giovedì 23 ottobre 2025

Contratto, niente rinnovo Si va verso lo sciopero / newsletter odg fvg

 




di Carlo Muscatello*


Dunque si va verso lo sciopero. Visto che il rinnovo del contratto giornalistico, scaduto da una decina d’anni, non è proprio alle viste. E ciò nonostante il lavoro importante e generoso svolto dalla delegazione Fnsi al tavolo delle trattative con la Fieg.

Riassunto delle puntate precedenti. Le trattative con gli editori sono state lunghe, sofferte e “a singhiozzo”, viste le lunghe e numerose pause che si sono succedute in questi ultimi due anni fra un incontro e l’altro. 

La Fieg ha sempre chiesto di modificare per i nuovi assunti, diversi istituti attualmente presenti nel contratto scaduto (domeniche e festivi ben pagati, rimodulazione dei notturni, superfestivi…) in cambio di aumenti tabellari. Il sindacato ha giustamente rifiutato di penalizzare i giornalisti del futuro, consapevole che si sarebbe trattato, oltre che di una palese ingiustizia, anche della fine della professione (oltre che del sindacato stesso). 

E allora si è passati al piano b, una sorta di ennesimo contratto ponte, che avrebbe lasciato invariati gli attuali istituti contrattuali, con un aumento economico sotto forma di Edr, elemento distinto dalla retribuzione, dunque parte bassa della busta paga, senza ricadute a cascata sugli altri istituti. A questo punto, gli editori hanno fatto un’offerta economica risibile, spalmata perdipiù su tre anni, che ha portato di fatto alla sospensione del tavolo. Si badi bene che la posizione della Fieg non prevedeva nemmeno il recupero dell’inflazione che si è accumulata in questi anni.

Purtroppo l’epilogo, per ora, di questa vicenda era ampiamente prevedibile sin dall’inizio delle trattative. La controparte contrattuale, che pur in una situazione effettiva di crisi continua a incassare ingenti somme dallo Stato, non è disposta ad aprire il portafoglio e a investire sulle proprie risorse umane, sui giornalisti che ogni giorno mandano avanti la baracca, garantendo con il proprio lavoro i contenuti dei giornali.

La risposta, forse antica, ma l’unica disponibile, è ancora e soltanto il vecchio e novecentesco sciopero. Lo hanno ribadito i Comitati di redazione nella loro recente riunione. Ora tocca alla segreteria e alla giunta Fnsi stabilire tempi e modalità. Ma la decisione di fatto è presa, nella speranza che possa servire a sbloccare la situazione. E che quanto successo nei giorni scorsi al Sole 24 Ore, dove il giornale è uscito, seppur in forma ridotta, in presenza di uno sciopero della redazione, non abbia a ripetersi.

«La mobilitazione per il rinnovo del contratto riesce se teniamo insieme la dignità professionale sia dei dipendenti che dei lavoratori autonomi. Solo così possiamo spuntarla in una vertenza con gli editori molto difficile. Se il sindacato dimentica una di queste due anime della professione facciamo un danno al sistema», ha detto ai Cdr Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.«Per poter avere peso i giornalisti devono essere uniti. La categoria deve affrontare una situazione già complessa e ci attendono grandi sfide, come quelle legate all'intelligenza artificiale, che agli editori costa anche meno di un collaboratore e c'è il rischio che sostituisca sia i dipendenti che i lavoratori autonomi».

«Noi chiediamo regole per l'impiego dell'intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico che ribadiscano che l'IA non può e non deve sostituire i giornalisti, il recupero del potere d'acquisto in busta paga e compensi davvero equi per i colleghi lavoratori autonomi, perché l'indipendenza economica di chi fa informazione è il primo requisito per avere una informazione indipendente - ha spiegato la nostra segretaria -. Alle nostre proposte gli editori hanno risposto con una chiusura totale, avanzando richieste per noi irricevibili, il cui risultato sarebbe spaccare la categoria, come l'introduzione di un contratto depotenziato per i nuovi assunti: inaccettabile».


*presidente Assostampa Fvg










sabato 4 ottobre 2025

VINTAGE, ultima puntata

 Oggi giovedì 25-9 alle 11.20 su Radio1 Rai Fvg 13a e ultima puntata della 5a stagione di #VINTAGE


streaming su sedefvg.rai.it

podcast su RaiPlaySound 


GRAZIE A TUTTI…

mercoledì 9 luglio 2025

VINTAGE, seconda puntata

 


VINTAGE PARTE CON MORANDI

 


Gianni Morandi è l’ospite della prima puntata della quinta stagione di Vintage, il programma di Carlo Muscatello e Leonardo Zannier, regia di Fabio Fontanaro, in onda giovedi 3-7 alle 11.20 su Radio1 Rai Fvg (streaming su www.sedefvg.rai.it, podcast su RaiPlaySound).
“Presto vorrei fare un tour con una grande orchestra, con la quale rileggere le canzoni più importanti della mia lunga carriera…”. È il desiderio espresso da Morandi, esempio quasi unico di longevità musicale, che ricorda i suoi esordi, le estati di tanti anni fa, il rapporto con Mina e quello con Jovanotti, che ha scritto diverse canzoni di questa sua ennesima giovinezza artistica.

Ospite in studio Chiara Barbo, presidente della Cappella Underground, uno dei più antichi cineclub italiani, che ha recentemente rilanciato, dopo averlo ristrutturato, il cinema d’essai triestino Ariston. Barbo ricorda anche i sei anni vissuti a New York.

Intervento semiserio di Jack Calcagno. Musiche di Canned Heat, Buggles, Eugenio Finardi, Harry Nilsson, Franco Battiato, Mina, Gianni Morandi, Beach Boys.

Vintage andrà in onda tutti i giovedì di luglio, agosto e settembre.

venerdì 27 giugno 2025

 


VINTAGE

 giov 3-7 h11.20 prima puntata 5a stagione di #Vintage

in onda su #Radio 1 #Rai #Fvg tutti i giovedì di luglio agosto settembre 

streaming su sedefvg.rai.it

podcast su RaiPlaySound 


venerdì 16 maggio 2025

ASSEMBLEA ASSOSTAMPA FVG CON SEGRETARIA GENERALE COSTANTE

 Si è svolta a Trieste l'assemblea annuale dell'Assostampa Fvg, che ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2024 e preventivo 2025, entrambi in positivo. Ha partecipato la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante. 


Dopo i saluti di Furio Baldassi, nuovo presidente regionale dell'Ordine, della sua vice Paola Dalle Molle, del consigliere nazionale dell'Ordine Cristiano Degano e di Ingrid Stratti (Casagit), Maurizio Bekar (Inpgi), Patrizia Disnan (Unione pensionati), Pierluigi Sabatti (Circolo stampa Trieste), Nicole Corritore (Articolo 21), sono intervenuti il segretario di Assostampa Alessandro Martegani e il presidente Carlo Muscatello. Il tesoriere Nicola Filipovic ha illustrato i bilanci, di nuovo positivi grazie al contributo straordinario Fnsi e agli interessi bancari.

La segretaria generale Costante, sottolineato come ogni associazione abbia dinamiche proprie, si è quindi soffermata sui temi del lavoro autonomo, dell'intelligenza artificiale, del nodo irrisolto del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, delle norme che limitano il diritto-dovere dei giornalisti di informare, fino alle trattative per il rinnovo contrattuale.

«Non userò mai il temine freelance, che non rende l'idea della situazione di precarietà di questa condizione: io non riesco a rassegnarmi all'idea di colleghi che invecchiano precarizzati e non avranno pensioni superiori ai 350 euro», ha osservato, aggiungendo che «l'inflazione ha eroso lo stipendio dei giornalisti dipendenti del 20 per cento e i non dipendenti hanno retribuzioni ridicole, che non tengono conto dell'equo compenso, e spesso vengono usati dagli editori per una forma di dumping sociale».

Costante ha ricordato che «abbiamo provato nel 2023 a forzare la mano agganciandoci alla legge Meloni sull'equo compenso che prevede delle tabelle per tutti i lavoratori autonomi, abbiamo fatto una proposta unitaria all'Ordine che l'ha fatta sua, ma si è fermata al ministero della Giustizia. Per questo ho scritto al ministro Nordio: i giornalisti non sono lavoratori con diritti minori. La tutela dei giornalisti prevista della Costituzione è uguale a quella degli altri lavoratori e prevede una retribuzione dignitosa. Ma la professione giornalistica è legata direttamente alla libertà d'informazione e alla tutela della democrazia: non ci può essere professionalità senza un'equa retribuzione».

Nell'era dell'IA, «che è in grado di fare molto del lavoro dei giornalisti, a partire dal desk, è antistorico - ha anche detto la segretaria Fnsi - parlare ancora di professionisti e pubblicisti: dobbiamo cambiare radicalmente paradigma nella struttura della professione, ma per fare questo ci deve essere una gran collaborazione tra sindacato e Ordine».

Costante ha poi evidenziato come in Italia si continui a «considerare la diffamazione sempre dolosa, a produrre norme che di fatto limitano il lavoro dei colleghi e la democrazia, a tollerare le querele temerarie, una situazione che è responsabilità di governi di tutti i colori politici». 

E «in questa situazione - ha argomentato - stiamo affrontando le trattative sul contratto, fermo a 10 anni, un tavolo a cui è presente tutta la Fnsi, senza distinzioni fra maggioranza e minoranza perché, se si farà, sarà il contratto di tutti. È nostro dovere stare al tavolo, ma nessuno firmerà mai un contratto peggiorativo o che danneggi i giovani colleghi: una posizione forte che però richiede unità da parte nostra. Finché la trattativa reggerà staremo al tavolo, ma siamo pronti a dare seguito al pacchetto di giorni di sciopero che ci ha affidato la Conferenza nazionale dei Cdr».