murales di Belfast, anche qui, in maniera poetica, e come un sognatore.
 "I Gatti Di Lenin" è stato registrato a Udine da Matteo Dainese (Il Cane, Zeman, Ulan Bator) ed è un disco essenziale, costruito prima di tutto sulle canzoni, con sovraincisioni minime, per volere riprodurre l'approccio live.

Tracklist: 1. Hamlin / 2. Il Gatto Di Lenin / 3. Mr. Sands / 4. Genova, Berretto Di Lana / 5. Incastrati Sui Ponteggi / 6. La Volpe E L'Uva / 7. 1986 / 8. Le Fate Nude / 9. Rimboccare Marciapiedi / 10. 9 Per
Concerti:
24 novembre 2017 - Musiche Di Sconfine - Dobia Lab - Sagrad (GO)
7 dicembre 2017 - Krock intervista - Scandiano (Re)
8 dicembre 2017 - Caffè Petrarca - Udine
8 dicembre 2017 - Al Lampione - Cividale (UD)
17 dicembre 2017 - Osteria Li di Prime - Gonars (UD)
22 dicembre 2017 - Osteria al Molino - Farra d'Isonzo (GO)
26 dicembre 2017 - Birra e basta - Palmanova (UD)
12 gennaio 2018 - Arci Miskappa - Udine
13 gennaio 2018 - Gasthaus Alpino - Aiello del Friuli (UD)
3 Febbraio 2018 - Bar Cooperativa - Nogaredo Di Prato (UD)
24 Febbraio 2018 - Arsenale Jazz House" - Cividale (UD)

giovedì 23 novembre 2017

DOMANI ESCE NUOVA RACCOLTA DE ANDRÈ


Domani, 24 novembre, esce “TU CHE M’ASCOLTI INSEGNAMI” (Sony Music), la nuova raccolta di FABRIZIO DE ANDRÉ! Il cofanetto, disponibile su Amazon al link https://smi.lnk.to/Faber, contiene i brani rimasterizzati in alta definizione 24BIT/192KHZ dai master analogici originali di studio.

Queste le tre versioni disponibili di “TU CHE M’ASCOLTI INSEGNAMI”

BOX 8LP 180 gr IN EDIZIONE LIMITATA
GATEFOLD 4 LP 180 gr ESSENTIAL SELECTION  

Ecco la tracklist completa della versione 4CD:

CD 1 
FEMMINE UN GIORNO E POI MADRI PER SEMPRE (L’amore e l’universo femminile): Ho visto Nina volare; Hotel Supramonte; Valzer per un amore; Un malato di cuore; Tre madri; Canzone dell’amore perduto; Giovanna D’Arco; Andrea | Tema di Rimini; Le passanti; D’ä mæ riva; Franziska; Amore che vieni amore che vai; Via del campo; Giugno ’73; La canzone di Marinella; Prinçesa; Verranno a chiederti del nostro amore; La Stagione del tuo amore; Bocca di rosa; Jamin-A.

CD 2 
IL POLLINE DI DIO, DI DIO IL SORRISO (La spiritualità il sogno):Smisurata preghiera; Se ti tagliassero a pezzetti; Inverno; Il pescatore; Il sogno di Maria; Ave Maria; Anime salve; La cattiva strada; Spiritual; Preghiera in gennaio; Deus ti salvet Maria (Ave Maria sarda); Si chiamava Gesù; Verdi pascoli; Oceano; Il ritorno di Giuseppe; Il testamento di Tito; S’i’ fosse foco; ‘Â çimma; Volta la carta; Il suonatore Jones.

CD 3
DEV’ESSERCI UN MODO DI VIVERE SENZA DOLORE (Guerra e pace, potere giustizia libertà): Introduzione; Canzone del maggio; Girotondo; Sidún; Terzo intermezzo; Il re fa rullare i tamburi; Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers; Il gorilla; Ballata dell’amore cieco (o della vanità); La guerra di Piero; La ballata dell’eroe; Fiume Sand Creek; Disamistade; Una storia sbagliata; Il bombarolo; Avventura a Durango; Un giudice; Don Raffaé; Quello che non ho; La domenica delle salme; Le nuvole.

CD 4 
SOTTO IL VENTO E LE VELE (L’infanzia la vita e oltre): Coda di lupo; Amico fragile; Canzone per l’estate; Rimini; Le acciughe fanno il pallone; Dolcenera; Canto del servo pastore; La città vecchia; ‘Â duménega; Khorakhané (a forza di essere vento); Cantico dei drogati; Un ottico; Crêuza de mä; Leggenda di natale; L’infanzia di Maria; Il testamento; La collina.

Con la regia di Stefano Salvati, sarà disponibile da domani, al link http://vevo.ly/95peHV, il video ufficiale de “IL PESCATORE”.

Intanto, è online il canale VEVO tutto dedicato a FABRIZIO DE ANDRÉ, dove verranno caricati tutti i video del celebre artista. Il canale è visibile al seguente link www.vevo.com/artist/fabrizio-de-andre

Sul canale attualmente sono presenti i 25 video tratti da “Fabrizio De André in concerto”, live registrato al Teatro Brancaccio di Roma il 13 e 14 febbraio 1998; tra questi “Bocca di rosa”, “Crêuza de mä”, “Ho visto Nina volare” e “Via del campo”.
Sul canale al momento si trovano anche tutti gli still video dell’album Anime Salve e verranno caricati tutti gli altri dischi: l’obiettivo è di raccogliere sul canale VEVO l’intera produzione di De André, creando uno spazio online interamente dedicato a uno dei più grandi artisti italiani.

martedì 21 novembre 2017

MANNARINO IL 2-5-18 A TRIESTE

Mannarino sarà il 2 maggio 2018 a Trieste, al Rossetti, per la prima volta nel Fvg. Dopo l’uscita del primo album dal vivo “Apriti Cielo Live”, nato sulla scia di un tour da oltre 100mila paganti, dal 23 marzo Mannarino è pronto per ritornare al suo pubblico con “L’Impero Crollerà”, un nuovo concept tour. 

“Qualunque sia il tuo Impero, ovunque si trovi, qualsiasi nome abbia,
ci deve essere da qualche parte un suono che lo farà crollare”

Ancora una volta, dopo un tour legato all’uscita di un album, Mannarino si ritaglia uno spazio live di sperimentazione. “L’Impero Crollerà” nasce proprio da questa esigenza. Mannarino, artista eclettico e coraggioso, torna sul palco con un nuovo concept pensato per una dimensione “più intima” e per offrire uno spettacolo inedito al pubblico che continua a seguire la sua evoluzione.  
La parola impero è presente in varie canzoni. È un simbolo ma anche una metafora; è quel luogo immaginario e distopico che fa da sfondo a molte delle sue storie. Con questo tour sarà come entrarci dentro, sentirne i suoni e le voci. 

“L’Impero Crollerà” arriverà nei principali teatri italiani e per la prima volta in concerto in Friuli Venezia Giulia, il 2 maggio 2018 al Politeama Rossetti di Trieste, con inizio alle ore 21 per un evento organizzato da Vivo Concerti e Vigna PR in collaborazione con ilRossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

domenica 19 novembre 2017

LA CALABRIA DEGLI ONESTI

gentilissima dottoressa Gruber, ho avuto modo di vedere l’altra sera la sua seguitissima trasmissione con in studio il procuratore Nicola Gratteri dedicata al gravissimo episodio di Ostia ma non le nascondo che il titolo ‘’Ostia come la Calabria?’’ mi ha fatto davvero male. Le spiego subito: la ‘ndrangheta è organizzazione assai potente, da molti decenni, con diramazioni ormai in tutto il mondo. Cerchiamo di combatterla tutti i giorni, con l’unica ricetta che c’è a disposizione e cioè la buona politica e la buona amministrazione, corretta, trasparente, onesta. Il punto non è però questo. Il vero punto è che l’immagine della mia regione è ormai storpiata e fatta tutt’uno con quello della ‘ndrangheta e dei criminali. Mi creda, non è così, e non glielo dico per amor di patria. C’è la ‘ndrangheta, il suo peso opprimente, il suo ruolo fin dentro settori della pubblica amministrazione e delle stesse istituzioni ma poi c’è anche tanta Calabria che soprattutto in questi anni sta cercando di riscattare quell’immagine negativa con fatti concreti, con azioni, con comportamenti, con iniziative. Il punto è il racconto, la narrazione della Calabria che io sostengo dovrebbe essere fatto con maggiore equilibrio: senza sottacere nulla ma senza nemmeno enfatizzare nulla e dando spazio al positivo, piccolo o grande che sia, al nuovo che va facendosi strada con fatica ma anche con più dinamismo rispetto al passato. L’ altra sera nel suo studio il procuratore Gratteri ha detto una cosa che io condivido: ‘’ci sono tante Ostia in Italia – ha detto - Non è un fatto isolato e da quello che ho visto è una città abbandonata, dove c’è una cultura mafiosa diffusa. Un problema grave che rimane anche se ne arrestano 100. In Italia si parla come un disco rotto solo del Sud del Paese, ma nel mondo occidentale c’è un decadimento morale ed etico che porta a farsi corrompere facilmente, ad accettare quella cultura’’. Questo non significa che noi qui in Calabria si debba sottovalutare il problema o metterlo nel calderone generale del tutto va male: no, affatto, anzi richiede più lucidità e vigore nel contrasto alla criminalità ma anche ai tanti e ormai insopportabili luoghi comuni con cui si descrive la Calabria. Tutta l’altra Calabria che non è ndrangheta, infatti, chi la racconta? Tutta l’altra Calabria che ogni giorno si batte e si sbatte per un nuovo turismo, una nuova cultura, un nuovo modo di far funzionare la cosa pubblica, etc etc che fine fa? Vorrei chiedere a lei, alla sua rete, a tutto il mondo dell’informazione italiano un’attenzione giusta su queste cose. Frasi fatte e luoghi comuni non rendono giustizia a nessuno, ne’ ad una corretta informazione, ne’ alla Calabria degli onesti ma – io credo - nemmeno alla lotta alle mafie nel nostro paese e nel mondo intero. La ringrazio dell’attenzione Filippo Veltri (ZoomSud.it)

venerdì 17 novembre 2017

EUGENIO BENNATO, DA CHE SUD È SUD

Partirà sabato 25 novembre dall’Auditorium La Verdi di MILANO il nuovo tour teatrale di EUGENIO BENNATO, “DA CHE SUD È SUD”, in cui presenterà dal vivo il nuovo omonimo disco di inediti. Queste tutte le date ad ora confermate, prodotte e organizzate da MusicShow International: 25 novembre - AUDITORIUM DI MILANO-FONDAZIONE CARIPLO di MILANO; 4 dicembre - TEATRO DIANA di NAPOLI; 15 dicembre - TEATRO PALAZZO di BARI; 18 dicembre – TEATRO STABILE di POTENZA; 1 febbraio - TEATRO PUCCINI di FIRENZE; 2 febbraio - AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA di ROMA; 12 aprile - TEATRO ARISTON di SANREMO. È possibile acquistare in prevendita i biglietti per la data di Milano su www.vivaticket.it e presso l’Auditorium; per la data di Napoli sui siti www.teatrodiana.it, www.azzurroservice.it e presso il Teatro Diana; per la data di Bari presso tutti i punti vendita Bookingshow, Box Office Feltrinelli, presso il botteghino del Teatro Palazzo e su www.bookingshow.it; per le date di Firenze e Roma su www.ticketone.it. È disponibile nei negozi e in digitale “DA CHE SUD È SUD” (FoxBand), il nuovo disco di inediti di EUGENIO BENNATO, anticipato in radio dal singolo “NO LOGIC SONG”. Il disco “Da che Sud è Sud” è composto da 12 brani, quasi pagine di un diario di viaggio in giro per il mondo, dall’America del Sud e del Nord all’Africa dei tamburi e delle carovane della disperazione e della speranza, al Mediterraneo degli scambi e delle barriere, all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende. Ogni brano ha una sua storia e una sua identità, ma tutti sono accomunati dalla presenza, accanto alla voce di Eugenio Bennato, di una voce che fa risuonare la musicalità di una lingua diversa, dal francese all’inglese, dallo spagnolo al brasiliano, ma anche dall’arabo, con una forte valenza ritmica ed evocativa dei movimenti del presente. In “DA CHE SUD È SUD” Eugenio ritrova l’energia degli anni recentemente vissuti e la presenza di compagni di viaggio che testimoniano e arricchiscono il senso musicale del racconto, dall’inconfondibile e maestosa vocalità di Pietra Montecorvino, alla vocina tenue della figlia italo-francesina Eugenia, che cresce e si trasforma mentre scrive queste canzoni, al timbro ruvido e sensuale di Sonia, che balla la taranta e viaggia con lui da dieci anni, all’accento di Giorgia, madre brasiliana e padre napoletano, all’inglese di Francesca Del Duca, che vive in America e suona le percussioni e del figlio di Eugenio, Fulvio, che vive in Australia e suona la chitarra e scrive canzoni nel deserto, all’arabo classico e moderno di Mohammed che viene dal Marocco e di Marwan che viene dalla Siria e attraverso la Tunisia arriva in Italia. Per la parte strumentale, che corrisponde ad una fuga in avanti rispetto al punto di partenza, che è il sud di Bennato con le sue sonorità e le sue regole armoniche, semplici e circolari, si è avvalso della creatività di Stefano (Mujura) e di Ezio, oltre ad Erasmo ed Angelo, che lo seguono da anni. Nell’ultimo brano, “Tarantella a sud di Mozart”, è presente l’ensemble vocale “Le voci del sud”, recentemente fondato per realizzare il concerto “Sinfonia per un Brigante” in onore di Carlo D’Angiò, che ha debuttato al San Carlo di Napoli la scorsa primavera. EUGENIO BENNATO si aggiudica inoltre il Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito ventiduesima edizione per “DA CHE SUD È SUD” come progetto musicale e teatrale dell’anno. Il riconoscimento sarà ufficialmente consegnato a Eugenio Bennato il 28 ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento durante una serata-evento. Il video del singolo “No logic song”, diretto da Bruno Colella, è visibile al seguente link: https://youtu.be/yrYFpENhxu4 Il video ha per protagonista l’attrice Sonia Totaro nei panni di una donna in carriera che viaggia con un autista e che, conquistata dal ritmo musicale, viene colta dal "raptus" che è un tipico effetto della musica di taranta. Eugenio Bennato (Napoli, 1948) è musicista, ricercatore di musica popolare, interprete, cantautore e autore di musica per cinema e teatro. Nel 1969 fonda con Carlo D’Angiò la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell'Italia del Sud, che ben presto diviene punto di riferimento per i giovani musicisti rock degli anni ’70 che erano alla ricerca delle proprie radici, aprendo nuove prospettive sulle possibilità di sviluppo della musica del nostro background e sulla musica del Mediterraneo. La Nuova Compagnia di Canto Popolare, con la direzione musicale di Roberto De Simone, viene scoperta da Eduardo De Filippo che, nel 1972, la presenta a Spoleto al Festival dei Due Mondi di Romolo Valli e Giancarlo Menotti. In quegli anni, con la produzione artistica di Renato Marengo, la Nuova Compagnia di Canto Popolare si impone tra i gruppi di maggior successo. Nel 1976 Eugenio lascia la NCCP e passa alla composizione di nuovi brani nel progetto Musicanova in cui oltre a Carlo D'Angiò sono presenti Tony Esposito, Gigi De Rienzo, Bob Fix e la giovane Teresa De Sio scoperta da Eugenio. Eugenio Bennato realizza così numerosi LP di successo fra cui "Brigante se more" (1979), contenente brani sul brigantaggio meridionale, e la celebre omonima ballata ancora oggi estremamente popolare anche tra il pubblico giovanile che l'ha proclamata vero inno del sud. Nel suo libro "Ninco Nanco deve morire" (Rubettino 2013) Eugenio racconta la genesi e la straordinaria storia di questa canzone traendo spunto per parlare della storia negata della resistenza del sud all'invasione dei Savoia e ponendo nuovamente la Questione Meridionale al centro dell’attenzione, con nuove analisi e valutazioni storiche. Parallelamente svolge una intensa attività di autore di colonne sonore per cinema, teatro e balletto classico. Nel 1998 fonda il movimento "Taranta Power" che parte con un concerto al mitico centro sociale Leoncavallo di Milano dove sono presenti intorno ad Eugenio tutti i grandi maestri della musica di Taranta. L'evento dà l'avvio ad uno straordinario rinnovato interesse del pubblico giovanile per i ritmi tradizionali e propone nuove strade di creatività artistica e segna una frattura con il passato modo d’intendere la musica popolare in Italia, a partire dal Womad di Peter Gabriel in Australia (2001), la sua nuova musica lo porta quindi a tenere concerti in tutti i continenti. Nel 2002 pubblica "Che il mediterraneo sia" che sdogana le sonorità extracomunitarie presenti in Italia. Il brano diventa sigla del programma " Shukran " e successivamente " Linea Blu " dove ancora oggi viene trasmessa settimanalmente. Nel 2006 realizza "Napoli Mediterranea" di Pietra Montecorvino, che verrà scelta come voce protagonista del film "Passione" di Joe Turturro, pubblicato con successo in America e Italia. Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo dove il brano "Grande Sud" propone per la prima volta alla grande platea nazional-popolare gli strumenti ed i ritmi della musica rituale del sud. Nel 2011 esce "Questione Meridionale", che ritorna sul tema della storia negata e propone ritratti di uomini-contro che escono dal l'anonimato e diventano famosi, prima fra tutti il capobrigante Ninco Nanco. Nel 2017 Eugenio è impegnato in numerosi concerti in tutta Italia tra i quali a febbraio, lo spettacolo ‘Canzoni di contrabbando’, sold out all’Auditorium di Roma Parco della Musica.

lunedì 13 novembre 2017

VEN 17-11 GINO PAOLI E DANILO REA A TRIESTE

Prosegue con successo l’avventura LIVE del duo Gino Paoli e Danilo Rea che venerdì 17 novembre alle 20.30 farà tappa al Teatro Orazio Bobbio di Trieste in quello che è un appuntamento fuori abbonamento del cartellone della Contrada. Questo spettacolo, dal titolo “Due come noi che…”, ha già collezionato numerosi sold out nei concerti sui palcoscenici più prestigiosi in Italia e all’estero, incantando ed emozionando il pubblico ogni volta. Un successo che di certo non stupisce dato il calibro degli artisti sul palco: la voce e il carisma di Paoli, uno dei più grandi autori e interpreti della canzone nostrana, affiancata da uno dei più lirici e creativi pianisti riconosciuti a livello internazionale come Danilo Rea. “Due come noi che…” è un prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale. La scaletta, che si rinnova di spettacolo in spettacolo, comprende le canzoni più amate di Gino, da “Averti addosso” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Perduti” passando per “La gatta” e “Sassi”, insieme a brani dei cantautori genovesi che per Gino sono gli amici di una vita: “Canzone dell’amore perduto” e “Bocca di rosa” di De André, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi, “Vedrai Vedrai” di Tenco e “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi. In scaletta, inoltre, non mancherà l’omaggio alla melodia napoletana di cui Paoli e Rea sono appassionati conoscitori e ascoltatori. Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. Originario di Monfalcone, è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che – dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore – debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Tenco e Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni 60 e 70. Ha scritto e interpretato brani quali “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Una lunga storia d’amore”, “Quattro amici”; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore di film. Danilo Rea, pianista che riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla sua grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia sia considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti italiani e collaborando con alcuni tra i più grandi jazzisti statunitensi come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano. Nel 2006 è stato protagonista di un concerto indimenticabile al Guggenheim Museum di New York. Successivamente con “Concerto per Peggy”, in occasione del 60° anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, ha omaggiato la celebre collezionista con un recital pianistico che commemora e attraversa la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Di recente ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica, il Leone D’Oro e la Laura Honoris Causa in Nuove Tecnologie dell’Arte. Informazioni: 040.948471 /390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.