Riparte, ogni giovedì di luglio agosto setttembre, alle 11.20, su Radio Uno Rai Fvg, “VINTAGE”, con Carlo Muscatello e Leonardo Zannier.
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...sogni e bisogni fra musica e spettacolo, cultura e politica, varie ed eventuali... (blog-archivio di articoli pubblicati + altre cose) (già su splinder da maggio 2003 a gennaio 2012, oltre 11mila visualizzazioni) (altre 86mila visualizzazioni a oggi su blogspot...) (twitter@carlomuscatello)
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“Tredici canzoni urgenti” di Vinicio Capossela, “Andare oltre” scritta da Niccolò Fabi, “Spira” di Daniela Pes, “Eri con me” di Alice e “Canzoni da intorto” di Francesco Guccini, “Senghe” degli Almamegretta e il progetto “Nella notte ci guidano le stelle. Canti per la Resistenza” prodotto da Mimmo Ferraro e Marco Rovelli sono le opere vincitrici delle Targhe Tenco 2023, il riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno trascorso.
Gli artisti e i progetti discografici sono stati votati dalla più ampia giuria in Italia composta da giornalisti e critici musicali.
Il cantautore VINICIO CAPOSSELA con l’album “Tredici canzoni urgenti” (La Cupa/ Warner Music Italy) si è aggiudicato la Targa Tenco per il Miglior Album in assoluto con 52 voti. Gli altri finalisti, in ordine di preferenze ottenute, sono stati: Baustelle con “Elvis” (47 preferenze); Madame con “L'Amore” (41); Nada con “La paura va via da sé se i pensieri brillano” (39); Giovanni Truppi con “Infinite possibilità per esseri finiti” (35).
“Andare oltre” (BMG) scritta e interpretata da NICCOLO’ FABI ha ottenuto il maggior numero di voti (55) aggiudicandosi la Targa per la Miglior Canzone, che, ricordiamo, va agli autori dei brani. A contendersi il primo posto: “La cattiva educazione” di Vinicio Capossela (feat. Margherita Vicario)(54); “Non esiste altro” di Paolo Benvegnù (feat. Malika Ayane) (45); “Replay” di The Niro (24); “'A libertà ('O respiro d’e ‘pprete)” di Canio Loguercio (20); “Nei rami” dei Verdena (20).
Per la sezione Opera Prima la vittoria è andata a DANIELA PES con l’album “Spira” (Tanca Records) con 66 preferenze. Facevano parte delle nomination: Colla Zio con “Rockabilly Carter” (43); Federico Dragogna con “Dove nascere” (39); Claudio Orfei con “My Wonderland” (27); Brando Madonia con “Le conseguenze della notte” (24).
“Eri con me” di ALICE (ARECIBO/BMG) e “Canzoni da intorto” di FRANCESCO GUCCINI (BMG) sono risultati gli album (ad ex aequo) più apprezzati per la categoria Interpreti di canzoni (58 voti). Tra i finalisti: Rossana Casale con “Joni” (39); Raiz con “Si ll’ammore è ‘o ccuntrario d’’a morte” (37); Musica Nuda con “Girotondo De André” (27).
Per la targa Miglior album in dialetto, l’opera più apprezzata è stata “Senghe” (The Saifam Group)degli ALMAMEGRETTA (con 84 voti). Gli altri candidati erano: Peppe Voltarelli con “La grande corsa verso Lupionòpolis” (58); Patrizia Cirulli con “Fantasia. Le poesie di Eduardo in musica” (47); Gnut con “Nun te ne fa” (14); Giuseppe Moffa con “Uauà. Omaggio in musica a Eugenio Cirese” (10).
Per la Targa Tenco Album collettivo a progetto (che ricordiamo, va al produttore) ha ottenuto maggiori consensi “Nella notte ci guidano le stelle. Canti per la Resistenza” (Squilibri Editore) prodotto da MIMMO FERRARO e MARCO ROVELLI con 132 voti. A seguire: “Cover Me Bruce Springsteen” (41); “Music for Change - Collective Album #22” (22).
Tutte le informazioni sulle Targhe Tenco si possono trovare all’indirizzo: www.clubtenco.it
Le Targhe verranno consegnate nell’edizione 2023 della Rassegna della Canzone d’autore (Premio Tenco), in programma al Teatro Ariston di Sanremo il 19, 20 e 21 ottobre.
Carlo Muscatello e Alessandro Martegani sono stati confermati rispettivamente presidente e segretario dell'Assostampa Fvg per i prossimi quattro anni. Lo ha deciso nella sua prima riunione il nuovo consiglio direttivo dell'articolazione regionale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani, che ha eletto anche le vicepresidenti Fabiana Martini, vicaria, ed Erica Culiat. Confermato il tesoriere Nicola Filipovič Grcic. Nell’elezione per il presidente, Carlo Muscatello ha ottenuto 19 voti e Pietro Rauber 3, sui 22 aventi diritto al voto (nessuna scheda bianca o nulla).
Il segretario Martegani ha nominato vicesegretari Maurizio Bekar (lavoro autonomo, agenzie e uffici stampa), Antonio Caiazza (emittenza radio e tv) e Marco Ceci (quotidiani, periodici, web). Il presidente Muscatello ha assegnato a Rauber la delega per la riforma dello statuto.
Completano il consiglio direttivo i consiglieri professionali Francesco Cardella, Ingrid Stratti, Ivan Žerjal, e collaboratori Emily Menguzzato e Marina Tuni; e i fiduciari di Trieste Ciro Esposito (con il vice Lorenzo Mansutti), di Udine Oscar D'Agostino (vice Luca D’Agostino), di Gorizia Matteo Femia (vice Marco Bisiach) e di Pordenone Alessandra Betto (vice Antonio Panciera).
Nelle recenti elezioni per il rinnovo degli organi dell’Assostampa Fvg sono stati inoltre eletti nel Collegio dei Probiviri Furio Baldassi, Pierluigi Sabatti, Rosanna Ferfoglia, Ugo Salvini, Miloš Malinić, Matteo Contessa, Corrado Barbacini, Claudia Cernigoi, Roberto Cannalire; e nel Collegio dei Revisori dei conti Pietro Trebiciani, Sandro Sguazzin e Andrea Di Matteo.
Domenica 14 e lunedì 15 maggio l’Assostampa Fvg, articolazione territoriale della Federazione nazionale della stampa, sindacato unitario dei giornalisti italiani, va al voto nei quattro capoluoghi di provincia per rinnovare i propri organi. La consiliatura si è conclusa con l’assemblea annuale alla quale ha partecipato Vittorio Di Trapani, il nuovo presidente della Fnsi che è stato eletto - assieme alla nuova segretaria generale Alessandra Costante - nel recente congresso nazionale svoltosi a Riccione. Un congresso che ha visto una buona affermazione della nostra Assostampa, che ha eletto cinque colleghi nel nuovo Consiglio nazionale della Federazione ed è tornata anche nella Giunta esecutiva, dopo un’assenza di una sola consiliatura, grazie all’elezione del nostro segretario, Alessandro Martegani. Un risultato importante, migliore di quelli conseguiti da altre Associazioni regionali, forti di un numero superiore di iscritti.
IL PRIMO MAGGIO SOTTO ATTACCO COME TUTTO CIO’ CHE E’ ANTIFASCISTA
Barbara Scaramucci
Ancora una volta l’attacco non è mascherato, non è nascosto, è palese, evidente. Il governo non antifascista – credo che dovremmo tutti chiamarlo solo così – convoca i sindacati 12 ore prima e vara in questo giorno, peraltro festeggiato a livello mondiale, un decreto che andrebbe chiamato precarietà, che ripristina mani totalmente libere per i datori di lavoro con contratti a termine i più disparati, a fronte di 15 euro di risparmio di tasse per i lavoratori dipendenti.
L’ex sindaco Alemanno, i cui disastri noi romani non abbiamo dimenticato, con franchezza dice che lui non è antifascista come il 30 per cento degli italiani. Può essere vero, anzi, diciamo che lo è.
Ma dunque un intero paese che nasce da una Costituzione inequivocabilmente antifascista deve essere governata da una presidente del consiglio e da un nucleo di potere che rifiuta l’antifascismo. Questa che è ormai una evidenza dovrebbe francamente essere tenuta sotto attenta osservazione da tutte le più alte cariche dello stato che,come è ovvio, della Costituzione antifascista hanno fatto il senso stesso della loro carica e del loro impegno.
Dunque, dopo il 25 aprile, anche il 1 maggio è sotto attacco, anche in chiave preventiva, perché il concertone dura molto a lungo e finisce a tarda sera, c’è anche il palco degli amici di Taranto che da dieci anni combattono per la loro martoriata città, schiacciata ancora oggi dalla scelta lavorare o ammalarsi e morire. Pericolosi luoghi sovversivi dove si chiederanno diritti, lavoro non precario, democrazia, libertà e valori antifascisti.
La società italiana è antifascista, chiede lavoro pagato equamente, asili nidi e aiuti al lavoro delle donne, infrastrutture utili, una sanità pubblica che rispetti i valori da cui è nata e tuteli tutti, ma proprio tutti, nello stesso modo. Articolo 21 con centinaia di altre organizzazioni sta facendo il suo meraviglioso lavoro di costante, quotidiana difesa dei più deboli e contro le diseguaglianze, di difesa dei valori costituzionali su cui nasce l’associazione stessa. Non possiamo stancarci e non possiamo perdere neanche un minuto. Il governo non antifascista ha legami internazionali con il potere non antifascista che già domina una bella fetta di mondo a ovest e a est. Pensiamoci sempre. Buona festa del lavoro
PREOCCUPAZIONE PER LA VENDITA
DI MESSAGGERO VENETO E PICCOLO
di Carlo Muscatello*Pare che Messaggero Veneto e Piccolo verranno venduti a un gruppo di industriali veneti e della nostra regione. Assieme a Nuova Venezia, Mattino di Padova, Tribuna di Treviso e Corriere delle Alpi. Pare che a capo della cordata ci sia Enrico Marchi, ovvero Save (aeroporti veneti) e Banca Finint. Pare che l’annuncio dell’offerta verrà dato fra un mese, dopo le elezioni regionali nel Friuli Venezia Giulia.
E pare che sia tutto vero.
Com’è vero che la vendita dei due quotidiani regionali s’inserisce nella clamorosa ritirata del Gruppo Gedi dal settore dell’informazione. Sono passati pochi anni da quando l’allora Gruppo Espresso Repubblica era un potente network di quotidiani e periodici che abbracciava tutta la penisola. Poi è arrivato il Gruppo Gedi, ma nessuno poteva pensare che quello che era il maggior gruppo editoriale italiano venisse smantellato con tanta rapidità. La Città di Salerno, La Nuova Sardegna, le Gazzette di Modena e Reggio, la Nuova Ferrara, persino L’Espresso… Fuori tutto.
Un patrimonio storico dell’editoria italiana è stato liquidato senza andare troppo per il sottile riguardo agli acquirenti. Pecunia non olet, si è sempre detto.
Ora tocca a noi. Ma pare che nessuno sia intoccabile, anzi, invendibile. Addirittura Repubblica - oltre a Gazzetta di Mantova e Secolo XIX - potrebbe andare, come si dice, “al miglior offerente”. Forse, per motivi familiar affettivi, non verrà ceduta La Stampa. Magrissima consolazione, almeno dalle nostre parti.
Noi siamo costretti ormai a occuparci di chi verrà. Messaggero Veneto e Piccolo sono testate storiche, le voci di questa regione, patrimoni importanti da preservare, assieme ai posti di lavoro. Siamo consapevoli che se un privato decide di vendere un’azienda nessuno glielo può impedire. Ma i giornali non sono una “merce” come tutte le altre. Hanno a che fare con la democrazia, con la libertà di informazione, con il pluralismo, con la Costituzione, con tante altre cose.
Siamo certi, o almeno vogliamo sperare, che ne siano consapevoli - e agiranno di conseguenza - i prossimi proprietari dei nostri giornali.
*presidente Assostampa Fvg
Ieri i Comitati di redazione del Piccolo e del Messaggero Veneto hanno incontrato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, accompagnati dal presidente dell’Assostampa Fvg Carlo Muscatello e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Cristiano Degano.
«Ho sentito Enrico Marchi – ha detto Fedriga – e chiederò di incontrare chiunque si dimostrasse interessato ai giornali del Friuli Venezia Giulia. Per l’amministrazione regionale, l’informazione rappresenta un diritto fondamentale ed è nostro primario interesse difendere le testate di libera informazione». Fedriga ha avuto un primo confronto con il presidente di Save (società di gestione dei quattro aeroporti veneti) e di banca Finint, impegnato nella costruzione di una cordata pronta a rilevare dal gruppo Gedi i sei quotidiani del Nordest: Piccolo di Trieste, Messaggero Veneto di Udine, Nuova Venezia, Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi di Belluno.