giovedì 17 maggio 2012

DONNA SUMMER +

Negli anni Settanta si era guadagnata sul campo il titolo di “Queen of disco”, in italiano “Regina della disco music”. Era la numero uno di un genere musicale che ha segnato non solo quel decennio. Donna Summer è morta ieri in Florida, dopo una lunga lotta contro il cancro, che non le aveva impedito di lavorare quasi fino all’ultimo a un nuovo album, che uscirà postumo. Aveva 63 anni anni, essendo nata l’ultimo giorno del 1948 a Boston. Vero nome: LaDonna Andre Gaines.
Il pubblico la ricorda per successi come “Hot stuff” e “Bad girls”, realizzati con il produttore Giorgio Moroder, ma anche per i milioni di dischi venduti e per il cinque Grammy Awards vinti nel corso di una carriera lunghissima.
Terza di sette figli, a vent’anni molla tutto e parte per la Germania, dove viene scritturata per la versione tedesca del musical “Hair”. Sposa tale Helmut Sommer, conosciuto a Monaco di Baviera, dal quale ha una figlia ma anche il nome d’arte: Donna Summer è infatti una sorta di anglicizzazione del cognome di lui.
“The hostage”, nel ’74, è il primo successo europeo: fa parte dell’album “Lady of the night”, che segna l’inizio della collaborazione con Giorgio Moroder. Ma per fare il botto anche negli Stati Uniti deve aspettare l’anno successivo: “Love to love you baby” è l’album che la impone sul mercato Usa, e il brano che dà il titolo al disco è lungo la bellezza di diciassette minuti.
Dopo, quasi ogni uscita è un successo: “A love trilogy” e “Four seasons of love” nel ’76, “I remember yesterday” (con il singolo “I feel love”, per molte settimane ai vertici delle hit italiane) nel ’77. Dischi che contribuiscono a creare la leggenda della “regina della disco music”, alcuni dei quali hanno più successo in Europa che negli States.
Ma sono anche gli anni di “Once upon a time”, basato sull’eterna favola di Cenerentola. Di un disco come “Live and more”, anche questo con una traccia di diciassette minuti, “MacArthur Park suite”. Ma soprattutto di “Bad girls”, pubblicato nel ’79, con il celebre singolo “Hot stuff”, che le varrà il Grammy come miglior cantante femminile rock. Quando esce “On the radio”, è il suo terzo doppio che vola al vertice delle classifiche.
Il nuovo decennio porta cambiamenti. Donna lascia la Casablanca Records dei tanti successi, firma per la Geffen Records, che le impone di interrompere la collaborazione con il fidato Moroder per affidarsi alle cure di sua maestà Quincy Jones. Arriva l’album “Donna Summer”, con singoli di successo come “Love is in control”, “The woman in me” e “State of independence”. Ma la nascita di altre due figlie e un mezzo scandalo giornalistico (le furono attribuite prese di posizione anti-gay) sono alla base di un rallentamento della sua carriera.
Torna a frequentare le classifiche a fine anni Ottanta con dischi come “She works hard for the money” e “This time I know it’s for real”. Gli anni Novanta sono quelli dei duetti (da antologia quello con Liza Minnelli) e delle cover (celebre “Con te partirò”, di Andrea Bocelli), ma anche di nuovi dischi di successo come “Love is the healer” e “Carry on” (Grammy come miglior singolo “dance”).
Ma la regina appartiene ormai al mito. Dal 2000 in poi vari artisti riprendono, a volte campionandoli, alcuni suoi classici: Beyoncè in “Naughty girl” cita l’inizio di “Love to love you Baby”, Madonna campiona “I feel love” nel brano “Future lovers”, le Pussycat Dolls riprendono parte del testo di “Hot stuff”.
Nel 2004 l’ingresso nella Dance Music Hall of Fame, con Bee Gees e Barry White, somiglia tanto a una consacrazione. Forte di questi numeri: cinque Grammy awards, sei American Music Awards, una stella alla Hollywood Walk of Fame, oltre cento milioni di dischi venduti in tutto il mondo, con 24 dischi d’oro e di platino negli States.
La sua forza sta nell’aver cominciato prima degli anni d’oro della “disco” e aver continuato dopo il suo tramonto. Nell’aver saputo spaziare nei territori del rock, del gospel, del rhythm’n’blues. Nell’enorme influenza impressa su tanti artisti e generi musicali arrivati dopo di lei.
Nel 2008 Donna Summer pubblica dopo una lunga pausa l’album “Crayons”, con tredici inediti fra cui “The queen is back”, la regina è tornata. Ieri se n’è andata. Ma senza aver mai abdicato.

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